«La parità donna-uomo deve diventare realtà!» newsSocialiste – n°7, 8 marzo 2018

Manifestiamo per i diritti delle donne e per la parità donna-uomo nella realtà!

4f3a5f6b-0f5e-4e20-ad21-c0828455c62b

Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione per i diritti delle donne che si terrà questa sera a Bellinzona alle ore 18:00, organizzata dal collettivo di donne “Io l’8 ogni giorno”.

La parità donna-uomo è iscritta da quasi quarant’anni nella Costituzione eppure:
– la disparità salariale a parità di competenze e formazione è ancora importante (quasi 20% in media)
– la maggioranza borghese del Consiglio degli Stati, composto essenzialmente da uomini, ha appena votato contro le misure per combattere la disparità salariale
– il Consiglio federale ha appena proposto l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne a 65 senza compensazioni: senza parità salariale non ci può essere parità nell’età di pensionamento!
– la rappresentanza delle donne in politica e nelle funzioni dirigenziali è ancora nettamente insufficiente: nessuna donna in Consiglio di Stato in Ticino, il 33% di donne in Consiglio nazionale e solo poco più del 12% al Consiglio degli Stati. Nei Consigli d’amministrazione la presenza delle donne è solo del 17%!
– violenza, una situazione inaccettabile! Il 76% delle vittime di violenza domestica sono donne, 16 donne sono state uccise dal loro coniuge nel 2016

Disparità salariale e molestie sessuali sul lavoro: inoltrate due interrogazioni

7a3a8a69-7557-43d3-ba9e-c90e412bd241

In occasione della Giornata internazionale della donna, le Deputate socialiste al Gran Consiglio Gina La Mantia e Tatiana Lurati hanno inoltrato due interrogazioni sottoscritte da più esponenti dei partiti politici in Parlamento.

Due interrogazioni relative a due tematiche centrali per quanto riguarda il rispetto e la concretizzazione nella realtà della parità tra donne e uomini, iscritta nella Costituzione federale da quasi quarant’anni: la disparità salariale e il fenomeno delle molestie sessuali sul mondo del lavoro.

Disparità salariale
In materia di disuguaglianza salariale, l’interrogazione “È migliorata la situazione della parità salariale all’interno dell’Amministrazione Cantonale?” chiede al Consiglio di Stato quali misure intenda adottare per incentivare la parità salariale. In particolare, l’interrogazione chiede quando verrà eseguita un’analisi approfondita della disparità salariale in seno agli enti pubblici e para-pubblici. L’interrogazione chiede Governo come intenda fare rispettare il principio della parità salariale, iscritto nella Legge sulle commesse pubbliche e nel relativo regolamento, per quanto riguarda i contratti di prestazione e nell’ambito degli appalti pubblici.

Molestie sessuali sul lavoro
L’interrogazione “Molestie sessuali sul posto di lavoro: il Ticino può fare di più?” affronta un tema di grande attualità, purtroppo ancora presente e che va risolto. Gli strumenti attualmente a disposizione delle aziende non sono ancora sufficienti per garantire la sicurezza in caso di segnalazioni e denunce inoltrate dalla vittime di molestie. L’interrogazione chiede cosa sia stato previsto per monitorare in modo attendibile il fenomeno delle molestie sessuali sul lavoro. Viene chiesto in quale misura le aziende ticinesi adottino gli strumenti messi a disposizione dalla Confederazione, come i volantini o le direttive interne alle aziende, e quante mettano a disposizione una persona interlocutrice per le vittime. L’interrogazione chiede se il Consiglio di Stato non ritenga utile attivare una campagna di sensibilizzazione sul tema presso le aziende e stimolare, anche per le aziende private, la creazione di un gruppo “Stop alle molestie”, disponibile per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica.

