« newsSocialiste – edizione straordinaria Previdenza vecchiaia 2020», 30 agosto 2017

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Una riforma da sostenere

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“Un compromesso equilibrato per assicurare le pensioni del futuro”
Mario Branda, Sindaco di Bellinzona, invita a votare 2x SI alla Previdenza per la vecchiaia 2020

Un compromesso necessario: per le donne, per i giovani, per i pensionati

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Gina La Mantia, Deputata PS al Gran Consiglio, sostiene la riforma “Previdenza vecchiaia 2020” e scrive: “Nuova e molto interessante è la possibilità di scegliere il momento del pensionamento in modo più flessibile, tra i 62 e i 70 anni. Le persone professionalmente attive possono in questo lasso di tempo percepire una parte della pensione e continuare a lavorare a tempo parziale, migliorando, oltretutto, la propria rendita della vecchiaia. Un altro, importante miglioramento previsto concerne i disoccupati sopra i 58 anni che, a differenza di oggi, non saranno più obbligati ad attingere al proprio capitale previdenziale del secondo pilastro prima dell’età di pensionamento.

Per quanto riguarda la questione giovani, mi permetto di citare la Consigliera nazionale zurighese Jacqueline Badran, che dice: “L’Avs fu il più significativo progetto di sgravio per i giovani di tutti i tempi, e tale rimarrà anche con un modesto miglioramento delle rendite. Chi durante la propria carriera professionale guadagna meno di 100’000 franchi all’anno – ed è la stragrande maggioranza – riceve di più dall’Avs di quanto paga. I giovani saranno sgravati anche in futuro, e allo stesso tempo il livello delle rendite può essere mantenuto. Un vantaggio per tutti”.

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La riforma Previdenza 2020 non ridurrà l’accesso alle prestazioni complementari

Degli esponenti del fronte opposto alla riforma Previdenza 2020, del PLR e UDC, dicono delle falsità durante questa campagna a proposito della riforma. Una riguarda l’accesso alle prestazioni complementari.
NO: la Previdenza 2020 non riduce l’accesso alle PC. Per gli attuali beneficiari di PC non cambia nulla poiché la riforma riguarda soltanto i neopensionati a partire dal 2018. Per questi vale il seguente principio: la maggior parte delle prestazioni complementari vengono pagate per coprire i costi sostenuti dalle persone che vivono in un istituto. Queste persone hanno diritto alle PC anche con la riforma. Vi è un ristrettissimo gruppo di persone che secondo la legge attuale ha diritto alle PC ma con la riforma non più. Tuttavia una rendita superiore è la previdenza per la vecchiaia più sicura. Infatti, a differenza della prestazione complementare, erogata a seconda della necessità, la rendita è un diritto garantito. Inoltre attualmente i partiti borghesi stanno mettendo in discussione le prestazioni complementari in Parlamento, il che rende ancora più importante un rafforzamento dell’AVS.

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“Sostengo la riforma Previdenza 2020 perché rafforza l’AVS e assicura meglio il lavoro a tempo parziale”.
Milena Garobbio, deputata in Gran consiglio, sostiene il 2xSÌ alla Previdenza vecchiaia 2020.
#PV2020

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