«Votazioni del 24 settembre decisive per il nostro futuro» newsSocialiste – n°30, 25 agosto 2017

Previdenza vecchiaia 2020: domande e risposte

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Vi ponete delle domande riguardo alla riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020”, in votazione il 24 settembre? Vi proponiamo le prime due domande di una serie di domande-risposte a proposito della Previdenza 2020 che ci accompagnerà, con la newsletter, fino alla fine della campagna.
Altre domande risposte, gli argomentari e gli approfondimenti sono disponibili sul sito della campagna: vi invitiamo a consultarlo.
L’attualità quotidiana, le prese di posizione, gli articole e altro ancora sulla pagina facebook della campagna. Passate a visitarla, abbonatevi o cliccate “mi piace” per seguire l’attualità

La riforma Previdenza vecchiaia 2020 prevede un aumento di 840 franchi annui per i nuovi pensionati. Perché i pensionati e le pensionate attuali non ricevono nulla ?
Non è vero che non ottengono nulla! Chi è già in pensione avrà la garanzia che almeno per i prossimi 10 anni la sua rendita sarà finanziata e adeguata all’andamento dei prezzi. A partire dal 1° gennaio 2018, un miliardo di franchi sarà convogliato dall’AI all’AVS. Una modifica, dunque, che non comporta nessuno aumento dell’IVA. Non ci sarà perciò un effetto negativo sui consumatori. A partire dal 2021 ci sarà un lieve aumento dell’IVA, dello 0,3% e che giungerà al 8,3%.

Perché avete approvato un aumento dell’IVA? Il PS non dovrebbe essere contrario a questa imposta?
Con la riforma, nella prima fase, l’IVA non subisce nessun aumento; semplicemente una parte degli introiti dell’imposta sul valore aggiunto sarà convogliata dall’AI al primo pilastro:  in questo modo l’AVS avrà un miliardo in più. L’IVA aumenterà passando dall’8% al 8,3% nel 2021 e questo per garantire le finanze dell’AVS sul lungo termine.
Ogni franco d’imposta sull’IVA che confluisce nell’AVS comporta una redistribuzione visto che i più ricchi pagano complessivamente una quota maggiore d’imposta sul valore aggiunto rispetto ai ceti meno abbienti. In più, i beni di prima necessità, come i generi alimentari, continueranno a essere assogettati a un’aliquota IVA ridotta

 

Sì alla civica, ma non così

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Il “Comitato per il NO a uno a uno studio puramente nozionistico della civica. Sì a una vera educazione alla cittadinanza” invita tutte e tutti a firmare l’appello per il NO alla modifica della legge della scuola in merito all’insegnamento della civica. Una posizione che è anche quella della direzione del Partito socialista: invitiamo a votare NO, il 24 settembre, questa modifica della Legge della scuola in merito all’insegnamento della civica.

Noi, cittadine e cittadini di questo paese, vogliamo difendere l’educazione civica e salvaguardarne la funzione irrinunciabile nella formazione dei giovani. Riteniamo che la modifica della Legge della scuola in merito all’insegnamento della civica non guardi nella giusta direzione e non serva a questo scopo. Infatti essa prevede la separazione nella scuola media dell’insegnamento della civica da quello della storia, cosa che lo renderebbe meno efficace e motivante. L’introduzione di una nota separata avrebbe, inoltre, come conseguenza un aumento delle verifiche per gli allievi, già molto carichi di prove di valutazione.

 

Trasparenza ancora insufficiente in Svizzerae4f239de-4ff0-49e8-9335-9745b29bb868

Il Gruppo degli Stati contro la corruzione (Greco) denuncia il fatto che in Svizzera non c’è ancora abbastanza trasparenza e chiede che le autorità svizzere agiscano per applicare le direttive sulla trasparenza nel campo della politica. Un passo in avanti dev’essere effettuato affinché in Svizzera si cominci realmente a lottare contro i conflitti d’interesse e la corruzione così come in materia di trasparenza.

