«Basta tagli prima e poi sgravi fiscali» newsSocialiste n°48, 20 febbraio 2018

Indicazioni di voto per il 4 marzo

Da Ueli Maurer alla riforma fiscale: una politica finanziaria che non va!

È già accaduto negli anni precedenti e succede di nuovo quest’anno. Il Consigliere federale Ueli Maurer, alla testa del Dipartimento federale delle finanze, fa pressione per portare avanti delle misure di risparmio in virtù del freno all’indebitamento. Misure messe in atto attraverso dei tagli che toccano sempre gli stessi ambiti: cultura, formazione, socialità, trasporti pubblici, dipendenti della Confederazione e aiuto allo sviluppo. In seguito viene invece presentata un’eccedenza di bilancio, come quella di ben 4,8 miliardi dell’anno scorso. Eccedenza che non viene però investita in favore della popolazione, negli ambiti in cui si è tagliato o per rinforzare l’AVS. Questa non è una politica a vantaggio della popolazione che è chiamata a contribuire e che subisce i tagli.

A livello cantonale i partiti di maggioranza mettono in atto un sistema analogo. Un anno fa hanno votato a favore della manovra finanziaria di rientro che ha tagliato nella politica familiare e nella socialità dopo che, in pochissimi anni, sono stati già tagliati circa 50 milioni nella politica sociale. Non appena i conti sono migliorati, grazie alle entrate dell’autodenuncia esente da pena a cui non è stato applicato lo sconto del 70% perché il PS ha inoltrato ricorso, vincendolo, al Tribunale federale, è stata presentata una riforma fiscale con cui si vogliono proporre ulteriori sgravi fiscali alle persone particolarmente facoltose e alle grandi aziende.
I partiti di maggioranza e la destra in particolare calcano la mano sulla situazione finanziaria ritenendola catastrofica per motivare i tagli. In seguito propongono delle misure a scapito della popolazione
I risultati dimostrano, sia a livello della Confederazione sia a livello del Cantone, che i tagli non fossero necessari. Questa politica finanziaria porta a misure e conseguenze che non favoriscono la popolazione, come i nuovi regali fiscali a chi non ne ha affatto bisogno promossi con la riforma fiscale cantonale. Diciamo quindi NO alla riforma fiscale, in votazione il 29 aprile grazie alle più di 10’000 firme raccolte per il referendum.

Opposizione a ‘Prima i nostri’ fin dal lancio dell’iniziativa

Domani in Gran Consiglio approderà il pacchetto di misure di ‘Prima i nostri’. Ci siamo opposti a quest’iniziativa fin dal suo lancio e ad oggi la nostra posizione non è mutata di una virgola. Questa è un’iniziativa che non tratta dei problemi reali nel mondo del lavoro e non contribuisce a risolverli. Le misure che ne sono scaturite, discusse domani in Gran Consiglio, non sono altro che la logica conseguenza di un’iniziativa inapplicabile per cui non produrranno alcun effetto positivo né sulla qualità del mercato del lavoro né sui salari, ovvero il nocciolo della questione che è urgente affrontare e risolvere. È stato chiaro fin dall’inizio e lo è ancora oggi: ‘Prima i nostri’ non può essere attuata poiché entra in conflitto con il diritto e le competenze del Cantone rispetto a quelle della Confederazione, soprattutto per quanto riguarda la migrazione. Invece di puntare a misure concrete e percorribili, ‘Prima i nostri’ poggia sulla discriminazione ed è composta da proclami che hanno provocato uno ‘stallo politico’, polarizzando a lungo il dibattito riguardo a delle misure che non possono essere attuate o che non hanno nessuna utilità. Nell’insieme ‘Prima i nostri’ alimenta la divisione tra i lavoratori e questo non può che favorire che intende fare del profitto sulle loro spalle. Il Partito Socialista ne è convinto e continuerà nell’impegno a sostegno dei contratti collettivi, delle misure di
tutela e sorveglianza del lavoro e del suo mercato, l’azione politica volta alla protezione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei salari.

