«Six payment licenzia 100 persone benché abbia fatto 75 di utili!» – n°42, 5 dicembre 2017

Vergognosa chiusura della Six payment/Aduno: soppressione di 100 posti di lavoro malgrado 75 milioni di utili nel 2016!

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Il Deputato al Gran Consiglio Raul Ghisletta ha inoltrato la seguente interpellanza al Consiglio di Stato:

Vergognosa chiusura della Six payment/Aduno di Bedano, malgrado 75 milioni di utili nel 2016! Come intende reagire il Governo a fronte della soppressione di 100 posti di lavoro qualificati?

Six Group ha deciso di chiudere le sedi di Bedano e Oerlikon. Il gruppo Six è di proprietà principalmente di UBS e Credito svizzero, conta 4’000 dipendenti ed ha realizzato 221 milioni Fr. di utili nel 2016. Nel mese di agosto 2017 Six Group ha acquisito la gallina dalle uova d’oro Aduno Group e l’ha trasformata in Six payment AG Bedano, che ha come scopo sociale principale la gestione delle carte di credito Visa, MasterCard e Maestro.

Aduno Group indicava un utile netto nel 2016 di 75 milioni di franchi e nel 1. semestre 2017 di 45 milioni di franchi. L’annuncio della chiusura delle sedi di Bedano e Oerlikon da parte di Six è stato reso noto con un comunicato del 20.11.17. Siamo di fronte all’assalto e alla chiusura arrogante, vergognosa e senza precedenti di una ditta fiorente nel nostro Cantone. Ovviamente la responsabilità etica di quanto avviene ce l’hanno anche i facoltosi proprietari locali, che hanno venduto la ditta Aduno alla Six, intascando svariati milioni.

La chiusura della sede di Bedano avrà conseguenze drammatiche per gli impiegati, che sono in gran parte persone qualificate nel settore finanziario e residenti in Ticino. Anche le perdite in termini fiscali saranno importanti per il Comune e il Cantone.

Infine va deplorato il fatto che la Six è stata ostile all’intervento delle associazioni di categoria (in particolare ASIB), che tutelano gli impiegati, ostacolando i diritti dei lavoratori.

C’è un punto debole nell’operazione di arrembaggio e chiusura attuata della Six Group, a prescindere dall’immagine negativa per il gruppo che gestisce anche la borsa svizzera: sembrerebbe infatti che la gestione delle carte di credito, finora garantita in Svizzera da Aduno, vada a finire in Polonia, paese che non dà certo le medesime garanzie in termini di privacy e sicurezza elettronica: questo rischia di danneggiare i clienti titolari delle carte di credito Visa, MasterCard e Maestro, ossia una gran parte dei Ticinesi e Svizzeri.

 

Caso Gucci: imperativo un dibattito sul futuro economico del Cantone

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L’inchiesta per evasione fiscale e le perquisizioni nei confronti di Gucci condotte dalla giustizia italiana esigono un dibattito approfondito riguardo al futuro economico del Cantone e delle risposte del Dipartimento delle Finanze e dell’Economia ai problemi posti dal settore dell’alta moda in Ticino.

Il Partito Socialista ritiene che la notizia riguardo al marchio Gucci e all’ipotesi di evasione fiscale per 1.3 miliardi di euro su cui la Procura di Milano e la Guardia di finanza stanno indagando sia un elemento supplementare che deve imporre un dibattito approfondito sul futuro economico del Cantone. Le autorità italiane hanno infatti aperto un’inchiesta e predisposto delle perquisizioni al fine di determinare se Gucci, che appartiene al gruppo francese Kering, abbia effettivamente evaso il fisco italiano fatturando in Svizzera per del lavoro, della produzione, degli affari e delle vendite che avvengono in realtà in Italia così come ipotizzato dai PM di Milano.

Il PS disapprova un sistema in cui il segreto e le agevolazioni fiscali impediscono la trasparenza favorendo l’adozione di modalità volte all’evasione fiscale.
Promuovere un’economia che genera profitto a qualunque costo è controproducente rispetto a un progetto di sviluppo duraturo e provoca gravi ripercussioni: i processi giudiziari, la perdita di credibilità nel contesto internazionale e le multe inflitte alle banche svizzere l’hanno ampiamente dimostrato.

“Paradise papers”: combattere l’evasione fiscale, la corruzione e la fuga di capitali

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Il Gruppo PS alle Camere federali ha presentato un vasto pacchetto di atti parlamentari relativi ai «Paradise Papers» per cui la lotta alla corruzione, all’evasione e alla frode fiscale, così come alla lotta contro la fuga dei capitali, è la questione centrale. Il Partito Socialista esige che la Svizzera adotti la lista nera dei paradisi fiscali e che sia fatta piena luce sul sistema delle società offshore. Il Gruppo socialista vuole anche che la complicità in materia d’evasione fiscale e di corruzione diventi un delitto penale anche quando avviene dall’estero.

Dimezzamento delle sovvenzioni alle Associazioni dei consumatori e delle consumatrici evitato!

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Diritti dei consumatori: grazie agli emendamenti della Consigliera nazionale PS Marina Carobbio, e a quelli della sua collega Schneider Schüttel, è stato evitato il dimezzamento delle sovvenzioni alle Associazioni delle consumatrici e dei consumatori e all’Ufficio federale del consumo. Una buonissima notizia!

SÌ all’insegnamento aconfessionale di Storia delle religioni nelle scuole pubbliche

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Il PS ritiene positiva l’introduzione della Storia delle religioni in IV media e auspica che questo sia solo l’inizio di un percorso per rimettere in discussione l’insegnamento della religione tenendo conto dell’insegnamento aconfessionale e dell’importanza del libero pensiero.

Il Partito socialista accoglie positivamente l’introduzione, in IV media, di un’ora a settimana di Storia delle religioni. Tre le ragioni principali: un potenziamento della formazione, la neutralità dell’insegnamento invece di un insegnamento di tipo confessionale, la possibilità di agganciare i concetti trattati con la realtà che ci circonda.

Di fronte alle problematiche della società odierna legate ai concetti di “integrazione” da un lato, “radicalizzazione”  ed “estremismo religioso” dall’altro – delle vere e proprie sfide del nostro tempo – non si può che essere soddisfatti rispetto alla notizia dell’introduzione della materia “Storia delle religioni” nella scuola pubblica:  un insegnamento della storia delle religioni con un approccio neutrale invece di un insegnamento della religione di tipo confessionale; un momento formativo privilegiato per poter cercare di capire la realtà che ci circonda.

Positivo anche il fatto che a tenere le lezioni siano docenti di storia, persone con una formazione specifica, assunti in seguito a dei colloqui di lavoro perché rispondono ai criteri richiesti dalla Scuola.

Alla luce di queste argomentazioni, tematiche importanti per il Partito Socialista (potenziamento della formazione dei giovani, insegnamento neutrale, analisi di tematiche attuali), il PS auspica che il compromesso raggiunto dal Consigliere di Stato PS Manuele Bertoli sia solo l’inizio di un percorso che porti il DECS amettere in discussione anche l’insegnamento della religione nelle classi I, II, III, tenendo conto sia dell’importanza di un insegnamento aconfessionale sia delle motivazioni dei Liberi pensatori, entrambi basati sulla libertà di pensiero.

La scuola forma futuri cittadini, persone che abbiano le conoscenze e le competenze per vivere nel mondo cercando di comprenderlo, giovani adulti con una formazione tale da permettere loro di formarsi una propria idea. Sì, quindi, alla Scuola pubblica laica.

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