«Un doppio SÌ per la Previdenza 2020» newsSocialiste – n°29, 18 agosto 2017

Previdenza 2020: è necessario un doppio SÌ

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Il 24 settembre voteremo sulla riforma della Previdenza per la vecchiaia 2020. Una votazione fondamentale perché rinforzerà l’AVS, il primo e più importante pilastro delle nostre assicurazioni sociali. La Previdenza 2020 garantirà il livello delle rendite, introdurrà un aumento di 840 franchi all’anno, rispettivamente fino a 2’700 franchi per le coppie e permetterà una migliore assicurazione della previdenza professionale per chi lavora a tempo parziale. Un miglioramento, quest’ultimo, destinato soprattutto alle donne visto che sono la stragrande maggioranza a non lavorare a tempo pieno. Per permettere il finanziamento della riforma e garantire la solidità finanziaria dell’AVS, è necessario introdurre un piccolo aumento dell’Iva a partire dal 2021: con la riforma passerà dall’8% all’8,3%.
Affinché la riforma passi, impedendo alla destra di realizzare il suo piano che aumenterebbe l’età del pensionamento a 67 anni per tutte e tutti noi, è fondamentale votare 2 volte SÌ il 24 settembre: SÌ alla legge sulla riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020” e SÌ al Decreto federale sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto. L’intervento sull’Iva obbliga a una votazione separata su cui dipende il futuro della Previdenza 2020. I due SÌ dipendono perciò tra di loro e la riforma sarà accettata solamente se entrambi vinceranno nelle urne. Ricordiamocene e ricordiamolo agli altri: il 24 settembre votiamo 2 volte SÌ alla Previdenza 2020. Un Sì per la legge e un SÌ per il decreto sull’Iva.

 

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Ora un salario minimo dignitoso anche in Ticino!

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Abbiamo accolto con grande soddisfazione con grande soddisfazione la sentenza del Tribunale di Losanna che, respingendo il ricorso del padronato e di più associazioni dell’economia, ha sancito l’introduzione di un minimo salariale di 20 franchi l’ora nel Canton Neuchâtel. Fondamentale la motivazione dei giudici, i quali hanno affermato che questa “misura di politica sociale è giustificata dalla volontà di permettere alle persone che lavorano di ottenere un salario che permetta loro di vivere dignitosamente, senza dover ricorrere all’assistenza sociale”.
L’introduzione di un minimo salariale dignitoso di 20 franchi l’ora, adattato ogni anno all’indice dei prezzi al consumo, non contravviene né al principio costituzionale della libertà economica né al diritto federale.
Ribadiamo con forza che ora, in Ticino, bisogna introdurre un salario minimo legale di almeno 3’750 franchi che equivale alle prestazioni sociali di base del Cantone. Un importo inferiore non può essere accettato perché implica un intervento dello Stato. Le prestazioni sociali sono previste per aiutare chi è in difficoltà, non per sovvenzionare le aziende che elargiscono dei salari inaccettabili! Ora attendiamo che il Governo agisca con responsabilità e coraggio, presentando rapidamente un messaggio in questo senso.

 

PV 2020: una riforma in favore dei piccoli salari

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La Previdenza 2020 introduce un aumento di 840 franchi all’anno e fino a 2’700 per le coppie. È vero, la riforma non è perfetta perché aumenta l’età di pensionamento delle donne: un compromesso a cui il PS ha dovuto cedere malgrado la sua volontà poiché le forze politiche in Parlamento sono decisamente a destra. Ricordiamo che i partiti borghesi e la destra vogliono respingere questa riforma per farci lavorare tutte e tutti fino a 67 anni, non per evitare l’aumento dell’età di pensionamento per le donne!
I miglioramenti introdotti fanno sì che complessivamente la Previdenza 2020 sia equilibrata e conti più vantaggi di svantaggi. L’aumento delle rendite e i miglioramenti introdotti compenserà interamente il fatto di andare un anno dopo in pensione per chi ha un reddito di 39’000 franchi. Ci sarà una migliore previdenza professionale per chi non lavora a tempo pieno e sappiamo che più del 70% dei tempi parziali sono occupati dalle donne. Va evidenziato che 500’000 donne che lavorano vanno in pensione con la sola rendita AVS: non ricevono infatti nessuna rendita da 2° pilastro. Rendite da 2° pilastro che solo del 63% inferiori per le donne! Ecco perché l’aumento e il rafforzamento dell’AVS, la garanzia del livello delle rendite favorisce in particolar modo le donne. Questa riforma è equilibrata, è un compromesso percorribile ed è la soluzione per evitare una crisi del primo pilastro di cui la destra approfitterebbe per farci lavorare fino a 67 anni e privatizzare i casi interessanti. Evitiamolo e rinforziamo l’AVS. Garantiamo le rendite votando 2 Sì il 24 settembre.

