«Votazioni del 24 settembre: indicazioni di voto» newsSocialiste – n°31, 1. settembre 2017

Previdenza vecchiaia: domande – risposte

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Riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020», in votazione il 24 settembre. Continua la serie delle domande-risposte, che ci accompagnerà fino al voto nelle urne. Una votazione per cui invitiamo un doppio SÌ, visto che se uno solo dei due oggetti, sarebbe tutta la riforma che verrebbe a cadere: SÌ al finanziamento supplementare dell’AVS e SÌ alla Legge sulla riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020”

Perché l’aumento delle rendite non è proporzionale al reddito?
L’AVS è un’assicurazione nazionale: tutti pagano i contributi e successivamente ricevono una rendita. Il finanziamento dell’AVS si basa in larga misura su un meccanismo solidale. Chi ha redditi elevati paga contributi senza un tetto massimo e riceve una rendita massima di 2’350 franchi al mese, questo nel caso di un reddito annuo di 84’600 franchi. Oltre questo limite, i contributi dei salari più alti non influiscono sull’importo della rendita. Ciò significa che i redditi elevati servono a co-finanziare in larga misura le rendite di chi percepisce redditi medio-bassi. Accordare una rendita AVS ai ricchi, oltre a rafforzare l’accettazione dell’AVS stessa, rafforza anche la solidarietà tra ricchi e poveri.

Che effetti ha la riforma della previdenza sulle prestazioni complementari (PC)? Qualcuno perderà il diritto alle PC a causa dell’aumento delle rendite di 70 franchi al mese?
No. Per gli attuali beneficiari di PC non cambia nulla poiché la riforma riguarda soltanto i neopensionati a partire dal 2018. Per questi vale il seguente principio: la maggior parte delle prestazioni complementari vengono pagate per coprire i costi sostenuti dalle persone che vivono in un istituto. Queste persone hanno diritto alle PC anche con la riforma. Vi è un ristrettissimo gruppo di persone che secondo la legge attuale ha diritto alle PC ma con la riforma non più. Tuttavia una rendita superiore è la previdenza per la vecchiaia più sicura. Infatti, a differenza della prestazione complementare, erogata a seconda della necessità, la rendita è un diritto garantito. Inoltre attualmente i partiti borghesi stanno mettendo in discussione le prestazioni complementari in Parlamento, il che rende ancora più importante un rafforzamento dell’AVS.

Previdenza 2020: domani, bancarelle informative a Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio

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Vuoi avere più informazioni riguardo alla riforma Previdenza vecchiaia 2020? Hai bisogna di più informazioni per decidere e apprezzi che ti vengano date di persona? Abbiamo la risposta.

A partire da domani, sabato 2 settembre a partire dalle ore 9:00, potrai renderti alle bancarelle informative a Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio: delle bancarelle dove potrai porre delle domande, ottenere risposte, chiarire dubbi, discutere e ottenere più informazioni.

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Pro Infirmis dice SÌ alla Previdenza 2020

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La previdenza per la vecchiaia 2020 contiene elementi che concernono le persone con disabilità, per questo Pro Infirmis sostiene la riforma.Per migliorare la situazione delle persone con disabilità occorre estendere l’obbligo assicurativo e le prestazioni del 2° pilastro.

In questo modo la riforma colma le lacune assicurative delle persone con i redditi più bassi come pure di coloro che hanno periodi professionali interrotti. Anche lo slittamento del pensionamento a 62 anni soddisfa le esigenze dei/lle lavoratori/trici con problemi di salute.

È uscito il numero di settembre di Infovotazioni
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È uscito il numero 24 Infovotazioni, in vista delle votazioni federali e cantonali del prossimo 24 settembre. In questo numero: un articolo di Ruth Dreiffus, in campagna a favore della riforma “Previdenza vecchiaia 2020” e dei due SÌ: SÌ al decreto per il finanziamento supplementare dell’AVS attraverso un piccolo aumento dell’IVA (a partire dal 2021) e SÌ alla Legge sulla riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020”. Una serie utile e pratica di domande frequenti e risposte riguardo a questa votazione.
La votazione federale sulla sicurezza alimentare, molto utile per garantire la tracciabilità dei prodotti alimentari e per favorire lo sviluppo della produzione di prodotti locali: il PS invita a votare SÌ.

