«Sì alla Previdenza vecchiaia 2020, No alla pensione a 67 anni!» newsSocialiste – n°23, 9 giugno 2017

Sì alla riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020”: se la riforma non dovesse passare, la destra porterà l’età pensionabile a 67 anni!

La destra del Parlamento svizzero ha contrastato fin dall’inizio la riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020” con la chiara intenzione di smantellare il sistema di previdenza, aumentare l’età pensionabile per tutte e tutti a 67 anni e favorire la gestione privata in materia.
Oggi la destra continua nel suo intento, contrastare la riforma e cercare di ottenere il No alle urne il 24 settembre, quando la riforma “Previdenza 2020” verrà votata. Il suo obiettivo resta lo stesso: cercare in tutti i modi di contrastare la riforma, suddividere il pacchetto della riforma “Previdenza 2020”, che tratta, insieme, l’AVS con il secondo pilastro.

La destra non vuole che questa riforma passi perché il suo obiettivo è suddividere le questioni in quella che viene definita la “strategia delle fette di salame” al fine di trattare individualmente e in modo separato il primo rispetto al secondo pilastro. Se questo dovesse accadere, la destra porterà avanti il suo progetto, ovvero l’aumento dell’età pensionabile per tutti a 67 anni!
Dall’altro lato spingerà per privatizzare al massimo i benefici della previdenza vecchiaia: attraverso i costi di gestione del secondo pilastro e puntando sul 3° pilastro, ovvero la gestione privata e individuale della previdenza vecchiaia. Per questo motivo, il 24 settembre diciamo Sì alla “Previdenza 2020”, così come deciso dal 90,6 % delle iscritte e degli iscritti al Partito nel voto generale del 29 aprile scorso.

L’assicurazione sociale più solidale, equa e giusta è e rimane l’AVS. L’AVS è solida, la sua gestione costa di meno, pone un tetto alle rendite, ma non ai contributi.
Per questa ragione è necessario mettere l’accento sul primo pilastro piuttosto che sul secondo. Con la riforma “Previdenza 2020” ci saranno 840 franchi di rendita AVS in più all’anno e l’aumento del plafond per le coppie fino a 2’712 franchi all’anno.

Questo è il primo miglioramento dell’AVS dopo 20 anni che, con altre misure, permetteranno di compensare le perdite nella previdenza professionale. Questa riforma è un compromesso necessario, i vantaggi sono superiori agli svantaggi e permette di dire “STOP” al progetto della destra di farci lavorare – tutte e tutti – fino a 67 anni!

L’accordo fiscale con l’Italia significa anche più contrasto al dumping salariale

Il Consiglio di Stato, mercoledì, ha comunicato la decisione di rimuovere l’obbligatorietà di presentare il casellario giudiziale per i lavoratori stranieri che intendono richiedere un permesso di dimora (B) o di frontaliere (G). Una decisione che va valutata nel contesto del nuovo accordo fiscale tra la Svizzera e l’Italia, cui l’obbligatorietà del casellario faceva da ostacolo. Una misura che metterà sullo stesso piano, dal punto di vista fiscale, i lavoratori italiani frontalieri con i loro connazionali che lavorano sul territorio italiano.

Con questa misura, il carico fiscale sul reddito dei lavoratori e delle lavoratrici frontalieri aumenterà, rendendo così il lavoro frontaliere meno interessante da un punto di vista finanziario. Un accordo la cui conseguenza sarà anche un maggiore contrasto al dumping salariale poiché il privilegio fiscale dei frontalieri, rispetto ai lavoratori italiani che lavorano in Italia, verrà tolto nei prossimi anni.
Sono inoltre previsti dei maggiori introiti fiscali, tra i 15 e i 30 milioni di franchi, per Confederazione, Cantone e Comuni. La decisione del Consiglio di Stato non implica che Berna non possa adottare una decisione rispetto agli estratti dei casellari giudiziali valida su tutto il territorio nazionale.

In questo senso, sul piatto della bilancia, i vantaggi di questo accordo sono più importanti degli svantaggi, soprattutto se viene considerata la reale efficacia dell’obbligatorietà di fornire il casellario giudiziale in funzione della vigilanza e dei controlli per la tutela del lavoro. Per questo servono soprattutto una migliore vigilanza del mercato del lavoro e più ispettori, come abbiamo richiesto.

Il Partito Laburista e Jeremy Corbyn 
hanno dimostrato che insieme tutto è possibile

Congratulazioni al Partito Laburista e a Jeremy Corbyn! Con impegno, perseveranza e posizioni chiare a difesa dello Stato sociale, delle lavoratrici e dei lavoratori hanno ottenuto un risultato che nessuno aveva previsto e che pochi osavano immaginare.
La dimostrazione che uniti e insieme tutto diventa possibile!

 

«Con questa versione della Riforma III, convincere la popolazione sarà impossibile»

Christian Levrat, il Presidente del PS Svizzero, ha concesso un’intervista al Blick riguardo alla nuova versione della Riforma III dell’imposizione delle imprese. Estratti:

La nuova versione è insufficiente
“Non sono per nulla soddisfatto, benché la direzione presa sia quella corretta. La sconfitta del 12 febbraio scorso ha fatto capire al campo favorevole alla Riforma III che non può opporsi frontalmente al PS. Le proposte formulate per questa nuova versione sono però totalmente insufficienti. Con questa versione, al momento, è impossibile pensare di convincere la popolazione il cui messaggio espresso nelle urne è stato chiaro, con il 60% di NO alla Riforma III.