Un piano concreto per la parità fra i sessi

Marina Carobbio, Consigliera nazionale PS, ha inoltrato oggi un postulato per la parità tra donna e uomo: “ll Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto su come intende promuovere la parità fra donne e uomini in collaborazione con Cantoni, comuni e società civile, indicando le misure specifiche previste o necessarie nei vari ambiti (mercato del lavoro, formazione, assicurazioni sociali ecc.).”

Nel 2014 su mandato dell’ufficio federale per l’uguaglianza è stato effettuato un bilancio del piano d’azione nazionale per la parità tra uomo e donna 1999 -2014. Un bilancio che comprende dieci raccomandazioni. La prima prevede l’elaborazione di un programma nazionale per promuovere la parità tra donna e uomo coordinato da Confederazioni, Cantoni, Comuni e società civile. Occorre infatti un piano d’azione più importante rispetto alle misure isolate per concretizzare la parità nella realtà, così come sancito dalla Costituzione. Secondo il Consiglio federale, la politica sulla parità dovrebbe essere contenuta nel programma di legislatura: i fatti dimostrano però che ciò non basta. È necessaria una valutazione d’insieme riguardo alle raccomandazioni del 2014 e un’analisi attualizzata affinché l’insieme delle istanze del paese portino avanti delle misure concrete per il il raggiungimento della parità fra i sessi.

NO alle pigioni abusive! Firma la petizione

e75fdabd-f1ef-4511-ae41-76a7b082bbe0

L’Associazione inquilini della Svizzera italiana ha lanciato una petizione e una lettera aperta con cui chiede alle Consigliere e ai Consiglieri agli Stati di rigettare una pericolosa iniziativa contro i diritti degli inquilini, un attacco contro cui ci opponiamo

La Svizzera non conosce alcun controllo o sorveglianza diretta sulle pigioni, ma lotta contro gli abusi solo grazie all’iniziativa degli inquilini stessi, che possono contestare la pigione iniziale quando appare abusiva. Ma Hans Egloff, il Presidente dell’Associazione dei proprietari della Svizzera tedesca (HEV), vuole cancellare integralmente questo diritto. Senza di esso le pigioni aumenteranno esponenzialmente. Vi chiediamo di opporvi e di non autorizzare redditi esagerati e abusivi! Le famiglie si trovano in difficoltà, perché non riescono più a trovare appartamenti a prezzi abbordabili.

Diversità dei media: bisogna ascoltare il messaggio espresso dal popolo

097fabc3-0427-4405-9036-9cac54645a93

Nel corso degli ultimi mesi la minaccia che pende sulla diversità dei media si è ulteriormente accentuata: soppressione di posti di lavoro e licenziamenti in seno all’ATS – l’Agenzia di stampa svizzera, concentrazione dei media e delle redazioni, Christoph Blocher ha acquistato parecchi giornali. Con il netto e schiacciante rifiuto all’iniziativa ‘no Billag’ domenica scorsa il popolo ha espresso un chiaro messaggio per la tutela di un servizio pubblico forte e plurale a cui tiene in modo particolare.

Il dibattito sulla politica dei media continua e tratta, in primo luogo, della nuova legge sui media elettronici. Lo schiacciante NO a ‘no Billag’ significa un chiaro rifiuto allo smantellamento del servizio pubblico e alla riduzione della diversità dei media in Svizzera. Quello espresso dalla volontà popolare è anche un messaggio espresso riguardo all’attuale crisi dei media: il Gruppo PS alle Camere federali lo ha accolto e chiede delle misure per rinforzare la diversità dei media.

Con una mozione presentata dal Gruppo parlamentare, il PS chiede la modifica della base legale che permetta alla Confederazione di finanziare l’ATS garantendo la sua indipendenza. Parallelamente deve anche essere studiata e valutata la possibilità di creare un’agenzia stampa nazionale che non abbia scopo di lucro.
L’Assemblea delle delegate e dei delegati del PSS, lo scorso 24 febbraio, ha inoltre adottato una risoluzione che chiede un finanziamento del giornalismo interdisciplinare e indipendente attraverso una fondazione.

Spegnere una volta per tutte la centrale nucleare di Beznau!

