«Le Donne* socialiste hanno celebrato 100 anni!» newsSocialiste – n°38, 6 novembre 2017

PS Donne* ha 100 anni! Eppure l’uguaglianza non è ancora una realtà

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Le Donne* Socialiste – il PS Donne – ha celebrato 100 anni! Cent’anni di storia necessaria, indispensabile per ottenere, realizzare e giungere a una reale uguaglianza che non è ancora stata raggiunta. Questo dimostra la necessità delle Donne Socialiste e del femminismo affinché il principio di parità, iscritto nella Costituzione svizzera dal 1995, venga realizzato.

La parità salariale non è ancora d’attualità: le donne continuano a guadagnare almeno il 15% meno degli uomini per le stesse mansioni e responsabilità. Le donne devono lavorare fino alla fine di febbraio dell’anno seguente per guadagnare lo stesso stipendio ricevuto da un uomo il 31 dicembre dell’anno precedente. È una situazione che non è accettabile e impone il nostro impegno affinché la parità sia finalmente realizzata.
La Consigliera federale PS Simonetta Sommaruga lo ha ricordato nel corso della celebrazione: occorre anche evidenziare il ruolo delle Donne al vertice delle aziende, in seno ai consigli d’amministrazione delle aziende. Un tema, questo, che deve trovare spazio in seno all’opinione pubblica poiché sposa le disuguaglianze nel mondo del lavoro, tutto, nel suo insieme.

Ruolo delle donne che subisce ancora delle inuguaglianze per quanto riguarda la rappresentanza delle donne in politica. Ricordiamo che il Consiglio di Stato ticinese, uno dei rari governi cantonali in cui non siede nemmeno una donna, riflette una problematica generale e che occorre correggere, migliorare. La rappresentanza delle donne in politica, in seno alle istituzioni, non riflette l’equilibrio nella società. È importante lavorare e impegnarci per migliorare questa situazione: cominciando dalle liste, dalla posizione nelle liste. La rappresentanza femminile deve migliorare per quanto riguarda tutti i livelli della politica e delle istituzioni. Rappresentanza insufficiente diffusa, purtroppo, dai media e dalla stampa, in cui ancora troppe donne non vengono considerate come delle interlocutrici interessanti.

Eppure la realtà dimostra che le donne competenti, esperte, professioniste, preparate non mancano a nessun livello. È anche compito del PS evidenziare questa problematica, impegnarsi per indurre un cambiamento e migliorare una situazione che ad oggi non è accettabile.

Scandalo ‘Argo 1’: non siamo soddisfatti dalle risposte del Governo

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Oggi, lunedì 6 novembre, la seduta del Gran Consiglio è stata largamente consacrata allo scandalo ‘Argo 1’, anche perché Ivo Durisch – a nome del Gruppo PS in Gran Consiglio – ha presentato un’interpellanza riguardo al ruolo avuto del Capodivisione della Divisione dell’azione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF) nella richiesta al suo nuovo datore di lavoro, come fatto emergere dalla RSI e dalla stampa, di non impiegare più l’ex-agente di Argo 1, il quale aveva denunciato presso il sindacato UNIA le malversazioni dei vertici di Argo 1 rispetto ai suoi ex-dipendenti.

LLe risposte formulate dal Governo e dal Consigliere di Stato Paolo Beltraminell hanno di fatto giustificato l’agire del Capodivisione. Paolo Beltraminelli ha affermato che né la DASF né il Dipartimento abbiano fatto pressione per revocare l’ex-agente dal suo incarico.
Una risposta che non ha soddisfatto il Capogruppo PS al Gran Consiglio Ivo Durisch, il quale ha considerato che avrebbe agito in un modo differente, anche perché – ha ricordato – la “delicatezza” del caso di cui ha parlato Paolo Beltraminelli in Aula avrebbe giustamente richiesto un altro modo di agire.

Dopo le risposte del Consiglio di Stato alle interpellanze, alla luce di una palpabile insoddisfazione in Aula, è stata poi chiesta e avviata una discussione generale. Una discussione che dimostra la portata del caso e della necessità di ottenere risposte riguardo allo scandalo ‘Argo 1’.