Procuratore generale: puntavamo su Emanuele Stauffer

Il Gran Consiglio ha deciso ieri che il prossimo Procuratore generale sarà Andrea Pagani, l’attuale sostituto procuratore generale. Ivo Durisch, il Capogruppo PS, ha confermato che il candidato su cui il PS ha puntato è Emanuele Stauffer, specializzato in reati finanziari.
Per quanto riguarda la nomina, al Gruppo socialista non è piaciuta la questione legata agli assessment dei candidati eseguita da un istituto universitario di Zurigo, ovvero la valutazione delle attitudini, motivazione, capacità organizzativa e di concretizzazione progettuale oltre alle competenze tecniche e giuridiche dei candidati. Una valutazione richiesta dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, inoltrata alla Commissione di esperti ma che poi non è stato integrata nel loro preavviso. Un’occasione persa. Il Capogruppo PS ritiene che la politica debba disporre più elementi di valutazione quando si tratta di una nomina cruciale, come in questo caso per il Procuratore generale. Per quanto riguarda gli assessment, il PS farà quindi in modo che in futuro ci possano essere le basi legali affinché il Parlamento possa consultarli.

Presentazione del libro “La privatizzazione della posta svizzera”, di Graziano Pestoni

NO a un attacco frontale alla nostra democrazia!

di Marina Carobbio, Consigliera nazionale PS 

Ci sono tante ragioni per dire di No a un’iniziativa fuorviante e dannosa come la ‘no Billag’: dalla perdita di importanti posti di lavoro alla messa in discussione della coesione nazionale. Uno dei principali fattori che contribuiscono alla coesione nazionale è, infatti, il servizio pubblico, in particolare per quanto riguarda il servizio radiotelevisivo. La Srg-Ssr, per il tramite di una concessione, ha ricevuto un chiaro mandato dall’autorità politica: garantire un’offerta radiotelevisiva in tutte le regioni linguistiche, finanziata con il canone. Esso, ripartito tra le quattro regioni linguistiche, va chiaramente a vantaggio delle regioni minoritarie e assicura prodotti informativi, culturali e sportivi anche nelle regioni periferiche. Ma non solo: No Billag vuol dire no alla Rsi-Srg, ma anche no a radio e televisioni regionali!

C’è poi la necessità, se non l’urgenza, di evitare che la divulgazione dell’informazione diventi appannaggio di pochi, addirittura di investitori stranieri che vogliono trarre profitto da una crescente commercializzazione dell’offerta mediatica. In uno Stato democratico, la pluralità dell’informazione dipende da un panorama mediatico variegato e da un servizio pubblico forte, nel quale chi si occupa dell’informazione non ha interessi di bottega e non dipende da gruppi d’interesse privati che fanno dell’informazione un veicolo di propaganda politica. Una realtà preoccupante in diversi paesi del mondo, che non deve diventare tale anche da noi. Purtroppo già oggi assistiamo alla scomparsa di testate giornalistiche e ai conseguenti licenziamenti, d’altro canto gli imperi mediatici, che sfruttano l’informazione per fini politici e limitano la possibilità di parola per chi di voce ne ha poca, guadagnano potere. Votare a favore dell’iniziativa significa demandare l’offerta unicamente a media privati che non garantiranno il pluralismo. No Billag è un attacco frontale alla nostra democrazia, a una società aperta e pluralista nell’informazione e nella discussione. È di fondamentale importanza oggi mantenere una forte presenza pubblica nel mondo sempre più globalizzato dei media, ed evitare una ancor maggiore concentrazione dell’informazione tra pochi operatori che agiscono secondo logiche politiche ed economiche.

Diciamo NO a No Billag per difendere un’informazione pluralista e indipendente, per riconoscere lo stretto legame della Srg-Ssr con il territorio, per preservare la coesione e per sostenere le minoranze linguistiche, culturali e politiche in Svizzera – senza per questo dover rinunciare ad esprimere legittime critiche al servizio radiotelevisivo pubblico.