2ff04a84-c264-4314-a947-12af0a73a067

L’Ispettorato federale per la sicurezza nucleare (IFSN) ha deciso di autorizzare la ripresa della produzione di energia della centrale nucleare di Beznau, nel Canton Argovia, dopo 3 anni durante i quali il reattore è rimasto spento a causa di problemi di sicurezza. L’IFSN non tiene affatto conto del fatto che quella di Beznau sia la più vecchia centrale nucleare del mondo e che negli i problemi che la riguardano si siano moltiplicati negli ultimi anni, come quelli relativi alle fessure nella struttura di contenimento e dei valori massimi non rispettati.
Con questa decisione l’autorità teoricamente incaricata di garantire la sicurezza delle centrali nucleari ha scelto di fare passare la salute pubblica e la sicurezza in secondo piano.

La lista degli incidenti e dei problemi della centrale nucleare di Beznau è lunga e impressionante. Ricordiamo che questa centrale, in origine, aveva una durata di vita di 30 anni mentre oggi ha ben 49 anni! Benché ci siano stati problemi a ripetizione e scandali che la riguardano, la centrale di Beznau non è stata definitivamente spenta, anzi. La decisione dell’IFSN giunge proprio mentre è ancora in corso una procedura al Tribunale federale in cui l’Ispettorato è messo in causa per non avere rispettato le normative in caso di terremoto e benché la popolazione nei pressi della centrale abbia protestato in modo deciso.
La logica secondo cui “la centrale potrà funzionare finché le prescrizioni sulla sicurezza verranno rispettate” è giunta al termine.

Il centenario dello sciopero generale del 1918

3fb7d6a3-2f62-42ad-80d6-683fc65cb911

Cent’anni fa il Comitato di Olten ha indetto lo sciopero generale: 250’000 lavoratori e lavoratrici hanno interrotto il loro lavoro per manifestare per l’introduzione dell’assicurazione vecchiaia e superstiti, il diritto di voto per le donne, la settimana lavorativa di 48 ore e nuove elezioni con il sistema proporzionale.

Quest’anno ricorre il centesimo anniversario dello Sciopero generale del 1918. Quali furono le dinamiche che portarono allo sciopero generale cent’anni fa? Quali furono le conseguenze? Quali chiavi di lettura della società odierna possono essere tratte dagli eventi di allora?
Tutte le informazioni sono disponibili su un sito internet specifico, che vi invitiamo vivamente a consultare.

Firma e fai firmare l’iniziativa 99%: per un’imposizione fiscale più equa e per una migliore ridistribuzione della ricchezza

a918c382-e8a0-4b76-a39e-84484cf6cdd0

Tutte le informazioni, il link per firmare l’iniziativa e altro sul sito dell’iniziativa 99%: Clicca qui!

Firma il referendum contro il semisvincolo di Bellinzona
be47bca2-6fbc-4325-b752-7b41fefc0268

L’efficienza della mobilità privata non si migliora aumentando le strade con un progetto degli anni ’70, bensì gestendo meglio il traffico ed evitando tutti quegli spostamenti pendolari facilmente trasferibili su mezzi pubblici o mobilità dolce (vedi mobilità pendolare che rappresenta almeno il 20% di tutti gli spostamenti in automobile). Usiamo 65 milioni per vere soluzioni non false promesse.

Sapendo che l’inquinamento atmosferico uccide prematuramente 3’000 persone ogni anno in Svizzera è così che vogliamo fare la nostra parte nel migliorare la situazione? I costi esterni riconducibili al traffico motorizzato (sanità, ambiente ed incidenti) ammontano a circa 8 miliardi l’anno (59cts a km/per persona) in Svizzera. È scientificamente provato che più strade = più traffico di conseguenza più costi.

Versione della newsletter in pdf

93567537-5788-4798-9f82-94590c02d9e7

clicca >>> leggi, scarica, stampa newsSocialiste n°7 – 8 marzo ’18

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...