«Diversità dei media e dell’informazione in pericolo!» newsSocialiste – n°46, 25 gennaio 2018

Insieme per il servizio pubblico, Manifestazione per la nostra radio-Tv
Bellinzona, sabato 27 gennaio, ore 14:30, Piazzale Stazione

no Billag: testo brutale, effetti distruttivi
Capitolo III

di Roger Nordmann, Capogruppo PS alle Camere federali

  1. Una cascata di disastri di livello nazionale

In caso di approvazione dell’iniziativa No Billag, lo smantellamento della SSR non sarà indolore per la Svizzera. Tralasciando la graduale fine dei programmi e gli inevitabili licenziamenti, il crollo dei media di servizio pubblico causerà la rovina di molti.
Come primo passo, tutti i principali progetti di investimenti immobiliari e tecnologici dell’SSR verranno interrotti, causando una serie di problemi per i subappaltatori, molti dei quali svizzeri. Si parla di importi consistenti distribuiti sui prossimi cinque anni.
Successivamente, il patto audiovisivo che collega la SSR al mondo del cinema sarà rescisso e gli investimenti diretti della SSR nel cinema svizzero saranno cancellati. Ciò genererà una perdita di diverse decine di milioni per il settore cinematografico privato, con numerosi danni collaterali che colpiranno molti settori.
Contemporaneamente, il supporto diretto alle orchestre sarà eliminato subito, causando la cessazione o gravi difficoltà per queste istituzioni musicali. Allo stesso modo, centinaia di partnership nel campo della cultura e dell’intrattenimento saranno sciolte, creando problemi significativi per gli organizzatori, specialmente nella ricerca di sponsor.
Anche nello sport si attendono gravi conseguenze. Gli eventi sportivi prodotti in Svizzera, come il Tour de Suisse, il Tour de Romandie, le gare di sci di Wengen e altri saranno a rischio.
Tutti questi effetti negativi interesseranno anche i media privati. Il giorno dopo un Sì a No Billag, 34 radio e televisione private entreranno immediatamente in un’area pericolosa, con minacce alla loro esistenza nei mesi successivi. La quota di canone che le private percepiscono rappresenta una percentuale significativa delle loro entrate, talvolta fino al 70%.
Possiamo vedere che l’intero tessuto culturale e sportivo svizzero sarà penalizzato dall’abolizione del canone e dalla scomparsa dell’SSR. Infine, la stessa Svizzera perderà influenza, dovendo ritirarsi molto rapidamente dalle sue partecipazioni internazionali, come ad esempio TV5 e 3sat.

  1. Un’asta selvaggia

Per la Confederazione, questa cascata di disastri sarà aggravata da una sfida complessa e simultanea: organizzare un’asta di concessioni televisive e radiofoniche. Questa operazione dovrà essere effettuata il 1 ° gennaio 2019, data in cui entrerà in vigore il nuovo regime previsto da No Billag. Altrimenti, la Svizzera non avrebbe né televisione né radio fino alla attivazione di queste famose concessioni, dato il prevedibile crollo della SSR. Il testo dell’iniziativa non è del tutto chiaro su questo punto, ma si potrebbe immaginare che la radio e la televisione locali possano continuare a trasmettere. Ma sopravvivranno all’abrogazione del canone? E con quali capacità di produzione?
In ogni caso, è improbabile che i beneficiari delle nuove concessioni saranno in grado di trasmettere a partire dal giorno della concessione. Presumibilmente, ci saranno termini di ricorso, come prevede la legge sugli appalti pubblici. Chiaramente, il Consiglio Federale dovrà affrettarsi a organizzare l’asta nell’autunno 2018, nel tentativo di impedire alla Svizzera di rimanere, per un periodo indefinito, priva di canali radiotelevisivi.

La Confederazione deve garantire l’offerta dell’ATS – Agenzia stampa svizzera

Martedì la redazione dell’ATS – l’Agenzia di stampa svizzera, ha indetto uno sciopero d’avvertimento, dopo che la settimana scorsa sono stati annunciati dai 35 ai 40 licenziamenti, il 20% dei posti di lavoro in totale. Sciopero indetto dopo che la Commissione di redazione dell’ATS ha reso pubbliche le proprie rivendicazioni, senza che la dirigenza dell’ATS le abbia realmente ascoltate.