Il Gran Consiglio ha poi trattato la proposta della Commissione della Gestione, formulata in Aula dalla sua Presidente Pelin Kandemir Bordoli. Il Capogruppo PS ha motivato l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso ‘Argo 1’: “il mandato alla CPI, oltre a cercare la verità, deve ristabilire la fiducia della popolazione nelle Istituzioni e nell’Amministrazione pubblica”. Un atto dovuto nei confronti dei cittadini – ha detto Ivo Durisch – il quale ha evidenziato la necessità dei funzionari della DASF di avere una guida della divisione e del Dipartimento. L’insieme è dato affinché venga istituita una CPI, poiché va istituita “quando la fiducia nelle Istituzioni” viene meno e quando il caso ha una rilevanza cantonale.”
Il Gruppo PS ha proposto quale membro della Commissione parlamentare d’inchiesta il Deputato Carlo Lepori, già presidente del PS: una persona particolarmente indicata per questo compito, grazie alla sua serietà sue competenze, le sue capacità e alla sua esperienza politica.

Riforma fiscale e sociale: a decidere  sarà una Conferenza cantonale del PS

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La Direzione del Partito Socialista, il Gruppo PS al Gran Consiglio e la Presidenza del Comitato cantonale PS si sono incontrati lo scorso 26 ottobre per discutere e decidere sulla posizione riguardo alla “Riforma fiscale e sociale, alla luce della risoluzione adottata dal Comitato cantonale lo scorso 18 ottobre. Nel corso di questo incontro, Direzione, Gruppo e Presidenza del Comitato cantonale hanno convenuto che fosse opportuno coinvolgere la base del PS in una Conferenza cantonale, ovvero una forma più allargata del Comitato cantonale, per dibattere, valutare e decidere sulla “Riforma fiscale e sociale” nella sua forma parlamentare, che giungerà nel corso del mese di novembre quando i lavori al Gran Consiglio saranno chiusi.

Per essere indetta, una Conferenza cantonale richiede le firme di 1/20 delle iscritte e iscritti al Partito Socialista: firme che sono state raccolte. Sarà quindi una Conferenza cantonale del PS, a fine novembre, che deciderà sulla “Riforma fiscale e sociale” e – come specificato nella risoluzione adottata dal Comitato cantonale dello 18 ottobre – decidere se aderire o meno a un eventuale referendum, come da Statuto del PS.

La data, il luogo e l’insieme delle informazioni necessarie saranno inviate e pubblicate a breve.

 

Iniziativa “99%”, firma anche tu!

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12%. Ecco a quanto ammonta la crescita dei patrimoni delle 35 persone più ricche residenti in Svizzera secondo uno studio di PricewaterhouseCoopers e UBS. Contemporaneamente assistiamo anno dopo anno a tagli sulle spalle dei più deboli.

Premio Cansani 2017 all’Associazione DaRe

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Il magnifico lavoro portato avanti dalle volontarie e dai volontari dell’ Associazione DaRe, presieduta da Lara Robbiani Tognina, è stato ricompensato con il Premio Cansani 2017. Le nostre più vive congratulazioni!

L’assegnazione del Premio Giovanni Cansani 2017 all’Associazione Da-Re avrà luogo:
Sabato 11 novembre 2017, ore 16, sala E del Palazzo dei Congressi di Lugano

Le motivazioni:
“L’Associazione DaRe – Diritto a restare – con sede a Manno – opera con grande efficacia, generosità e concretezza, coinvolgendo un nutrito numero di volontari locali per l’aiuto e l’assistenza ai profughi e ai richiedenti l’asilo residenti nei centri d’accoglienza e negli appartamenti destinati al loro alloggio temporaneo. Essa è attiva dal 2016, e l’attività principale consiste nella raccolta e distribuzione di vestiti, scarpe, biancheria da letto, oggetti utili per l’igiene personale e per provvedere alle prime necessità di persone prive di tutto. Essa opera principalmente a partire dai suoi magazzini, raggiungendo e consegnando il materiale agli utenti sparsi nei vari centri del Cantone Ticino e negli appartamenti messi a loro disposizione. Oltre all’ aiuto materiale i molti volontari dell’associazione DaRe riescono a offrire a queste persone sfortunate anche un importante conforto morale. A questo scopo DaRe ha pure istituito dei corsi di lingua italiana per tutti i richiedenti l’asilo presenti in Ticino.

Come rilevato l’Associazione DaRe fa capo a diverse decine di volontari ticinesi e si regge sulle numerose e costanti offerte da parte della cittadinanza di indumenti e di beni non alimentari di prima necessità; i quali,  prima di essere assegnati, vengono minuziosamente controllati, selezionati e catalogati. L’Associazione si finanzia unicamente tramite le quote sociali e i versamenti volontari di singoli cittadini.”

Itinerari di testimoni della libertà:
il 17 novembre a Locarno – Palazzo Morettini

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Versione della newsletter in pdf

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