Importanti anche le due votazioni cantonali:

La modifica della Legge della scuola, promossa dall’iniziativa “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)”. Siamo a favore della civica, ma non così. Riteniamo infatti che questa sia un’iniziativa ideologica e propagandistica, che ha il difetto di imporre la rinuncia al carattere interdisciplinare dell’educazione civica. Isolare l’insegnamento della civica come materia a sé stante non è proficuo né in termini d’insegnamento né di apprendimento. La Direzione del PS invita perciò a votare NO a questa modifica della Legge della scuola.

SÌ, invece, al finanziamento solidale. Un testo che indica che Cantone e Comuni devono collaborare per garantire la dotazione di servizi, in particolare in materia di strutture scolastiche e prestazioni sociosanitarie. Questa modifica costituzionale è fondamentale per definire le responsabilità degli Enti pubblici e per difendere i diritti della popolazione nei comuni meno forti e nelle regioni periferiche. Poiché il PS ha sostenuto quest’iniziativa, la Direzione del Partiti invita a votare SÌ.

 

Il PS con UNIA e Verdi per il salario minimo
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Durante l’estate abbiamo ribadito la posizione del Partito, decisa e votata dalla Conferenza cantonale sul lavoro del 29 aprile scorso. È fondamentale concretizzare l’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”, votata dai Ticinesi e introdurre – al più presto – un salario minimo cantonale, che permetta di vivere dignitosamente senza essere costretti a chiedere l’aiuto e le prestazioni sociali del Cantone. Un salario che dev’essere almeno di 3’750 franchi poiché questo importo equivale alle prestazioni sociali di base del Cantone per un’economia domestica media.

Alla luce della recente sentenza del Tribunale federale, il quale ha respinto i ricorsi del padronato e delle associazioni economiche di Neuchâtel contro l’introduzione di un salario minimo sociale nel cantone neocastellano di 20 franchi all’ora, abbiamo ribadito la nostra richiesta: la richiesta al Consiglio di Stato di un messaggio con cui il Governo definisca un salario minimo nel Cantone che permetta di lottare contro la pressione al ribasso sui salari e contro il fenomeno dei “working poor”, ovvero quelle lavoratrici e lavoratori costretti a chiedere l’assistenza sociale benché lavorino.

Oggi ci uniamo a UNIA e ai Verdi affinché questa decisione venga presa al più presto e senza più tentennamenti. Nel caso in cui la decisione finale sul salario minimo non dovesse essere di almeno 21 franchi all’ora, la somma con cui si può sopravvivere nel nostro Cantone, siamo pronti a lanciare referendum con UNIA e i Verdi.

Dibattito pubblico: cittadinanza, scuola e civica

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Manuele Bertoli: “SÌ a un sistema pensionistico di qualità”

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In un articolo pubblicato dal ‘Corriere del Ticino’, Manuele Bertoli afferma il suo sostegno alla “Previdenza vecchiaia 2020”. Un sostegno sostenuto da una solida argomentazione: “Sono indubbi i vantaggi del progetto Previdenza 2020, scrive il Presidente socialista del Consiglio di Stato: aumento delle rendite AVS di 840 franchi all’anno per i singoli e di 2.700 franchi per le coppie, aumento del salario assicurato al secondo pilastro tramite la riduzione della quota non assicurata e finanziamento supplementare dell’AVS con un piccolo aumento dell’IVA.

Una riforma che dunque rafforza il primo pilastro, l’AVS, dopo molti anni di immobilismo, che favorisce i lavoratori con salari medio-bassi e quelli che lavorano a tempo parziale, quindi in primis le donne” “Tutte le potenziali alternative sono decisamente peggiori. Lo è l’immobilismo, perché una riforma come questa rinviata nel tempo non farebbe che portare acqua al mulino di chi vuole ridurre in maniera significativa le rendite, prima di tutto aumentando l’età pensionabile per tutti a 67 anni. Lo sono pure le «migliori» soluzioni millantate da alcuni, che in realtà o sono poco realistiche o, peggio, tendono a favorire una parte della popolazione a discapito di tutti gli altri. Una riforma da sostenere – dunque – con due chiari SÌ.”

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