«Chiarezza, responsabilità e trasparenza» newsSocialiste – n°19, 12 maggio 2017

Argo 1’: fare piena luce e assumere le responsabilità senza indugio

Non siamo per nulla soddisfatti dall’assenza di risposte del Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli riguardo allo scandalo ‘Argo1’. Il fatto che il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) abbia reiteratamente violato la legge sulle commesse pubbliche nell’attribuzione e il rinnovo del mandato diretto a ‘Argo 1’, per un ammontare complessivo di 3,4 milioni di franchi, impone che il direttore del DSS assuma chiaramente e senza indugio le sue responsabilità. Oltre a non fare l’oggetto di concorso pubblico, come previsto dal Concordato sugli appalti pubblici, il mandato attribuito a ‘Argo 1’ non è nemmeno stata iscritto nella lista delle commesse superiori ai 5’000 franchi aggiudicate per incarico diretto!

Nell’attesa che la preposta Sottocommissione vigilanza concluda l’approfondimento annunciato, indispensabile per fare luce sui numerosi interrogativi ancora aperti, non è neppure accettabile che dei responsabili dei partiti di maggioranza cerchino di distogliere l’attenzione dal caso ‘Argo 1’, insinuando che delle disfunzioni in altri ambiti possano giustificare quanto avvenuto.

Lavoro e salari dignitosi per combattere la povertà e l’esclusione sociale

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L’allarmante situazione dell’assistenza sociale è stata confermata dai dati pubblicati dalla Divisione della sanità e della socialità del DSS. L’anno scorso 7’944 persone hanno ricevuto l’aiuto dell’assistenza sociale: 894 in più rispetto al 2015! Una situazione inaccettabile nel nostro Paese – uno dei più ricchi al mondo – che colpisce soprattutto le persone sole e le economie domestiche con figli a carico. Non possiamo nemmeno accettare che 1’116 lavoratrici e lavoratori ricevano dei salari che non permettono di arrivare a fine mese senza l’intervento dell’assistenza sociale!
Ribadiamo che la precarizzazione generata da un aumento spropositato del lavoro a tempo parziale o su chiamata, di cui sono vittima soprattutto le donne che occupano il 70% di questi posti di lavoro, va affrontata adottando delle misure incisive.

La situazione del mercato del lavoro ticinese impone un radicale cambio di rotta nella politica portata avanti dai partiti di maggioranza e l’attuazione immediata delle nove misure urgenti per la tutela del lavoro e dei salari, una proposta adottata in occasione della recente Conferenza cantonale consacrata al lavoro.

Trasparenza indispensabile per la democrazia

Chi si nasconde dietro una campagna milionaria in vista delle votazioni? Chi e per quale ammontare ha finanziato la campagna di partiti e candidati in vista delle elezioni? Le campagne politiche sono sempre più costose, eppure le cittadine e i cittadini non hanno accesso alle informazioni relative al loro finanziamento. L’iniziativa sulla trasparenza – per cui domani sabato 13 maggio è prevista una giornata nazionale di raccolta firme che si terrà anche a Bellinzona, Lugano, Mendrisio e Locarno – intende cambiare tutto ciò affinché le regole siano chiare e chi vota possa accedere a queste indispensabili informazioni.

La Svizzera è una delle poche democrazie a non avere delle regole riguardo al finanziamento delle campagne elettorali e di votazione a cui partecipano anche aziende che spesso investono somme elevate per sostenere o scoraggiare un progetto che le riguarda. Una situazione che ha portato il Consiglio Federale a essere ammonito e più volte richiamato dal GRECO (Gruppo di Stati contro la corruzione) così come da organizzazioni non governative internazionali. Una realtà in netto contrasto con la nostra democrazia diretta e con la frequenza con cui siamo chiamati a renderci alle urne.

L’interrogazione parlamentare “Trasparenza nei finanziamenti alla politica: partiti e politici fuorilegge?”, inoltrata martedì, s’iscrive in questo principio e chiede al Consiglio di Stato delle risposte riguardo all’applicazione della Legge sull’esercizio dei diritti politici (art. 114 e 115), uno strumento legislativo del Cantone nell’ambito della trasparenza. Da una breve analisi dei dati si può tuttavia evidenziare che dal 2000 ad oggi soltanto due candidati hanno annunciato un finanziamento superiore a 5’000 franchi. Mentre sono unicamente il PS e il PLR ad aver comunicato alla cancelleria finanziamenti superiori a 10’000 franchi. È credibile affermare che partiti di Governo come la Lega e il PPD non abbiano mai ricevuto finanziamenti simili da persone fisiche o giuridiche?

