«Solidarietà ai lavoratori licenziati della Navigazione Lago Maggiore» newsSocialiste – n°26, 30 giugno 2017

Solidarietà e appoggio ai lavoratori della Navigazione Lago Maggiore!

Ribadiamo la nostra solidarietà ai 34 dipendenti licenziati dalla Navigazione Lago Maggiore, invitando Cantone e Comuni ad avanzare nella realizzazione di una soluzione che possa garantire la salvaguardia dei posti di lavoro, del servizio pubblico e del CCL. Domani, sabato 1. luglio, ore 14:00, il PS prenderà parte alla manifestazione organizzata a Locarno, in solidarietà nei confronti dei lavoratori licenziati e vi invitiamo alla partecipazione.

Ci stiamo mobilitando presso le autorità affinché venga trovata una soluzione che possa garantire i posti di lavoro, la qualità del servizio pubblico sul Lago Maggiore e un contratto collettivo di qualità che altrimenti, in assenza di una soluzione concreta, verrebbero meno. La regione del Locarnese e il Cantone non potrebbero né accettare né sopportare un deterioramento di questa portata nel settore, soprattutto dal profilo del turismo e del suo indotto, così come perdita di questi posti di lavoro di qualità, interamente occupati da persone che risiedono in Ticino con le loro famiglie. È necessario sviluppare una reale offerta turistica e anche per quanto riguarda la mobilità, la navigazione sul Lago Maggiore offre delle potenzialità che è necessario studiare al fine di uno sviluppo futuro.

L’assenza di proposte risolutive formulate dalle autorità cantonali non è soddisfacente, specialmente per i lavoratori che hanno bisogno di prospettive certe riguardo al loro futuro. Chiediamo quindi un chiaro impegno politico con proposte concrete a breve termine. Queste devono arrivare quanto prima, per il benessere dei lavoratori, dell’economia legata al turismo e all’immagine della regione.

Sollecitiamo il Governo a intensificare gli sforzi nella realizzazione di una soluzione, che possa salvaguardare il servizio pubblico sul Verbano, i 34 posti di lavoro così come delle condizioni contrattuali, salariali e di lavoro equivalenti all’attuale CCL. Sollecitiamo nuovamente i Comuni rivieraschi, a partire dalla Città di Locarno, ad assumere un ruolo proattivo nella risoluzione di questa importante vertenza.

Assemblea delle delegate e dei delegati del PSS: la sanità  è parte del servizio pubblico, la concorrenza fa aumentare i costi!

Sabato scorso, riuniti in Assemblea a Friborgo, le delegate e i delegati del PS Svizzero hanno adottato un documento di posizione in ambito di politica sanitaria. Esigono un maggiore controllo democratico e un minore accanimento nell’ottenimento di profitti nel settore della sanità al fine di frenare l’aumento dei costi della salute. Le delegate e i delegati del PS hanno inoltre affidato alla Direzione del Partito il mandato di elaborare un’iniziativa volta a porre il limite del 10% al peso dei premi cassa malati sul reddito delle economie domestiche. Uno strumento che permetterebbe di contrastare l’incessante e sempre meno sopportabile aumento dei costi della salute.

Il PS ha presentato il rimedio contro l’aumento dei costi della salute col documento di posizione, adottato in seguito a un intenso dibattito. Le delegate e i delegati del PSS hanno anche deciso di sostenere l’iniziativa “Per un Parlamento indipendente dalle casse malati”, relativo all’incompatibilità di un mandato parlamentare con un incarico in seno alle casse malati e hanno affidato  alla Direzione il mandato di elaborare un’iniziativa volta a limitare al 10% il peso dei premi cassa malati sul reddito delle economie domestiche.
Dobbiamo perciò garantire l’accesso a un sistema sanitario di qualità a dei prezzi accessibili. Dobbiamo assolutamente impedire una medicina a due velocità.

Le delegate e i delegati hanno inoltre deciso di sostenere il messaggio del Consiglio federale sull’iniziativa “Per la sicurezza alimentare” – senza particolare entusiasmo, ma in assenza di opinioni decisamente contrarie – raccomandando il Sì al voto.

 

Votazioni del 24 settembre: SÌ alla «Previdenza per la vecchiaia 2020»

Grazie alla riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020» le rendite saranno garantite e la nostra principale previdenza sociale, ovvero l’AVS, verrà rinforzata in modo significativo.

Rendite migliori per le donne
Le rendite della cassa pensione degli uomini, in media, sono il triplo a quelle delle donne. Le donne potranno recuperare del terreno perso grazie a questa riforma poiché il lavoro a tempo parziale verrà assicurato meglio di quanto lo sia oggi. L’enorme disuguaglianza tra uomini e donne nell’ambito del secondo pilastro verrà perciò ridotta. Una parte salariati dovrà pagare un po’ di più affinché quest’obiettivo venga realizzato. Occorre però ricordare che i datori di lavoro pagheranno almeno la metà e – in fin dei conti – le donne cui questa misura è destinata riceveranno una rendita nettamente più elevata rispetto ad oggi.

Diritto a una rendita in caso di perdita del lavoro
Nel caso di perdita del posto di lavoro prima del pensionamento (a partire da 58 anni), i salariati non verranno esclusi dalla cassa pensione. Anche nel caso in cui non riuscissero a trovare un posto di lavoro, nell’impossibilità di pagare i contributi al secondo pilastro, l’ultima cassa di pensione a cui sono stati affiliati dovrà versare loro una rendita. Viene così posta la parola fine ai tempi in cui queste persone si vedevano nell’obbligo di ritirare il capitale accumulato e impiegarlo per vivere fino al pensionamento.

