«13’451 firme per salvare la Navigazione sul Lago Maggiore» newsSocialiste – n°28, 14 luglio 2017

Un corteo di vita in difesa del lavoro

Sono giunti a Bellinzona alle 14:30, con il treno da Locarno. Martedì i dipendenti licenziati della Navigazione Lago Maggiore hanno consegnato le 13’451 firme della petizione “Salviamo l’occupazione e il Servizio pubblico sul Lago Maggiore raccolte in poco più di due settimane, ovvero da quando hanno indetto lo sciopero lo scorso 25 giugno.
In programma un corteo con partenza dalla stazione per andare – camminando – a consegnarle alla Cancelleria dello Stato. Le bandiere blu sventolanti a ricordare il piano d’acqua del Verbano sotto le giornate di gran sole, come martedì e il vento che le fa volteggiare. La bandiera pirata, simbolo del loro motto iscritto sullo striscione che ha aperto il corteo e che pochi, ormai, non conoscono a memoria: “Ci volete disoccupati, ci avrete pirati”. Lungo Viale Stazione i dipendenti in divisa seguiti da famiglie, parenti, amici, anziani e meno anziani; giovani e meno giovani – tra cui c’eravamo anche noi –  a sostenere gli agguerriti e determinati “pirati” della Navigazione Lago Maggiore.

Manuele Bertoli: “Questa storia non doveva andare così”

“È chiaro che questa storia non doveva andare in questo modo”. Ha esordito così Manuele Bertoli, il Presidente del Consiglio di Stato in carica, nel discorso pronunciato quando ha ricevuto i dipendenti licenziati della NLM, venuti a Bellinzona per consegnare le firme raccolte dalla loro petizione. “È una situazione anomala” ha continuato Manuele Bertoli, in “un caso – per certi versi – purtroppo ordinario, relativo a un licenziamento collettivo”.

Questa volta però la situazione anomala poiché “il datore di lavoro si sta ritirando e il nuovo direttore non c’è ancora”. Un discorso da cui è trapelato tutto l’impegno di Manuele Bertoli in questa vertenza, il quale ha ricordato che il Governo ha già garantito un finanziamento. Molte delle cose – ha spiegato – “sono passate sulle teste” dei dipendenti e del Consiglio di Stato poiché ci sono delle convenzioni internazionali, delle concessioni per cui è competente la Confederazione. Di qui il ruolo di mediatore del Governo, ricordato dal suo Presidente.

Sono stati fatti dei passi: “la prospettiva di una riassunzione”, ottenuta dai dipendenti, così come il mantenimento dell’attuale cassa pensione. Aperta – e molto sentita in seno alle lavoratrici e ai lavoratori – la questione salariale per cui temono di perdere il 20% degli stipendi. Manuele Bertoli ha detto che confida “che si possa presto giungere a una soluzione condivisa che possa, almeno per questo periodo, garantire questo salario, in modo che si possa fare una trattativa con calma.” Nelle sue parole tutto l’impegno di chi sta lavorando a una soluzione solida e duratura, apprezzato sia dai dipendenti della Navigazione Lago Maggiore, bacino svizzero, sia dai sindacati i quali hanno ringraziato Manuele Bertoli per le sue parole.

 

“Non sulla nostra pelle”

Andrea Keller – caposcalo licenziato della NLM
Qualcuno dovrà assumersi i maggiori costi derivati dalla nuova operazione, volta alla creazione di un’entità che garantirà il Servizio pubblico sulle acque svizzere del Verbano e un’offerta turistica su tutto il Lago Maggiore. Andrea Keller ha ricordato come nessuno abbia messo in “dubbio le competenze professionali, la fedeltà all’azienda o l’amore per il proprio lavoro” dei dipendenti della NLM. Ha inoltre ricordato che chiedere ai dipendenti “di accogliere a braccia aperte una soluzione che decurta ulteriormente il salario” è troppo. Alle accuse provenienti dalla destra, relative alla ripresa del lavoro e allo spauracchio sulla pace del lavoro,
Andrea Keller ha risposto a nome dei dipendenti licenziati in modo chiaro e perentorio: “Vogliamo tornare a lavorare, ma rendetelo possibile smettendo di giocare sulla nostra pelle e su quella delle nostre famiglie”.

 

“Il coraggio di far sentire la propria voce”

Myriam Sargenti lavora alla Navigazione Lago Maggiore da 7 anni. Prima era assistente di farmacia. Vuoi perché l’occasione si è presentata, vuoi perché si sentiva pronta al cambiamento, ha deciso di lavorare in stretto contatto col lago a cui è più che affezionatÈ di Magadino e il lago l’ha vista nascere, crescere e vivere. Myriam Sargenti non avrebbe mai immaginato che un giorno avrebbe scioperato. Eppure sciopera perché è stata licenziata con le 33 colleghe e colleghi per la fine dell’anno. Le richieste? La riassunzione a delle condizioni adeguate, sia dal punto di vista salariale. Parole che Myriam pronuncia anche in dialetto: sui salari non ci siamo ancora, anche se un po’ di strada in avanti la si è percorsa.