Votazioni del 21 maggio

SÌ alla tassa cantonale sul sacco
SÌ alla “Strategia energetica 2050”

Energia, un Sì per un futuro sicuro

di Manuele Bertolli, Consigliere di Stato PS

L’approvvigionamento energetico sta mutando radicalmente a livello mondiale e i mercati dell’energia sono in piena trasformazione. Al fine di reagire a questi mutamenti e garantire alla Svizzera un approvvigionamento energetico sicuro anche in futuro, il Consiglio federale e il Parlamento intendono riorganizzare gradualmente il nostro sistema energetico con la Strategia energetica 2050. Un primo passo in questa direzione consiste nella revisione della legge federale sull’energia, sulla quale siamo chiamati a esprimerci il 21 maggio. Se accettata, questa prima importante riforma permetterà di ridurre il consumo energetico, di aumentare l’efficienza energetica, di promuovere le energie rinnovabili (idrica, solare, eolica, geotermica e da biomassa), nonché di vietare la costruzione di nuove centrali nucleari. Ciò permetterà alla Svizzera di diminuire la propria dipendenza dall’importazione di energie fossili dall’estero e, parallelamente, di aumentare la quota di energia rinnovabile indigena, rafforzando l’innovazione, promuovendo gli investimenti e creando posti di lavoro a beneficio della popolazione e dell’economia del nostro Paese.

Quand’ero giovane la riconversione energetica verso le energie rinnovabili e l’abbandono di fossile e nucleare sembravano un sogno; oggi sono una realtà alla nostra portata. La Strategia energetica 2050 va in questa direzione e va quindi sostenuta con convinzione. Il Ticino ha molto da guadagnare da un sì alla legge. Da un punto di vista generale, ma anche per la sua condizione particolare di produttore idroelettrico, quindi di un’energia rinnovabile sostenuta dalla nuova politica energetica. Il nostro cantone potrà ad esempio usufruire del sostegno temporaneo di cui beneficeranno le grandi centrali idroelettriche che al momento, a causa dei bassi prezzi di mercato, non riescono più a coprire i costi con la loro produzione di energia. Vi invito pertanto a votare sì alla revisione della legge sull’energia, sostenendo questo importante primo passo volto a garantire al Ticino e alla Svizzera un approvvigionamento energetico più sicuro, efficiente, pulito e sostenibile.

 

Dalla fiscalità ai lupi, ora contiamo le pecore

di Ivo Durisch, Capogruppo PS in Gran Consiglio

Stiamo attenti a quel «Sgravi fiscali sì, ma con giudizio» di Bixio Caprara e al «Occorre equilibrio» di Christian Vitta.
Questo perché di giudizio e di equilibrio nelle intenzioni espresse dal Consiglio di Stato, pilotato da Vitta, non ne vediamo. Non bastavano gli eccessi proposti dal progetto di Legge federale. No, a questi andavano aggiunti «interventi radicali» sulle aliquote del Cantone, come riportato nelle Linee direttive a pagina 18. Le intenzioni sono quelle di portare l’aliquota cantonale sull’utile dal 9% al 6%; non dimentichiamoci che, all’inizio degli anni 2000, l’aliquota è stata ridotta dal 12% al 9%, mentre era del 13% nella seconda metà degli anni ’90. Si propone poi una serie di ulteriori sgravi. E per confezionare il tutto si aggiungono due giochetti di cui diremo.

Evidentemente tutto questo a noi non va bene e allora innanzitutto abbiamo presentato un’iniziativa affinché l’applicazione del principio di parsimonia sia sancito dalla legge anche per le operazioni che comportano dei minori ricavi.

Prima di promuovere nuovi sgravi fiscali cantonali è indispensabile conoscere gli effetti minimi, diretti e indiretti, che imporrà la nuova Legge federale ai Cantoni. Di mezzo ci sono anche i Comuni. Quindi i predicatori della disciplina finanziaria siano saggi, non facciano i furbi: prima di conoscere le conseguenze della nuova Legge federale, nessun piano B.

Leggi l’articolo in estenso

 

È attualmente in corso la raccolta firme per le seguenti iniziative:

Iniziativa cantonale

Firmiamo le due iniziative per rinforzare la sanità pubblica

camera_ospedale

Scarica e stampa i due formulari:

firma e fa firmare, e ritornali al più presto agli indirizzi indicati sui formulari: il tempo stringe e mancano ancora molte firme!

Per informarti meglio, sono disponibili i due argomentari:

  • argomentario  Iniziativa popolare “per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere”
  • argomentario Iniziativa “per cure mediche e ospedaliere di prossimità”

Iniziative federali

Iniziativa “Per più trasparenza nel finanziamento della politica

trasparenza

Chi si nasconde dietro una campagna milionaria in vista delle votazioni? Chi e per quale ammontare ha finanziato la campagna di partiti e candidati in vista delle elezioni? Le campagne politiche sono sempre più costose, eppure le cittadine e i cittadini non hanno accesso alle informazioni relative al loro finanziamento. L’iniziativa sulla trasparenza intende cambiare tutto ciò affinché le regole siano chiare e chi vota possa accedere a queste indispensabili informazioni.

Iniziativa contro il commercio della guerra

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Iniziativa popolare federale «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico»

Iniziativa per il congedo paternità

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Oggi, in Svizzera un padre fresco, fresco – alla nascita di un figlio – riceve lo stesso tempo libero dal lavoro, come quando cambia abitazione: un solo giorno! Non è concepibile! Per questa ragione chiediamo che vengano concessi 20 giorni di congedo pagato di paternità, da utilizzare in modo flessibile, all’occorrenza, entro un anno dalla nascita del figlio.

 

 

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