Il Greco riconosce che perlomeno, in Svizzera, è in atto l’iniziativa sulla trasparenza che permetterà di fare un notevole passo in avanti. Ed è proprio così. Promossa dal PS, l’iniziativa sulla trasparenza è riuscita raccogliendo 120’000 firme che saranno consegnate a inizio ottobre. Abbiamo il diritto di sapere chi e per quale importo finanzia la politica e le campagne, sia per le elezioni sia per le votazioni. È nostro diritto avere accesso a queste fondamentali informazioni, per avere un’opinione solida e fondata su elementi che non devono e non possono più essere celati alla popolazione. Senza trasparenza, non c’è democrazia!

 

Chiediamo una politica fiscale più equa

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Intervista della Regione a Ivo Durisch: estratto

Una riforma tributaria che rivede le deduzioni per gli oneri assicurativi. Perché proprio ora Ivo Durisch?
Giunge a un anno dalla manovra finanziaria, come del resto avevamo annunciato e non è la prima iniziativa di carattere fiscale: ne abbiamo già inoltrata una sull’impatto generato da eventuali sgravi. In queste settimana, poi, si direbbe che il Consiglio di Stato stia ragionando su nuove modifiche tributarie e dunque ci auguriamo che vengano considerate anche le nostre proposte, compresa quella sugli assegni agli studi presentata dalla collega Pelin Kandemir Bordoli.

Agire, come voi chiedete, sulla revisione delle deduzioni non significa penalizzare anche il ceto medio?
Il nostro obiettivo, in verità, è quello di non coinvolgere il ceto medio ma piuttosto rafforzare quello basso, penalizzando il ceto molto alto. Chi sta in mezzo, fra l’altro, è quasi escluso anche dai sussidi. Lo scopo di questa iniziativa è quello di rivedere le aliquote dei redditi molto alti.

 

Un’AVS sicura e forte

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Laura Riget, della GISO, è una giovane donna che con la riforma Previdenza vecchiaia 2020 lavorerà un anno in più e pagherà più contributi. Eppure afferma che il prossimo 24 settembre voterà due SÌ alla riforma delle pensioni. Due Sì, indispensabili affinché la riforma venga adottata.

Avendo spesso lavorato unicamente a tempo parziale e a salari inferiori rispetto ai colleghi di sesso maschile – scrive Laura Riget –
quasi il 40 percento delle donne dispone unicamente dell’AVS durante la vecchiaia. Questa riforma porta loro dei concreti miglioramenti, migliorando la copertura del secondo pilastro per coloro che lavorano part-time e alzando la rendita AVS di 840 franchi annui. Si tratta del primo miglioramento sostanziale dell’AVS da oltre quarant’anni. Non negherò che l’innalzamento dell’età pensionabile è un prezzo alto da pagare per noi donne, soprattutto visti la disparità salariale tuttora esistente e il mancato riconoscimento dei lavori di cura di cui ci occupiamo principalmente, ma è stato un compromesso necessario per riuscire a far passare la riforma in Parlamento e fermare così i piani della Destra borghese di fissare la pensione per tutti a 67 anni. Questo innalzamento è però compensato dalle altre misure previste e i vantaggi per le donne prevalgono”.

 

PV 2020: Comparis interviene nella campagna barando

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Nella contesa per la votazione sulla Previdenza 2020 ora ci si mette anche il sito Comparis, con un calcolatore di propria concezione. Lo si trova alla voce di Comparis «3° pilastro». In questo modo Comparis si smaschera da solo: come l’UBS con i suoi «studi» o il VermögensZentrum con le sue pubblicazioni, anche l’obiettivo di Comparis non è altro che quello di parlar male, con questo calcolatore, della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020. Affinché siano sempre di più le persone che, prese dalla paura, si rivolgano al settore privato per la loro previdenza di vecchiaia. Nemmeno Comparis ha interesse a un’AVS che goda di finanziamenti solidi. Anzi, Comparis è interessato a molteplici offerte nell’ambito del 3° pilastro, che possono essere confrontate tra di loro e intermediate. Infatti una solida assicurazione nazionale non è interessante per un servizio di comparazione che vive di provvigioni.

