«Due vittorie per un futuro più sostenibile» newsSocialiste – n°21, 26 maggio 2017

Due chiari Sì per la tutela del territorio e dell’ambiente

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Il netto Sì alla ‘Strategia energetica 2050’ permetterà un approvvigionamento energetico più sicuro, efficiente, pulito e sostenibile. La Svizzera uscirà dal nucleare e intraprenderà una graduale transizione energetica con il conseguente risparmio di oltre 10 miliardi all’anno spesi per importare combustibile nucleare e uranio.

Ne trarrà beneficio la produzione di energia sul nostro territorio, in particolare il settore dell’idroelettrico ticinese, visto che al momento non riesce più a coprire i costi con la sua produzione di energia a causa dei bassi prezzi di mercato, generati da un nucleare sovvenzionato e dall’importazione di energie fossili

È inoltre una buona notizia che la netta maggioranza della popolazione non abbia ceduto alla campagna propagandistica guidata dall’UDC. Un’inaudita campagna caratterizzata dalle innumerevoli menzogne che hanno riempito le pubblicazioni e i manifesti contro la ‘Strategia energetica 2050’. La dimostrazione che è indispensabile una legge sulla trasparenza che permetta di sapere chi finanzia le campagne politiche.

Il netto Sì alla tassa cantonale sul sacco, con quasi il 60% dei voti a favore, dimostra l’interesse dei Ticinesi per l’ambiente e la volontà della popolazione di conformarsi finalmente con la legge federale e con il principio di causalità secondo il quale ognuno paga per i rifiuti che produce. Con la tassa cantonale sul sacco, così come dimostrato in altri cantoni in cui è già in vigore, la produzione di rifiuti urbani diminuisce del 30%, i costi di gestione per i comuni diminuiscono del 10% e viene incentivata la raccolta differenziata.

A livello cantonale, la tassa sul sacco è stata l’oggetto di una campagna menzognera che la netta maggioranza dei Ticinesi, col risultato odierno, ha gettato nella spazzatura.

 

Rappresentanza delle donne: non ci siamo!

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Vittoria del PS, domenica scorsa, nel Canton Vaud. Con l’elezione al secondo turno di Cesla Amarelle, sommata all’elezione di Nuria Gorrite e di Pierre-Yves Maillard sono stati confermati tre socialisti in Consiglio di Stato. L’Esecutivo vodese resta a sinistra poiché è stata eletta la verde Béatrice Métraux. Ma non solo, visto che con l’elezione di Jacqueline de Quattro (PLR) Vaud conferma un Governo con una maggioranza di donne. Un risultato che mette in luce il triste primato che il Ticino condivide con Lucerna: i soli cantoni senza una sola donna al Consiglio di Stato.

In generale le donne sono sottorappresentate anche in Gran Consiglio. Basilea-Campagna, Neuchâtel e Vaud, il trio di testa, hanno una rappresentanza di donne in Gran Consiglio che supera di poco il 30%. Anche in questo caso il Ticino è nelle posizioni di coda: la proporzione di donne al Gran Consiglio (25%) è inferiore alla già pessima media nazionale del 27,2%.

È dunque imperativo l’impegno di tutti perché le donne siano rappresentate in politica secondo delle proporzioni che rispecchino la realtà. Un discorso che vale anche per i media poiché le donne sono sistematicamente sottorappresentate sia per quanto riguarda la partecipazione sia riguardo alle persone che conducono i dibattiti e i contenuti politici.

 

Più trasparenza nel finanziamento della politica

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Chi si nasconde dietro una campagna milionaria in vista delle votazioni? Chi e per quale ammontare ha finanziato la campagna di partiti e candidati in vista delle elezioni? Le campagne politiche sono sempre più costose, eppure le cittadine e i cittadini non hanno accesso alle informazioni relative al loro finanziamento. L’iniziativa sulla trasparenza intende cambiare tutto ciò affinché le regole siano chiare e chi vota possa accedere a queste indispensabili informazioni.

L’iniziativa ha bisogno del tuo aiuto: aiutaci a raccogliere le firme.

