«Ticino: allarme povertà!» newsSocialiste – n°40, 20 novembre 2017

Povertà in Ticino: una situazione allarmante!

La povertà in Svizzera e in particolare nel nostro Cantone è un problema e una condizione di vita che colpisce molti, troppi nostre concittadine e concittadini. I dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica confermano una situazione allarmante, in particolare nel nostro Cantone. I dati confermano un andamento della povertà che abbiamo già evidenziato: oltre 570’000 persone colpite da questa condizione di vita con un tasso nazionale medio del 7%. In Ticino, questo tasso già di per sé preoccupante è più del doppio e si situa oltre il 17%!

Desta molta preoccupazione il fatto che un abitante su tre in Ticino vive a rischio povertà: ovvero non può affrontare una spesa imprevista di 2’500 franchi. Queste statistiche, che riflettono una situazione inaccettabile di vita, vanno legate anche al fatto che chi vive in una situazione di grave precarietà e a rischio di povertà rinuncia molto spesso a curarsi poiché la spesa – pensiamo alla franchigia – non è sopportabile. Sono dati preoccupanti: proprio per questo ci siamo opposti ai tagli alle prestazioni di base, indispensabili affinché queste economie domestiche non siano spinte verso la povertà. 8’000 persone in assistenza e più di 1’200 fra queste lavorano! Questo il fenomeno dei working poor, persone che sono costrette all’assistenza perché ricevono salari insufficienti per vivere nel nostro Cantone. Proprio per questo motivo ci battiamo affinché lo Stato non introduca un salario minimo legale come quello proposto dal Governo. Con 18.75 franchi all’ora, un’economia domestica non riesce ad arrivare alla fine del mese, ancora meno quando ha un figlio a carico.

NO a questo salario unico

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“NO a questo salario minimo”: il titolo di questo testo di Ivo Durisch – Capogruppo del nostro gruppo in Gran Consiglio – è chiaro. Con un esempio chiaro, fondato sulle conseguenze che il salario minimo proposto dal Governo implica, Ivo Durisch spiega perché un salario minimo inferiore ai 20 franchi l’ora in Ticino non è accettabile.
Un articolo che spiega, cifre alla mano, come una lavoratrice o un lavoratore sarebbe costretto a vivere peggio con un salario del genere che se fosse costretto all’assistenza sociale. Diciamo No a un salario minimo legale che costringe le economie domestiche che lo ricevono a vivere in condizioni non accettabili, sulla soglia della povertà.

Comitato cantonale: mercoledì 22 novembre a Lugano

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Care compagne, cari compagni
è stato convocato il prossimo Comitato cantonale che si terrà:

mercoledì, 22 novembre 2017 alle ore 19.45 a Lugano, 
presso il Canvetto Luganese

L’ordine del giorno e i tutti i documenti necessari sono disponibili cliccano il seguente link:

Conferenza cantonale sulla “Riforma fiscale e sociale”: il 17 dicembre a Camorino

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La Conferenza cantonale chiamata a dibattere e decidere sulla “Riforma fiscale e sociale” nella versione parlamentare, ovvero la versione che verrà votata dal Gran Consiglio a lavori ultimati, è stata indetta poiché sono state raccolte le firme necessarie.

La Conferenza cantonale sulla “Riforma fiscale e sociale” si terrà:

domenica 17 dicembre, alle ore 13.45 presso le scuole comunali di Camorino (Via al Guasto 6); l’ordine del giorno lo trovate in allegato.

Il Parlamento affronterà la discussione durante le sedute previste a dicembre, di conseguenza quella prevista il 26 novembre è stata annullata.

Trasporti pubblici: ci vuole molto di più

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A più di 30 anni dall’entrata in vigore dell’Ordinanza contro l’Inquinamento Atmosferico OIAt e sebbene il livello di quasi tutti gli inquinanti sia diminuito, nel nostro Cantone registriamo ancora troppo sovente livelli di inquinamento atmosferico chiaramente fuori legge che mettono in pericolo la salute della popolazione. La recente proposta del deputato Massimiliano Ay a voler introdurre la gratuità del Trasporto Pubblico TP quando si superano i 50 microgrammi di PM10 invece dei 100 che ha adottato il CdS, è chiaramente  una misura contingente con effetti sulla qualità dell’aria solo quando questa e già compromessa, ma rappresenta un nuovo campanello d’allarme.

Concretamente dobbiamo più che raddoppiare l’offerta e l’uso del TP e nel contempo ridurre sostanzialmente i movimenti del traffico motorizzato individuale migliorando la viabilità che sappiamo giornalmente compromessa da colonne e rallentamenti su una buona metà del Cantone. Considerato che  l’attuale offerta di trasporti pubblici è presa d’assalto negli orari di punta è chiaro che dovremmo offrire di più molto di più. Il Cantone dovrà prevedere adeguati finanziamenti: dai 56 mio/anno attuali dovremo giocoforza superare i 100mio. Solo così potremo riportare la qualità dell’aria durevolmente nei limiti e ripristinare una mobilità decente sulle strade del Cantone.

Politica in favore dell’ecologia: Marina Carobbio al 100%

Picchi d’inquinamento oltre i limiti, traffico intasato e inquinamento sia atmosferico sia fonico alle stelle. Biodiversità, protezione dell’ambiente, della flora e della fauna. L’ecologia e la protezione dell’ambiente non sono materie astratte, ma sono materia di una politica che può essere attiva oppure, come nel caso degli esponenti della destra, di una politica che non fa nulla per proteggere l’ambiente e la natura sotto tutti i suoi aspetti. La politica dei rappresentanti alle Camere federali viene quindi valutata dalle associazioni più importanti, attive nella protezione dell’ambiente, quali WWF, Greenpeace, Pro Natura o l’Associazione traffico e ambiente (ATA). La valutazione è concreta e valuta l’azione politica in funzione dell’ambiente. I dati sono chiari: tra gli esponenti a Berna che agiscono per proteggere l’ambiente Marina Carobbio ottiene un risultato del 100%. In questa classifica, Lorenzo Quadri è ultimo. E dire che il Ticino ha bisogno di una politica attiva nel campo della protezione ambientale, sia per quanto riguarda la situazione critica dell’inquinamento atmosferico, per la protezione delle zone verdi e per un territorio colpito dalla cementificazione galoppante.

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