 

Salario minimo: mozione di Ivo Durisch

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Il Capogruppo del PS al Gran Consiglio Ivo Durisch ha presentato, a nome del Gruppo PS, una mozione con cui richiede al Consiglio di Stato di correggere la distorsione dei contratti normali di lavoro (CNL) e di aumentarli alla luce della recente sentenza del Tribunale federale, il quale ha respinto i ricorsi di padronato e associazioni economiche contro l’introduzione di un minimo salariale legale di 20 franhi l’ora a Neuchâtel.
La decisione dei giudici di Losanna non lascia spazio a nessuna interpretazione e fa giurisprudenza anche per il nostro Cantone: un salario minimo, che permetta di evitare il fenomeno dei“working poor”, non mette assolutamente in discussione la libertà economica.
Il Tribunale federale ha confermato che un salario minimo dignitoso, per evitare di ricorrere all’assistenza sociale, deve essere di almeno 41’759 franchi annui o 3’480 franchi mensili, per una settimana lavorativa di 41 ore. Questo corrisponde a una retribuzione oraria di 20 franchi all’ora. La stessa sentenza precisa però anche che una persona lavorando ha delle spese aggiuntive, che non avrebbe stando a casa. La cifra di 20 franchi all’ora va quindi corretta verso l’alto fino ad un importo tra i 21 e i 22 franchi all’ora.
La mozione chiede quindi che i CNL siano immediatamente aggiornati in modo da prevedere uno stipendio minimo di 21.50 franchi all’ora, pari a 3’741 franchi al mese.

 

120’000 firme raccolte: riuscita l’iniziativa sulla trasparenza!

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Saranno consegnate il 10 ottobre: 120’000 firme, sinonimo del fatto che la trasparenza è un tema sentito in seno alla popolazione e iniziativa riuscita!
Chi si nasconde dietro una campagna milionaria in vista delle votazioni? Chi e per quale ammontare ha finanziato la campagna di partiti e candidati in vista delle elezioni? Le campagne politiche sono sempre più costose, eppure le cittadine e i cittadini non hanno accesso alle informazioni relative al loro finanziamento.
La trasparenza nel finanziamento della politica è più che mai necessaria affinché le cittadine e i cittadini possano accedere a queste informazioni, valutarle e forgiare un’opinione solida in merito alle votazioni e alle elezioni. L’iniziativa sulla trasparenza chiede che partiti e comitati rendano note alla Cancelleria la loro contabilità e le donazioni superiori a 10’000 franchi così come le donazioni più ingenti a una campagna il cui costo è superiore a 100’000 franchi. Saremo chiamati a votare su questo tema ed è una buonissima notizia: senza trasparenza, non c’è democrazia!

“Prima i nostri” è come una mela di plastica: luccica ma è indigesta

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In un’intervista pubblicata oggi dal Corriere del Ticino, Igor Righini – presidente del PS – afferma che “Prima i nostri” è come una mela di plastica: seppur bella e luccicante è indigesta. Il punto, anche, riguardo alla garanzia concessa dal Consiglio federale, il quale afferma che non “può escludere a priori che le nuove disposizioni possano essere interpretate in conformità col diritto federale”, ma che il margine di manovra è molto limitato. Solo per questo motivo è stata concessa la garanzia.

Il Consiglio di Stato ha detto no alla proposta di marca UDC per applicare Prima i nostri, ma il Consiglio federale ha dato luce verde alla garanzia federale sull’iniziativa originale, seppur con parecchie riserve. Vede delle contraddizioni oppure no?
Sono due cose diverse e ben distinte. Il Consiglio federale ha dato sì la garanzia, ma ha anche specificato che la legge d’applicazione deve rispettare il diritto federale, gli accordi bilaterali e la libera circolazione anch’essi votati dal Popolo: il margine di manovra è molto limitato. Nel suo messaggio il Consiglio federale ha inoltre specificato che la verifica della conformità della legge, che non può oltrepassare i limiti del diritto cantonale, incombe alle autorità ticinesi. In questo senso, il Consiglio di Stato ha sancito che la legge proposta non è applicabile.

L’UDC ha esultato per la comunicazione di Berna. Ritiene che per i democratici di centro si sia trattata di una vittoria?
Il problema della non attuabilità degli intendimenti costituzionali rimangono e sono anche ribadite nel messaggio del Consiglio federale. Chi ha promosso “Prima i nostri” sia sincero e dica finalmente se vuole imboccare la strada di una “Swissexit”, chiudere sia i contratti bilaterali e sia la libera circolazione delle persone, oppure se preferisce continuare a mantenere aperti i rapporti con l’Europa. Questa è la questione aperta a cui bisogna rispondere.

 

Pelin Kandemir Bordoli: “Un occhio di riguardo per chi ha subito i tagli”

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In un’intervista concessa alla ‘Regione’, la deputata socialista e Presidente della Gestione Pelin Kandemir Bordoli fa il punto sui dossier che verranno trattati dalla Commissione che presiede. In particolare, ricorda le ragioni dello stato delle finanze del Cantone, migliori di quanto previsto, e sottolinea che «Consiglio di Stato e Parlamento debbano ora avere un occhio di riguardo per quelle persone, e non sono poche, che più di altre hanno subito gli effetti dei tagli e quindi del ridimensionamento di prestazioni statali.»