 

Tagli al sociale: il lupo perde il pelo…

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In un articolo pubblicato oggi da ‘La Regione’, Ivo Durisch mette in guardia contro gli ennesimi tagli alle prestazioni sociali, in particolare ai sussidi cassa malati, che i partiti di maggioranza intendono portare avanti. Dei tagli per 8 milioni, quando negli scorsi due anni se ne sono già tagliati 35!
La realtà dell’assistenza sociale è allarmante: ci sono più di 8’000 beneficiari di cui 2’000 sono minori. La realtà che molte famiglie sono costrette ad affrontare è preoccupante, come dimostrato dagli studi pubblicati dall’Ufficio federale di statistica riguardanti il fenomeno della sottooccupazione forzata, il livello dei salari mediani e la pericolosa diffusione della povertà, con particolare attenzione a quella infantile.Mentre le famiglie stanno facendo sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, si pratica con noncuranza la tattica del salame infierendo più volte sulla politica famigliare e sui sussidi cassa malati nonostante il crescente fenomeno della precarizzazione e i continui aumenti dei premi!
Parte di responsabilità va sicuramente assunta dal mondo imprenditoriale, che tende sempre più a collettivizzare i propri costi pagando stipendi insufficienti.
Ma il forte incremento delle persone in assistenza, è anche il risultato dello smantellamento della politica famigliare! Molto preoccupante è infatti l’aumento delle coppie con figli beneficiarie di assistenza, passate da 306 a 438!I nuovi e ulteriori tagli previsti non sono accettabili e dimostrano che non avevamo gridato invano al lupo in occasione dei referendum «STOP AI TAGLI!» del 12 febbraio. Sembrano invece parole vuote, dette con leggerezza, quelle pronunciate dai gruppi parlamentari del cosiddetto “triciclo” che dopo il voto esclamavano “basta tagli al sociale” e che oggi si apprestano a portare avanti nuovi tagli: una politica miope, fatta sulle spalle delle famiglie e delle persone più fragili.

 

Appello per la libertà, contro ogni forma di autoritarismo

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Venerdì 12 maggio per le strade di Lugano è apparso un volantino minatorio, rivolto ad una discoteca in procinto di organizzare un concerto. Lo scritto, anonimo ma corredato da simboli nazisti come la svastica e un logo inneggiante al “white power”, affermava che se si fosse tenuto l’evento in programma, ci sarebbero state gravi conseguenze al locale (prima, durante, dopo la serata) o al “profugo” invitato.

La minaccia ha tristemente avuto l’effetto sperato, in quanto dopo aver appreso l’ammontare dei costi necessari per garantire la sicurezza (agenti privati + costi caricati dalla Polizia) i gestori del locale hanno deciso di annullare l’evento, assecondando questo gruppo di estrema destra.

Chiediamo a tutte e tutti di sottoscrivere questo appello per mandare un messaggio chiaro a coloro che intendono prevaricare il processo democratico con la forza e le minacce: quanto avvenuto non deve ripetersi.

 

Iniziativa contro il commercio di guerra

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L’iniziativa contro il commercio di guerra vuole impedire gli investimenti nell’industria dell’armamento attraverso la piazza finanziaria svizzera, in particolare la BNS e le casse pensioni. Il denaro svizzero non deve servire a finanziare materiale bellico e conseguentemente sostenere i conflitti e le guerre in corso.

Mentre milioni di persone sono costrette a fuggire dal loro paese a causa di conflitti e guerre, la Svizzera vende materiale bellico per 400 miliardi di franchi. Nel 2016 la BNS ha investito 800 milioni di franchi nella produzione di armi nucleari.

 

Un attacco inaccettabile agli aiuti allo sviluppo!

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La maggioranza di destra lancia un nuovo e inaccettabile attacco contro la cooperazione internazionale e gli aiuti allo sviluppo. In Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) UDC e PLR hanno cancellato la volontà, espressa dal Parlamento, di attribuire lo 0,5% del Prodotto interno lordo alla collaborazione internazionale. Questo taglio è cinico e meschino soprattutto alla luce dei risultati del 2016, chiusi con un risultato nettamente migliore a quanto previsto.

Dalla svolta a destra del 2015, i partiti di maggioranza portano avanti una politica finanziaria che definisce così la sua priorità: il budget dell’esercito aumenterà di 1,2 miliardi all’anno fino al 2020 mentre i finanziamenti della cooperazione internazionale sono ridotti di parecchie centinaia di milioni di franchi. Quando si tratta di migranti e profughi gli esponenti della destra ripetono lo slogan “aiutiamoli nel loro paese!”, ma quando si passa ai fatti dimostrano che questa non è per niente la loro vera intenzione!

 

Festa del Ceneri – domenica 11 giugno

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A partire da oggi newsSocialiste è disponibile anche in formato pdf e può essere consultata, letta, condivisa o stampata in questo pratico formato.

Quando saranno disponibili, la newsletter continuerà a presentare un riassunto di articoli, interviste o interventi che potrete leggere in versione integrale in questo formato.

 

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