«Sacco e strategia energetica: due Sì decisi» newsSocialiste – n°20, 19 maggio 2017

 

SÌ alla SE2050 per l’idroelettrico ticinese

Per l’idroelettrico la ‘Strategia energetica 2050’ “porterà in primis l’abbandono del nucleare che a partire dal 2019 (chiusura Mühleberg) progressivamente toglierà dal mercato questi pericolosi e vetusti impianti dando molto più mercato e quindi valore all’idroelettrico (nucleare occupa circa il 30% del mercato elettrico).
L’abbandono del nucleare, assieme alla diminuzione dei consumi di prodotti petroliferi, è il principale e fondamentale beneficio per l’idroelettrico Svizzero e Ticinese della SE2050.”

 

SÌ alla tassa cantonale sul sacco: è tempo di rispettare la legge e d’incitare alla raccolta differenziata

Marina Carobbio: “Il 21 maggio siamo chiamati alle urne per approvare l’applicazione di una disposizione che nella maggior parte dei comuni svizzeri e in ben 49 comuni ticinesi (che comprendono il 50% della popolazione ticinese!) non solo è già una realtà da tempo, ma ha dimostrato la sua efficacia nel responsabilizzare i cittadini verso l’ambiente. Si stima mediamente che con i sacchi ufficiali la produzione di rifiuti solidi urbani diminuisce del 30%, i costi di gestione per i comuni si alleggeriscono del 10% e la raccolta differenziata aumenta del 20%. L’oggetto in votazione chiede di introdurre questo principio virtuoso in tutti i comuni ticinesi, garantendo la conformità alla legge federale, la parità di trattamento e anche risparmi per gli stessi cittadini.”

Manuele Bertoli: “Quasi tutte le economie domestiche e le aziende pagano una tassa per lo smaltimento dei rifiuti. In alcuni Comuni da anni questa si compone di una quota base e una quota variabile legata alla produzione effettiva di rifiuti, la famosa tassa sul sacco. I Comuni che da tempo praticano questa modalità si dicono soddisfatti, sia da un punto di vista finanziario, e questo per i Comuni non è un tema secondario, sia per il riscontro dell’efficacia dello smaltimento, in particolare per quel che concerne l’aumento della raccolta differenziata.”

 

Solo vantaggi con la SE2050: un Sì per un futuro sicuro

Manuele Bertoli: “Il Ticino ha molto da guadagnare da un sì alla legge. Da un punto di vista generale, ma anche per la sua condizione particolare di produttore idroelettrico, quindi di un’energia rinnovabile sostenuta dalla nuova politica energetica. Il nostro cantone potrà ad esempio usufruire del sostegno temporaneo di cui beneficeranno le grandi centrali idroelettriche che al momento, a causa dei bassi prezzi di mercato, non riescono più a coprire i costi con la loro produzione di energia. Vi invito pertanto a votare sì alla revisione della legge sull’energia, sostenendo questo importante primo passo volto a garantire al Ticino e alla Svizzera un approvvigionamento energetico più sicuro, efficiente, pulito e sostenibile.”
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Marina Carobbio: “Ci sono tante buone ragioni per sostenere la svolta energetica nelle urne il 21 maggio. Si tratta infatti di un passo avanti indispensabile per il nostro paese. Essa permetterà di fare gradualmente la transizione di energia e di uscire dal nucleare, utilizzando fonti energetiche meno inquinanti e più sicure. Una strategia che è anche un’opportunità per la Svizzera: potremo infatti ridurre l’utilizzo di energia e risparmiare gli oltre 10 miliardi di franchi all’anno che oggi spendiamo nell’importare combustibile nucleare e uranio. Potremo così investire maggiormente nelle energia rinnovabile e locale, creando posti di lavoro ad alto valore aggiunto, favorendo l’occupazione e le imprese in Svizzera e in Ticino.