A proposito di casse cantonali, dal preconsuntivo 2017 aggiornato a fine giugno arrivano buone noti-zie: con un disavanzo di ‘appena’ 2,4 milioni di franchi l’obiettivo del pareggio è davvero vicino.
Le finanze stanno andando meglio di quanto preventivato grazie in particolare a entrate straordinarie, dovute essenzialmente alla quota parte dell’utile della Banca nazionale svizzera e, anche stavolta, alla mini amnistia fiscale federale, che come Partito socialista abbiamo sempre sostenuto. A giusta ragione, alla luce dei dati. Se fosse stato applicato lo sconto del settanta per cento contemplato dall’amnistia can- tonale, annullata dai giudici di Mon Repos, oggi commenteremmo un preconsuntivo con un disavanzo d’esercizio assai più alto. C’è poi l’incognita dei diciotto milioni derivanti dalla tassa di collegamento: aspettiamo la decisione del Tribunale federale sui ricorsi, che quale presidente della Gestione spero possa arrivare in tempi brevi.
Per il capo del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta ‘l’equilibrio’ è però ‘fragile,’ pertanto ‘il cammino verso un pareggio dei conti di tipo strutturale dovrà continuare.’ Altre misure di contenimento all’orizzonte?
Concordo sul fatto che l’equilibrio finanziario sia ancora fragile. Non concordo invece sul modo in cui si intende procedere verso il pareggio strutturale. Il rigore, al quale ha accennato Vitta in alcune interviste, non deve continuare a colpire cittadini che si trovano già in condizioni economicamente precarie, come è avvenuto in parte con la manovra di rientro per duecento milioni e rotti varata lo scorso settembre. Considerando anche la tendenza delineatasi col preconsuntivo di giugno, ritengo che Consiglio di Stato e parlamento debbano ora avere un occhio di riguardo per quelle persone, e non sono poche, che più di altre hanno subìto gli effetti dei tagli e quindi del ridimensionamento di prestazioni statali.

 

GISO favorevole alla civica, ma non così

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“No a uno studio puramente nozionistico della civica. Sì a una vera educazione alla cittadinanza”. È quanto sostiene la GISO, posizione condivisa anche dalla Direzione del PS, la quale ha lanciato una petizione al riguardo. “La GISO ribadisce di essere in tutto e per tutto a favore dell’insegnamento della civica nelle scuole. Sapere come funziona lo Stato permette di sfruttare al meglio il dono della democrazia diretta, e impedisce al cittadino confusioni e raggiri. Ma allo stesso tempo, il benessere e il miglior possibile percorso di sviluppo studentesco sono una priorità”, afferma.

“Si dovrebbe creare un nuovo impianto per formare docenti specificamente atti all’insegnamento della nuova materia. Si parla di altre risorse da investire, che finirebbero per essere molto più grandi di quanto il testo dell’iniziativa non lasci trasparire”, si legge in una nota. Altri dubbi della GISO sull’iniziativa “si basano sui concetti di compartimentalizzazione e nozionismo: la civica è una materia che avrebbe molto in comune con, ad esempio, la storia. Reputiamo una grave perdita separare a compartimenti stagni le due materie. Sebbene nell’ultimo periodo la civica sia stata ufficiosamente insegnata in concomitanza con la storia con risultati discutibili, siamo convinti che se appropriatamente steso, un programma unito di storia-civica sarebbe molto più produttivo nei confronti dell’allievo”

 

10’398 firme per più sicurezza sull’asse del Gottardo!

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10’398 persone hanno firmato petizione dell’Iniziativa delle Alpi con cui si chiedono alla Consigliera federale Doris Leuthard maggiori controlli sui camion che transitano sull’asse del Gottardo.  È ora che ci sia un’equa concorrenza per il trasporto merci tra la strada e la ferrovia!
Il numero dei camion in condizioni inservibili ê spaventosamente alto.
Regolarmente la polizia scopre pneumatici lisi, freni difettosi e carichi eccessivi. Alla guida ci sono spesso autisti sfiniti e malpagati. Non di meno, solo una piccola parte dei camion viene controllata. Ciò incoraggia molte imprese di trasporto a risparmiare sulla sicurezza e quindi a trasportare su strada a prezzi stracciati.
Il trasporto di merci sulle rotaie è molto più sicuro che sulla strada.
Ogni carrozza merci è controllata prima della partenza. Negli scorsi anni le FFS hanno costituito una rete di centinaia d’impianti di controllo. Questi verificano il carico sulle ruote, il profilo e scoprono se c’è un surriscaldamento o se un telone ha preso fuoco. Ogni convoglio merci che attraversa la Svizzera è sottoposto a diversi controlli. Una sicurezza al 100 per cento non è possibile. Tuttavia è chiaro che, quanto alla sicurezza, il trasporto stradale deve urgentemente recuperare molto terreno.

 

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