 

PV 2020: Alain Berset e Ruth Dreifuss in campagna

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Martedì 22 agosto, a Berna, si è tenuto un evento di campagna in vista della votazione sulla Previdenza vecchiaia 2020 organizzato da PS60+ che ha registrato molto successo. Una sala gremita ha accolto il Consigliere federale Alain Berset e  Ruth Dreifuss, i quali stanno portando avanti un’intensa campagna sul territorio, durante la quale incontrano la popolazione e spiegano perché questa riforma sia importantissima per il nostro futuro e quello delle più giovani generazioni.

Alain Berset ha evidenziato che una riforma delle pensioni deve garantire sia il livello delle rendite sia il finanziamento dell’AVS. I due punti dipendono l’uno dall’altro e sono indissociabili. Questa riforma – ha affermato – è un compromesso e il progetto, nel suo insieme, oltre a essere condiviso da un comitato allargato in cui sono presenti più partiti, funziona bene. Il nostro sistema di previdenza vecchiaia non è più attuale e deve adattarsi alle esigenze della realtà, della società attuale anche in vista del futuro. La Previdenza vecchiaia 2020 risponde all’esigenza della flessibilità, delle mutazioni demografiche e della problematica imposta dall’abbassamento dei tassi di conversione. “Votare due SÌ il 24 settembre significa assumere le proprie responsabilità riguardo all’AVS, assicurando un futuro alla nostra assicurazione sociale più importante”.

L’ex Consigliera federale Ruth Dreifuss ha affermato che ogni passo che rinforza l’AVS è un passo in favore delle donne poiché è il primo pilastro che, principalmente, assicura loro le rendite di pensione. “L’AVS è il pilastro che più si avvicina al principio ‘da ognuno secondo le sue possibilità e a ciascuno in funzione dei suoi bisogni”. L’AVS è l’assicurazione sociale dei piccoli redditi, per i piccoli redditi: offre delle rendite a tutte e tutti, le quali hanno un tetto massimo. Non determina tuttavia un limite massimo ai contributi: ognuno, coi i datori di lavoro, versa contributi in funzione del proprio reddito. Per questo l’AVS è l’assicurazione più solidale. “Non otterremo più uguaglianza, non avremo più parità tra donne e uomini votando No alla Previdenza vecchiaia 2020. Per ottenere più parità, ed è indispensabile, occorre agire in Parlamento e in seno alle aziende e ottenere, finalmente, la parità salariale”.

 

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Nuovi alberghi per 10 giorni all’anno?

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Terminato con successo il Locarno Festival 2017 che ha registrato una crescita record dell’8% di entrate arriva la sollecitazione del Presidente Marco Solari di aumentare l’offerta di camere d’albergo che in questi giorni di piena turistica scarseggiavano.

Vero è che quest’anno registriamo una crescita dell’8% dei pernottamenti in Ticino, crescita che è in linea con quanto avviene in Svizzera ritenuta più sicura che altre mete turistiche più lontane. Se aggiungiamo che il nostro Cantone quest’anno beneficia a piene mani della nuova offerta di trasporto Alptransit che ha aumentato del 30% i passeggeri sotto il Gottardo contingenza ulteriormente sostenuta con un budget speciale di 2 milioni di promozione turistica votati dal Gran Consiglio nel 2015, vediamo che il risultato non è poi così straordinario se confrontato con altre regioni più o meno turistiche: Berna +7,4%, Vallese +6.8%, Zurigo +4.9 % che non beneficiano dell’effetto Alptransit.

È con strumenti di pianificazione del territorio che dobbiamo lavorare per cercare di recuperare alberghi storici in posizioni pregiate evitando nuovi letti freddi. Per concludere all’appello di Solari per nuovi alberghi da riempire per 10 giorni all’anno ritengo che dapprima andrebbero sviluppate nuove offerte per aumentare l’occupazione degli alberghi esistenti durante i restanti 355 giorni dell’anno.

 

Convocazione al Comitato cantonale

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Care compagne, cari compagni,
siete invitati a partecipare alla riunione del Comitato cantonale che si terrà:

mercoledì, 6 settembre 2017 alle ore 19.45
a Bellinzona, presso la Casa del Popolo.

 

Versione della newsletter in pdf

newsSocialiste n°30 – 25 agosto 2017

la newsletter può essere scaricata, e per chi lo desidera, stampata in versione pdf.

 

 

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