Firma il referendum contro il semisvincolo di Bellinzona

  • L’efficienza della mobilità privata non si migliora aumentando le strade con un progetto degli anni ’70, bensì gestendo meglio il traffico ed evitando tutti quegli spostamenti pendolari facilmente trasferibili su mezzi pubblici o mobilità dolce (vedi mobilità pendolare che rappresenta almeno il 20% di tutti gli spostamenti in automobile)
    Usiamo 65 milioni per vere soluzioni non false promesse.
  • Le persone che hanno più bisogno di utilizzare l’automobile provengono da nord (Leventina e Valle di Blenio) dove il servizio pubblico è decisamente meno efficiente e capillare e non beneficiano di AlpTransit. Perché scegliere di facilitare la parte sbagliata del Ticino?
  • Sapendo che l’inquinamento atmosferico uccide prematuramente 3’000 persone ogni anno in Svizzera è così che vogliamo fare la nostra parte nel migliorare la situazione? I costi esterni riconducibili al traffico motorizzato (sanità, ambiente ed incidenti) ammontano a circa 8 miliardi l’anno (59cts a km/per persona) in Svizzera. È scientificamente provato che più strade = più traffico (paradosso di Braess) di conseguenza più costi
  • Scarica il formulario, firma e fai firmare 

Manifesto per un socialismo femminista

l Manifesto per un socialismo femminista, approvato dall’Assemblea delle delegate* e dei delegati* del PSS del 14 ottobre a Olten, è stato integralmente tradotto in italiano ed è disponibile sul nostro sito internet.
Con l’adozione di una prospettiva femminista il Partito ha deciso, oltre a promuovere le cariche femminili, di favorire un cambiamento nella società. La parità, iscritta nella Costituzione, va raggiunta facendo sì che non ci siano più disparità salariali, in ambito della previdenza vecchiaia o riconoscendo i lavori domestici e di cura. Occorre incentivare la presenza e la rappresentanza delle donne* in politica, nelle funzioni dirigenti; favorire un insegnamento privo di stereotipi e la promozione del linguaggio paritario. Gli ambiti in cui è imperativo agire sono molteplici e sono trattati nel dettaglio dal Manifesto. Una prospettiva da cui hanno da guadagnare anche gli uomini* che vogliono liberarsi dall’ostacolo degli stereotipi di genere. La prospettiva femminista è intersezionale: oltre alle discriminazioni di genere, metterebbe quindi fine anche a tutte le discriminazioni oggi esistenti nella società.

La Turchia invade la Siria: il Consiglio federale faccia sentire la sua voce

Il Gruppo socialista alle Camere federali ha trattato dell’invasione turca nel nord della Siria e chiede che il Consiglio federale condanni senza ambiguità l’aggressione della Turchia. L’avanzata delle truppe dell’esercito turco nel territorio siriano senza che vi sia alcuna legittimità internazionale ha portato quanto avviene da tre settimane nella regione a una dimensione ancora più grave. La regione di Afrin non costituisce alcun pericolo per la Turchia che fonda tuttavia la sua aggressione sulla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla lotta al terrorismo. Così facendo la Turchia forza una delle regioni più stabili e pacifiche del paese alla guerra.

Il Gruppo socialista chiede che il Consiglio federale s’impegni sul piano internazionale affinché il Consiglio di sicurezza dell’ONU decreti l’interdizione dello spazio aereo al nord della Siria e lancia un appello affinché le autorità competenti accolgano i richiedenti d’asilo in provenienza della Turchia. Parlamentari, esponenti sindacali e altre personalità sono infatti stati costretti a rifugiarsi in Svizzera a causa della repressione. La Turchia spicca, nei loro confronti, dei mandati d’arresto internazionali abusivi. È perciò importante che le domande d’asilo dei rifugiati provenienti dalla Turchia siano rapidamente trattate affinché possano viaggiare in Europa, a cui si chiede la collaborazione per fermare le persecuzioni di cui sono vittima.

Mano all’agenda, c’è l’ApeRosso!

La Gioventù Socialista e il Partito Socialista lanciano un nuovo appuntamento fisso nell’agenda di ogni socialista: l’apeROSSO! Un incontro conviviale al bar croce d’oro a Lugano ogni primo giovedì del mese: ci incontriamo, beviamo un aperitivo, una tisana o uno sciroppo in compagnia e discutiamo di politica.

Siete tutti e tutte benvenuti: iscritti alla GISO o al PS, simpatizzanti o semplicemente persone interessate. Invitate amici e conoscenti e fate girare la voce. Grazie!

Vi aspettiamo numerosi!

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