Come PS siamo molto preoccupati dallo smantellamento dell’ATS. I licenziamenti previsti sono la conseguenza diretta della corsa al profitto dei grandi gruppi media. La situazione rischia di peggiorare ulteriormente con la fusione dell’ATS con l’agenzia Keystone. Abbiamo chiesto al Consiglio federale di salvaguardare il servizio pubblico fornito dall’ATS. La Confederazione non è chiamata a sovvenzionare indirettamente i grandi gruppi attivi nell’ambito dei media, ma a fissare le condizioni quadro per un giornalismo di qualità. Se ce ne fosse bisogno, attraverso un’agenzia stampa che non sia orientata al profitto.

Tutela della prostituzione e lotta alla tratta delle donne

Abbiamo accolto positivamente la revisione della Legge sulla prostituzione, votata dal Gran Consiglio, quasi all’unanimità. Una legge che, se da un lato offre degli strumenti per un migliore controllo e una migliore gestione della prostituzione, dall’altro permette di consolidare – rispetto al quadro legislativo precedente –  il supporto e il sostegno alle persone attive in questo particolare ambito dal punto di vista socio-sanitario.

Siamo particolarmente soddisfatti dal fatto che il Parlamento abbia accolto in modo deciso anche l’emendamento proposto dalla Deputata PS Pelin Kandemir Bordoli con il quale s’intende lottare contro la tratta delle donne, un fenomeno criminale legato alla prostituzione contro cui bisogna agire in modo attivo e concreto.

Affitti: il rifiuto del formulario obbligatorio è un’occasione persa

I partiti di maggioranza in Gran Consiglio hanno votato contro la mozione di Pelin Kandemir Bordoli – Deputata PS –  che chiedeva l’introduzione del formulario ufficiale obbligatorio per una maggiore trasparenza degli affitti. Un formulario in vigore in altri Cantoni e che avrebbe obbligato a notificare al nuovo inquilino l’ammontare della pigione precedente.
Un’occasione persa, anche perché la maggioranza dei partiti in Parlamento hanno dimostrato un preoccupante distacco rispetto a una problematica molto sentita in seno alla popolazione.

Una decisione contraria agli interessi degli inquilini analoga a quella presa dalle Camere federali, che hanno bocciato la proposta d’introdurre il formulario e la notifica obbligatoria della pigione precedente a livello nazionale.
Ora, l’Associazione inquilini della Svizzera italiana, non esclude di lanciare un’iniziativa popolare, come confermato dalla Presidente dell’associazione Elena Fiscalini.

L’1% più ricco della popolazione mondiale ha intascato l’82% della ricchezza prodotta l’anno scorso!

L’ONG Oxfam, in un rapporto reso pubblico lunedì, indica che l’anno scorso i miliardari nel mondo hanno visto la loro ricchezza aumentare di 730 miliardi di franchi rispetto al 2016. Un importo con cui si potrebbe mettere la parola fina alla povertà e alla fame nel mondo. Sono infatti 3.7 miliardi le persone che l’anno passato non hanno beneficiato in alcun modo della crescita a livello mondiale. Al contrario, l’1% della popolazione ha intascato più dell’80% della ricchezza prodotta l’anno scorso.
Va evidenziato che sempre l’1% della popolazione mondiale detiene la metà della ricchezza mondiale e che sull’82% della ricchezza prodotta l’anno scorso, sempre questo 1%, ha evitato di pagare ben 200 miliardi di franchi, celati al fisco attraverso delle operazioni fiscali complesse
L’iniziativa 99% della Gioventù socialista chiede che l’1% venga tassato equamente affinché vi sia un’equa ridistribuzione della ricchezza per il 99% della popolazione che produce e lavora duro per produrla.

Assemblea delle Donne* socialiste svizzere, sabato 27 gennaio a Berna

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L’Assemblea delle Donne* socialiste svizzere si terrà a
Berna, sabato 27 gennaio, dalle ore 12:00 alle 15:00, presso l’aula della scuola di formazione professionale BFF, Kapellenstrasse 1, BernaIl soggetto principale trattato sarà l’iniziativa detta “anti-burqa”.

Serata dibattito a Massagno sull’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo, 2 febbraio, Salone Cosmo, ore 18:30

Versione della newsletter in pdf

Ricordiamo che la newsletter può essere scaricata, e per chi lo desidera, stampata in versione pdf.

Commenti, proposte, osservazioni, segnalazioni? Scrivete al seguente indirizzo: comunicazione@ps-ticino.ch

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