Gli strumenti proposti dal gruppo che sta pilotando il progetto della nuova riforma fiscale sono in principio buoni, ma non ancora all’altezza. L’imposizione dei dividendi al 70%, per esempio, non basta. Come spiegare alla popolazione perché i salari sono imponibili al 100% e non i dividendi?

Anche un’imposizione all’80% è una flagrante disuguaglianza tra azionisti e salariati.”

Le compensazioni sociali proposte non bastano
“Un altro esempio riguarda le compensazioni sociali, con l’aumento degli assegni familiari. Riteniamo che questa sia un buon principio, ma i 30 franchi proposti sono veramente pochi. Con 100 franchi, la nostra proposta, si apporterebbe qualcosa di tangibile alle famiglie. Gli assegni famigliari hanno il vantaggio si essere pagati direttamente dai datori di lavoro, dalle aziende, che sono i primi a beneficiare della riforma fiscale. Questa è una buona misura: pensiamo, per esempio, alle giovani famiglie le quali sono le più toccati dalla povertà. La compensazione sociale attraverso le allocazioni famigliari è giusta e impedisce di fare pagare al contribuente delle misure di altra natura. Deve però essere sufficiente.”

Correggere la Riforma II
“Bisogna anche correggere gli errori contenuti nella Riforma II, sostenuta allora dal Consigliere federale Hans-Rudolf Merz. Una riforma che ad oggi ci è costata dei miliardi, contrariamente a quanto affermato da Hans-Rudolf Merz durante la campagna per la votazione del febbraio 2008.”

La nuova versione della Riforma dev’essere condivisa
“Il PS assume pienamente le proprie responsabilità riguardo alla Riforma III. Il campo favorevole avrebbe dovuto imparare dagli errori commessi e che hanno portato al risultato del 12 febbraio.
Ora è loro dovere formulare delle proposte e giungere a una versione della Riforma fiscale che sia condivisa e che rispetti la volontà popolare. Perché questo accada, bisogna aumentare l’imposizione dei dividendi, correggere la Riforma II e aumentare gli assegni famigliari.”

 

NO a un salario minimo insufficiente

 

Protezione del clima: oggi più che mai!

Il Consiglio degli Stati ha adottato la ratifica dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Una buona decisione che va salutata!
Se vogliamo che le generazioni future ereditino un ambiente vivibile e sostenibile, la protezione del clima non va abbandonata.

La Svizzera assume quindi pienamente le proprie responsabilità in materia di protezione del clima e questo benché Donald Trump porti avanti una politica aberrante, condivisa tra l’altro anche dall’UDC.
”Il cambiamento climatico è una realtà e necessita una gestione immediata” ribadisce il Consigliere agli Stati (NE) Didier Berberat.

Chiunque intenda uscire dall’Accordo di Parigi, come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump o come desidera fare UDC, mette a repentaglio il futuro dei nostri figli.

“La Svizzera, uno dei paesi più ricchi del mondo, deve contribuire alla protezione del clima: oggi più che mai. Non dimentichiamo nemmeno che la Svizzera è particolarmente esposta e colpita dallo scioglimento dei ghiacciai, dallo scoscendimento del terreno alpino e le frane che ne conseguono.”

Il Partito Socialista è cosciente del fatto che gli obiettivi dell’Accordo di Parigi non sono sufficienti per arginare il cambiamento climatico in atto. Saranno necessari ulteriori accordi e misure al fine di ridurre le emissioni di CO2. La ratifica e l’adesione all’Accordo di Parigi permette tuttavia alla Svizzera di lanciare un importante messaggio, in contrapposizione agli Stati Uniti: il cambiamento climatico è una realtà ed è in atto. Definire e adottare delle misure per contrastarlo è nostro dovere ed è una responsabilità comune.

 

Iniziativa per il congedo paternità: raccolte 120’000 firme!

L’iniziativa per il congedo paternità, che sosteniamo, ha raccolto 120’000 firme. La dimostrazione che il tema è sentito tra la popolazione e che l’iniziativa ha suscitato il suo interesse. La proposta per l’introduzione di 20 giorni di congedo retribuito per chi diventa papà è stata lanciata l’anno scorso, a maggio, a seguito del rifiuto del Consiglio nazionale di un’iniziativa parlamentare in materia, con cui era stato chiesto un congedo di due settimane i cui costi erano stati stimati a 200 milioni di franchi.

Il Comitato degli iniziativisti, “Congedo paternità subito!”, spiega che solo le grandi aziende hanno le risorse finanziare sufficienti per il congedo paternità, mentre le aziende più piccole non possono che concedere un giorno per la paternità o dei giorni di congedo non retribuiti. Questa situazione è ingiusta e va corretta attraverso una normativa nazionale valida per tutti i lavoratori e per tutte le aziende.

L’iniziativa, che conta tra le prime firmatarie la Consigliera nazionale socialista vodese Rebecca Ruiz, intende modificare l’articolo 116 della Costituzione federale, specificando che la “Confederazione istituisce un’assicurazione per la maternità e la paternità”.

 

Tamara Funiciello, presidente della GISO Svizzera, alla Festa del Ceneri – domenica 11 giugno a partire dalle 11:00

 

 

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