«Chiusura uffici postali e sanità pubblica: mobilitiamoci!» newsSocialiste – n°18, 5 maggio 2017

Manifestazione in difesa del servizio postale
Sabato 6 maggio – ore 15:00
Ufficio postale di Bellinzona – Viale Stazione

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Diamo il nostro contributo alle due iniziative per rinforzare la sanità pubblica

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Domani, sabato 6 maggio

partecipiamo alle nostre bancarelle di raccolta firme a Biasca, Bellinzona, Lugano, Locarno e Mendrisio.

Due iniziative, due firme, un obiettivo condiviso:

Qualità, equitàappropriatezzatrasparenza, accessibilità e prossimità delle cure mediche e ospedaliere

  • Più posti di formazione, sia per i medici (in particolare quelli di famiglia!), sia per le infermiere e il personale di cura
  • Condizioni di lavoro giuste in tutto il settore che beneficia di importanti finanziamenti pubblici

Scarica e stampa i due formulari:

firma e fa firmare, e ritornali al più presto agli indirizzi indicati sui formulari: il tempo stringe e mancano ancora molte firme!

Per informarti meglio, sono disponibili i due argomentari:

  • argomentario  Iniziativa popolare “per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere”
  • argomentario Iniziativa “per cure mediche e ospedaliere di prossimità”

 

Serata pubblica sul futuro della Scuola ticinese

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Giovedì 4 maggio si è tenuta, a Bellinzona, la ‘Serata pubblica sul futuro della Scuola ticinese’ con la partecipazione di Manuele Bertoli, Consigliere di Stato e direttore del DECS; Bixio Caprara, presidente del PLRT; Marzia Caratti Beltraminelli, docente di scuola media superiore; Adriano Merlini, presidente VPOD docenti. Una serata moderata da Alessandra Moretti, docente ed esperta di italiano per la Scuola media.

Il successo della serata, anche in termini di partecipazione, dimostra l’interesse di un dibattito aperto e proficuo riguardo al futuro della Scuola ticinese. In questo senso, il Gruppo scuola del PS va salutato per l’organizzazione e per l’impegno.

Il Partito Socialista crede in una scuola inclusiva ed equa, attenta a fornire a tutti i giovani gli strumenti necessari per questa fondamentale crescita.
Al fine di contribuire attivamente alla riflessione e al dibattito che accompagnano il mutamento in seno alla scuola, il PS ha elaborato un documento che attraverso sette punti affronta la tematica in modo propositivo.
La riforma della scuola dell’obbligo è un processo le cui conseguenze sono capitali per il futuro dei giovani e dell’educazione: il PS ritiene perciò necessario che sia dato ascolto alla voce di docenti, associazioni e sindacati che intendono illustrare le preoccupazioni riguardo al carico di lavoro supplementare che la riforma implica. Questo affinché vi sia una dimensione partecipativa alla mutazione della scuola e chi ci lavora venga coinvolto.

 

SÌ alla riforma “Previdenza per la vecchiaia” 2020

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L’esito del voto generale del PS Svizzero, cui hanno partecipato 12’284 compagne e compagni, è stato chiaro: il 90,6% ha detto SÌ alla riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020”.

Questo significativo risultato è sinonimo di un impegno e una missione conferiti al Partito Socialista: ci batteremo quindi in prima linea e con tutte le nostre forze per il SÌ alla “Previdenza 2020”, sottoposta a votazione popolare il 24 settembre.

 

Dibattito “Previdenza per la vecchiaia 2020”
Martedì 9 maggio – ore 20:30
Lugano – Palazzo dei Congressi, sala E

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Strategia energetica: ma quante frottole

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di Bruno Storni, deputato PS in Gran Consiglio

Mai si è vista una campagna su una votazione dove i contrari hanno messo in campo una tale intensità̀ sia di mezzi finanziari, sia di argomentazioni false e senza alcun fondamento. Si combatte la prima fase della Strategia energetica 2050 (SE2050) con un vero e proprio fiume di balle, dalla doccia fredda, alla temperatura imposta nelle abitazioni, alle foreste di pale eoliche, all’esplosione degli affitti, al razionamento dell’elettricità̀.

Iniziamo dalla deturpazione del paesaggio denunciata con l’immagine di Lavertezzo sotto una foresta di pale eoliche e si parla di 1.000 in Svizzera, ma il presidente UDC Ticino su queste pagine è già̀ arrivato a 6.000. Fandonie! Per chiarezza in Ticino ne sono previste cinque sul passo del San Gottardo e nulla sul fondovalle verzaschese.

Altra grandiosa bufala, i 3200 franchi per economia domestica: basa su ipotetici 200 miliardi di investimenti nell’infrastruttura elettrica fino al 2050. Sbagliato. Primo perché le tasse paventate non ci sono, secondo votiamo misure fino al 2035, ma se proprio andiamo fino al 2050, dei 200 miliardi per investimenti 125 sono per normale manutenzione e rinnovo degli impianti esistenti, mentre solo 67 per ampliamenti e investimenti che saranno coperti dalla minor spesa per importazioni di prodotti petroliferi. Le misure per l’efficienza hanno per obiettivo una diminuzione del 42% del consumo di energia pro capite entro il 2035 per rapporto al 2000, nel 2015 eravamo già̀ a meno 15%.