 

Appello per la libertà e contro ogni forma di autoritarismo

Venerdì 12 maggio per le strade di Lugano è apparso un volantino minatorio, rivolto ad una discoteca in procinto di organizzare un concerto. Lo scritto, anonimo ma corredato da simboli nazisti come la svastica e un logo inneggiante al “white power”, affermava che se si fosse tenuto l’evento in programma, ci sarebbero state gravi conseguenze al locale (prima, durante, dopo la serata) o al “profugo” invitato. La minaccia ha tristemente avuto l’effetto sperato, in quanto dopo aver appreso l’ammontare dei costi necessari per garantire la sicurezza (agenti privati + costi caricati dalla Polizia) i gestori del locale hanno deciso di annullare l’evento, assecondando questo gruppo di estrema destra.

Chiediamo di sottoscrivere questo appello a tutte e tutti i cittadini per mandare un messaggio chiaro a coloro che intendono prevaricare il processo democratico con la forza e le minacce: quanto avvenuto non deve ripetersi.

 

Minacce squadriste a Lugano: è giusto piegarsi?

In seguito al grave attacco alla libertà, avvenuto a Lugano con l’apparizione il 12 maggio di un manifesto anonimo di stampo neonazista, contenente delle minacce in relazione a un concerto di un rapper italiano previsto il giorno seguente, e dei simboli nazisti quali, ad esempio, la svastica, l’evento previsto è stato annullato.

Profondamente preoccupati e indignati per quanto accaduto, i deputati PS al Gran Consiglio Gina La Mantia, Carlo Lepori, Lisa Bosia Mirra e Raoul Ghisletta hanno inoltrato l’interpellanza “Minacce squadriste a Lugano: è giusto piegarsi?” che pone al Consiglio di Stato le domande seguenti:

  • Perché la polizia cantonale ha consigliato di cancellare l’evento?
  • La polizia è in possesso di informazioni sulla pericolosità di questi sedicenti gruppi naziskin?
    • In caso positivo, perché non ha informato la cittadinanza e le autorità?

(Nelle riposte alle molte interrogazioni (r103.15, r108.15, r127.15) sulla presenza di gruppi neonazisti, il Governo ha sempre minimizzato il problema).

  • Il CdS non ritiene che con questo annullamento si crei un pericoloso precedente nei confronti di minacce e comportamenti squadristi?

Il PS di Lugano ha presentato un’interpellanza urgente riguardo a questo caso: 

Allarmante aumento della povertà!

 

Mercato del lavoro: 9 ispettori non bastano!

Lo scorso dicembre abbiamo espresso il nostro disaccordo riguardo alla decisione della “Commissione tripartita” di proporre al Consiglio di Stato di potenziare l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro e la vigilanza del mercato del lavoro con sole 9 unità. Non è ragionevole applicare le misure del controprogetto contro il dumping salariale con il contagocce!

Quando lo scandalo ‘permessi facili’ è emerso, lo scorso febbraio, che ha coinvolto una ditta di ponteggi che operava sottocosto, abbiamo di nuovo espresso l’imperativa necessità di adottare il potenziale massimo del Controprogetto contro il dumping salariale: 18 ispettori, 5 unità amministrative e un coordinatore.

Lo scorso 7 marzo, dalle pagine del ‘Corriere del Ticino’, il Consigliere di Stato Christian Vitta ha annunciato che ci sarebbero stati 20 ispettori del lavoro in più. Una “nota lieta”, così come annunciato dal quotidiano? No. Delle parole al vento e della promessa da mercante poiché, rispondendo all’interrogazione inoltrata dal Gruppo PS in Gran Consiglio, il Governo ha confermato che le unità previste, per il 2017, saranno solo 9: 5 ispettori, 3 unità amministrative e 1 coordinatore!

La destra al servizio delle casse malati in Parlamento

La maggioranza di destra della Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS-N) del Consiglio nazionale ha di nuovo deciso di seguire ciecamente i diktat della lobby delle Casse malati, a danno degli assicurati. Ha infatti all’esigenza delle Casse malati di rivedere “l’obbligo di contrarre”, che permetterebbe alle Casse malati di scegliere i prestatori di servizi con cui vogliono lavorare. Ciò equivale a prendere in ostaggio gli assicurati, senza prendere in considerazione le loro esigenze.

La CSSS-N ha fatto un passo supplementare decidendo di sopprimere i controlli dello Stato sulle convenzioni tariffarie tra i prestatori di servizi e le casse malati.
Il rischio reale è l’ennesimo, insopportabile, aumento dei premi cassa malati.

11 giugno: Festa del Ceneri

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