 

L’aumento delle franchigie voluto dalla destra va contro la solidarietà del nostro sistema sanitario!

Invece di diminuire i premi, si aumentano le franchigie adattandole al costo della vita!
Rispondendo a una richiesta della maggioranza di destra in Parlamento, mercoledì il Consiglio federale ha posto in consultazione un progetto che prevede di aumentarle attraverso un adeguamento ai costi dei premi cassa malati, i quali continuano incessantemente, e in modo insopportabile per le economie domestiche, ad aumentare.

Una richiesta e un progetto a cui ci siamo opposti. L’aumento delle franchigie farà aumentare il peso dei costi sulle economie domestiche del ceto medio e medio-basso. 50 franchi di aumento ogni due-tre anni per tutti gli assicurati: oltre a chi ha un reddito basso, anche le famiglie della classe media che non ricevono nessun sussidio e che vedranno aumentare i costi. Coloro che hanno una franchigia bassa, di 300 franchi, hanno questo tipo di franchigia perché hanno delle malattie croniche o perché sono anziane. Un aumento che non possiamo accettare.

Questa non è affatto una buona soluzione né per ridurre i costi della salute né per cercare di frenare l’eccesso in materia di consumo delle prestazioni. Invece di aumentare ulteriormente i costi sanitari facendoli pesare sugli assicurati e le economie domestiche, la politica deve vigilare all’aumento dei costi e dei premi. Sabato scorso, all’Assemblea delle delegate e dei delegati del PSS, abbiamo chiaramente indicato come la concorrenza in ambito sanitario non migliora necessariamente la qualità delle prestazioni, ma faccia aumentare i costi.
Con questa decisione, voluta dai partiti di maggioranza in Parlamento, la destra attacca di nuovo, indebolendolo, il principio di solidarietà che è alla base de nostro sistema sanitario.

Un grave attacco ai diritti degli inquilini

La maggioranza di destra della Commissione degli affari giuridici (CAG) del Consiglio nazionale vuole ridurre drasticamente il diritto degli inquilini di contestare gli aumenti esagerati degli affitti. Solo chi sarà in grado di poter dimostrare di vivere “una situazione d’urgenza e di difficoltà personale o familiare” potrà contestare un aumento sconsiderato dell’affitto.

Secondo il PLR, l’UDC e il PPD a tutti gli altri inquilini rimarrà la sola possibilità di essere travolti dagli aumenti. Secondo questo principio, in futuro, gli abusi in materia di aumenti d’affitto, operati quando si cambia inquilino, dovranno per forza essere tollerati. Indebolire in questo modo l’unico strumento rimasto agli inquilini per contestare gli aumenti d’affitto abusivi è inaccettabile e genera due problemi: da un lato viene ridotto drasticamente il numero degli aventi diritto, dall’altro si genera un’inutile burocrazia chiedendo di dimostrare di attraversare una “situazione d’urgenza personale o famigliare”.

 

Navigazione Lago Maggiore, Centovallina: stesso problema?

 

di Bruno Storni, Deputato PS al Gran Consiglio

Il licenziamento dei funzionari svizzeri della NLM  sfociata in sciopero ha riacceso l’attenzione su un problema noto da tempo. Il servizio di navigazione sul Lago Maggiore fa sempre più acqua e malgrado studi e ricerche e incontri a livello ministeriale siamo arrivati nel 2017 di Alptransit con un nulla di fatto. Emblematico che il nuovo Ticket Ticino offerto a tutti gli ospiti che pernottano da noi, sul Verbano CH vale solo  per uno sconto del 25%. Costo di una corsa senza sconto Locarno Isole Brissago Locarno Fr 33 .60 !!!  Verbano l’unico lago in Svizzera dove l’Abbonamento Generale e il metà prezzo valgono solo uno sconto del 20% (sic).

Ci vuole quindi un’importante miglioramento del servizio non solo per garantire i posti di lavoro ma per offrire un’adeguata offerta turistica in una regione dove il Lago è l’attrattiva turistica primaria e finalmente anche per servizio di trasporto pubblico tout court. Ricordo che intanto è solo grazie all’iniziative degli ex Enti Turistici Tenero, Verzasca e del Gambarogno che le hanno promosse e finanziate (con contributi anche di privati e Comuni), se abbiamo le due linee gratuite Tenero e Gambarogno Locarno. Che si possa fare bene sui laghi lo dimostrano sul Lemano e Quattro Cantoni.

Situazione analoga per la Centovallina, d’attualità per la petizione degli studenti che chiedono di ripristinare le corse serali soppresse. Ebbene anche in questo caso sebbene il trenino abbia beneficiato di più passeggeri grazie alla galleria di base del Lötschberg, non si è fatto molto per migliorarne l’attrattività salvo rinominarlo CentovalliExpress. La durata del viaggio si avvicina ormai alle 2 ore per 51 km e come segnalato dagli studenti: ultima corsa da Domodossola alle 19:25.

Sia per il lago, sia per la ferrovia: per migliorare la situazione ed evitare altri tagli non bastano misure conservative ma bisogna investire e nemmeno tanto: se per arrivare a Zurigo mezz’ora prima abbiamo speso 15 miliardi alcune decine di milioni per arrivare mezzora prima a Losanna si possono pur spendere. A volte sfruttando meglio quello che si ha con poco si può fare molto.

 

 

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