Dice che il sostegno della famiglia è stato incondizionato e che ha riscontrato una buona comprensione sia da parte della popolazione sia dei turisti. Si sente una sorta di portabandiera, con i suoi colleghi, di chi vive licenziamenti e dumping salariale?
Può darsi, risponde in dialetto. E aggiunge che “molto probabilmente siamo d’esempio per chi, benché viva questa situazione, non trova il coraggio per fare sentire la sua voce.”

 

 

Chiusura degli uffici postali: discussioni intense a fine agosto

La Posta prevede di chiudere 48 uffici postali in Ticino: sono ancora troppi!

Si è tenuta, mercoledì, la seconda riunione nel giro di pochi mesi, cui hanno partec

ipato una settantina di persone, a seguito di questo inaccettabile piano di chiusura di Uffici postali deciso dalla Posta: un serio attacco al servizio universale e al servizio pubblico nel Cantone.

Abbiamo perciò fatto il punto, riguardo alla riunione e al problema della chiusura degli Uffici con Ivo Durisch, Capogruppo PS al Gran Consiglio e autore dell’iniziativa cantonale presentata a Berna, nel mese di maggio, insieme a Maurizio Agustoni e a Manuele Bertoli.
Un’iniziativa sostenuta anche dai Cantoni di Ginevra e Vallese. Sebbene La Posta abbia fatto un parziale passo indietro, per cui si è riusciti a evitare la chiusura di 78 uffici postali, il piano previsto oggi prevede la chiusura di 48 uffici postali: sono an

cora troppi! Dietro l’angolo, ovvero dopo la pausa estiva, ci attende perciò una fine di agosto fondamentale per il futuro della Posta in Ticino e per il futuro del Servizio pubblico. Così come ci si è mobilizzati sinora, bisognerà continuare a farlo poiché l’iniziativa cantonale ticinese in materia, proposta da Ivo Durisch, verrà trattata dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati il 29 agosto.
Rimangono ancora aperte le questioni legate ai criteri che definiscono la rete postale. Criteri attuali secondo cui La Posta potrebbe continuare in questo inaccettabile smantellamento.
Aperta, anche, la richiesta di moratoria delle chiusure che, effettivamente, sarebbe più che mai opportuna, soprattutto in questa fase di discussione e di ridefinizione dei criteri per cui si disegnerà La Posta del futuro. Quel che è sicuro è che non dobbiamo abbassare l’attenzione e che l’autunno sarà, da questo punto di vista, molto intenso.

 

 

 

Previdenza 2020: il Piano B del PLR? Pensione a 67 anni e gestione individuale

l PLR presenta il suo piano B in caso di bocciatura alle urne della Previdenza vecchiaia 2020, progetto da loro respinto. Questo piano B comporta:

  •  “Impedire un rafforzamento delle prestazioni dell’AVS”
  •  “Compensare unicamente il secondo pilastro”

Si tratta di una politica chiaramente orientata ai benestanti: il 38% delle pensionate e il 19% dei pensionati dispone infatti unicamente dell’AVS, perché non guadagnavano abbastanza per il secondo pilastro della previdenza professionale.

L’AVS è un’assicurazione solidale ed è il più importante pilastro
della nostra previdenza per la vecchiaia. Essa garantisce una ripartizione equa tra ricchi e poveri, tra lavoro retribuito e non retribuito, tra uomini e donne, tra giovani e anziani. Difendiamo l’AVS, il 24 settembre diciamo Sì alla «Previdenza per la vecchiaia 2020»!

 

Contrastare le bufale del campo anti-Previdenza 2020

 

 

 

 

 

70 anni fa, il 6 luglio del 1947, l’80% dei votanti disse Sì all’introduzione dell’AVS. Oggi, 70 anni dopo, dobbiamo continuare a batterci per la nostra assicurazione sociale più importante, solida ed efficace. Il 24 settembre voteremo sulla riforma della Previdenza vecchiaia. Il campo del NO alla alla riforma ha già cominciato a pubblicare e veicolare menzogne, false notizie senza farsi lo scrupolo di aizzare i giovani contro gli anziani. I nemici dell’AVS, finanziati dalle assicurazioni private e dalle banche si attivano grazie a enormi risorse finanziarie. Bisogna fare di tutto per contrastarli. È stata perciò lanciata una campagna volta a lottare contro le bufale e le menzogne della destra: per farlo servono 20’000 franchi. Appuntamento sul sito del PSS per le donazioni.

 

Incontro e dibattito sulla Previdenza 2020 al Ceneri

Marcia di solidarietà coi migranti

Domani, sabato 15 luglio la GISO Svizzera organizzerà una marcia da Como a Chiasso per manifestare la propria solidarietà con le migranti ed i migranti e per protestare contro gli abusi perpetrati sulle loro spalle da parte delle autorità di confine elvetiche al confine sud. Le condizioni incresciose nelle quali le migranti ed i migranti persistono, così come le pratiche discutibili applicate dalle guardie di confine e dalle forze di polizia ticinesi.
Nel corso della marcia, interverranno divers* attivist* e politic*. Al termine della stessa, siete tutt* invitat* a passare una serata piacevole e fare una buona mangiata organizzate dalla GISO Ticino.

Appuntamento domani 15 luglio, alle 14:00 alla Stazione di Como San Giovanni.

Venite numeros*, è molto importante.

NB: Non è stata richiesta un’autorizzazione. È inoltre importante che portiate appresso un documento d’identità, visto che una parte della marcia si terrà su suolo italiano

 

 

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