Diminuzione che ridurrà̀ le importazioni di prodotti petroliferi: il 75% dell’energia che consumiamo oggi è importata. Un processo in corso da tempo grazie alle nuove tecnologie ed alle normative già̀ adottate e che in futuro miglioreranno ulteriormente l’efficienza senza dover arrivare alle ridicole docce fredde. Ma proprio questo è un esempio interessante: infatti l’energia necessaria per riscaldare l’acqua per la doccia diminuisce del 70% se sostituiamo un vecchio impianto a nafta o elettrico diretto con una termopompa e del 100% con collettori solari.

A parte l’aumento del supplemento per le rinnovabili di 0.8 cts/kWh dei quali 0.2 per l’idroelettrico esistente, anche ticinese, che inciderà̀ per 40 franchi all’anno per economia domestica, non ci saranno altri aggravi.
Da delirio la balla della tassa sulla nafta a 89 cts/litro dovuta all’aumento della tassa sul CO2. Dal 1990 il CO2 prodotto dal riscaldamento di edifici è sceso del 26%, il trend in corso dimostra che gli obiettivi previsti sono raggiungibili senza la stangata sulla nafta pretesa dai contrari che sappiamo essere legati al commercio di prodotti petroliferi.

Che ci siano dei grandi interessi in gioco in questa campagna è chiaro: gli obiettivi di diminuzione dei consumi di prodotti petroliferi fanno male alle lobby degli importatori e commercianti che già̀ da tempo vedono i loro affari diminuire, i consumi di nafta dai 6 milioni di t/anno dagli anni Ottanta sono passati a 4.5 milioni nel 2000. Lobby che appunto sta investendo milioni in una disonesta campagna per difendere il suo business: Albert Rösti, presidente dell’UDC è anche il presidente di SwissOil, l’Associazione svizzera dei commercianti di nafta.

 

Il 21 maggio diciamo SÌ alla tassa cantonale sul sacco
Sabato 6 maggio, partecipiamo alla bancarella informativa al mercato di Bellinzona 

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SÌ alla tassa sul sacco: “pago solo per i miei rifiuti!”

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di Carlo Lepori, deputato PS al Gran Consiglio

I rifiuti sono un problema della nostra civiltà. Il nostro modo di vivere comporta purtroppo la produzione di un’enorme quantità di rifiuti non riciclabili. Il costo del servizio comunale per la loro  raccolta e il loro smaltimento è giustamente a carico di chi li produce. Questo è il principio «chi inquina paga», previsto dalla Legge federale sulla protezione dell’ambiente.

In Ticino i Comuni hanno seguito varie strategie: Lugano paga tutto con le imposte; 59 Comuni (49% della popolazione) hanno introdotto una tassa sul sacco in media di Fr. 1.70 per sacco dal 35 L; gli altri riscuotono solo una tassa base. La legge cantonale prevedeva che tutti i Comuni introducessero la tassa sul sacco già nel 2007!

Per superare questo stallo, il PS aveva proposto già nel 2009 un sistema per cui la tassa sul sacco servisse a coprire i costi dello smaltimento presso l’azione cantonale dei rifiuti (ACR). Ora finalmente si è arrivati a una decisione parlamentare, sottoposta a referendum da chi considera ogni tassa sui rifiuti un «fetido balzello».

La legge prevede una tassa base per coprire i costi fissi: amministrativi e del personale, di informazione, di raccolta dei rifiuti solidi urbani (RSU, i sacchi) e delle raccolte separate, di investimento ecc. E distinguerà economie domestiche e persone giuridiche, lasciando libertà di adattare la tassa alle loro dimensioni. Si potranno prevedere facilitazioni di carattere sociale, come il diritto per alcune categorie di utenti di ottenere l’esenzione o la riduzione della tassa base.

La tassa sul sacco vera e propria deve coprire i costi di smaltimento dei RSU e sarà fissata dal Consiglio di Stato tenendo conto del costo dello smaltimento presso l’ACR. Anche qui si potranno prevedere facilitazioni di carattere sociale, come il diritto per alcune categorie di utenti di ottenere periodicamente la fornitura gratuita di un adeguato numero di sacchi.

Una soluzione semplice e chiara! Che avrà come effetto collaterale la riduzione della quantità di RSU e dei costi per la loro raccolta. Doppio guadagno per le cittadine e i cittadini responsabili!

Il Consiglio nazionale ha votato 100 milioni, in 5 anni, per la custodia dei figli: un’ottima notizia per le famiglie!

 Martedì, il Parlamento ha approvato il  progetto del Governo, che prevede di stanziare quasi 100 milioni di franchi, per cinque anni, a favore dei genitori che lavorano e che affidano i figli piccoli. Si tratta di un’ottima notizia per le famiglie!

Il pacchetto approvato è diviso in due parti: da un lato, i Cantoni saranno sostenuti affinché possano aumentare i sussidi a favore degli asili nido. Dall’altro, saranno versati fino a 14,3 milioni per adeguare l’offerta di servizi di custodia ai bisogni dei genitori.

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