«Assemblea e Nuova Bellinzona: siamo pronti!» newsSocialiste – n°13, 31 marzo 2017

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Pronti per l’Assemblea delle delegate e dei delegati del PSS

Domani, sabato 1° aprile ad Arbedo-Castione – presso la palestra delle Scuole elementari – si terrà l’Assemblea delle delegate e dei delegati del PSS.

Un’Assemblea all’insegna della previdenza vecchiaia. La Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 è infatti il progetto più importante dell’attuale legislatura e ha recentemente ottenuto la maggioranza alle Camere federali.
All’origine dell’AVS c’è il PS, senza il quale oggi non ci sarebbero più progressi in materia. Il PS è un partito di militanza nei fatti, per questo motivo il Comitato direttore proporrà all’Assemblea una consultazione generale riguardo a quest’importante riforma che verrà votata dal popolo a fine settembre.

In questo processo, oltre all’Assemblea di domani, s’inserisce anche una serata informativa che si terrà a Bellinzona mercoledì 12 aprile alle ore 20:00 presso la Casa del Popolo, con la presenza della Consigliera nazionale Marina Carobbio.

L’Assemblea delle delegate e dei delegati si aprirà con i discorsi di Christian Levrat, Presidente del PSS, e di Alain Berset, Consigliere federale.

Interverranno anche: Gabriele del Don, Presidente della sezione di Arbedo-Castione; Ruth Dreifuss, ex-Consigliera federale; Paul Rechsteiner, Presidente USS;  Igor Righini, Presidente PS-Ticino; Manuele Bertoli, Consigliere di Stato e Marina Carobbio Consigliera nazionale.

Le delegate e i delegati si esprimeranno anche riguardo all’indicazione di voto sulla Strategia energetica 2050, in votazione il 21 maggio e a proposito dell’iniziativa contro il commercio di materiale bellico.

Due le risoluzioni proposte all’Assemblea dal PS-Ticino e che il Comitato direttore del PSS invita ad accettare:

•    Per un’applicazione effettiva della legge sulla “preferenza indigena light”

•    Per l’asse ferroviario del Gottardo (Per il completamento di AlpTransit e la salvaguardia della linea di montagna)
Segnalazione: causa preparazione dell’Assemblea delle delegate e dei delegati del PSS, oggi – venerdì 31 marzo – la segreteria del PS Ticino resterà chiusa. Si ringrazia per la comprensione.

Accesso Assemblea, palestra delle Scuole elementari di Castione:

 

«Se salta la riforma, in pensione a 67 anni»

intervista a Marina Carobbio, Consigliera nazionale
di Anna Fazioli, Corriere del Ticino

La riforma del sistema pensionistico Previdenza 2020 sarà il tema forte dell’Assemblea dei delegati socialisti, in programma domani a Castione. Nel Parlamento federale il PS è riuscito a imporre la propria linea alleandosi con il PPD. Ma la sinistra non è unanime: alcuni sindacati romandi hanno già lanciato il referendum. Vista la sensibilità del tema, i delegati dovrebbero dare il via libera a una consultazione generale presso la base del partito. Una procedura usata finora solo due volte nella storia del PS. La popolazione sarà in ogni caso chiamata a esprimersi il prossimo 24 settembre, dato che la riforma implica una modifica costituzionale.

Come mai volete fare questa consultazione generale?

«È una possibilità prevista nei nostri statuti: finora è stata usata una volta negli anni Venti, poi nel 1995 per la decima revisione dell’AVS, l’ultima riforma delle pensioni portata a termine con successo. L’anno scorso il congresso socialista si è posto come obiettivo di coinvolgere maggiormente la base del partito, in particolare nei temi per noi fondamentali; e la Previdenza 2020 lo è senza dubbio».

Come funziona esattamente la procedura?

«Domani a Castione i delegati prenderanno posizione sulla riforma. Nei giorni successivi verrà inviato a tutti gli iscritti al PS un libretto analogo a quello che si riceve prima delle votazioni federali: vi saranno riassunti pro e contro della riforma, nonché le posizioni prese dai vari organi del partito. Ciascuno dovrà poi spedire il proprio voto. Il 30 aprile comunicheremo i risultati».

È un modo per serrare le fila? Il gruppo PS in Parlamento ha adottato all’unanimità Previdenza 2020, ma nella base c’è chi la combatte.

«Sapevamo che ci sarebbe stata una certa resistenza. Soprattutto perché le donne pagano un caro prezzo con l’innalzamento a 65 anni dell’età di pensionamento. Infatti in Parlamento abbiamo fissato delle condizioni al nostro sostegno. Una di queste è l’aumento di 70 franchi delle future rendite AVS (840 franchi all’anno) e l’aumento del tetto massimo per le rendite dei coniugi (fino a 2.712 franchi all’anno), due fattori che contribuiscono a garantire una compensazione accettabile al calo dell’aliquota del secondo pilastro. La riforma contiene poi altri miglioramenti, in particolare per coloro che lavorano a tempo parziale, ovvero molto spesso le donne. Questi aspetti vanno spiegati bene. Per questo intendiamo visitare molte sezioni locali».

Le grandi organizzazioni sindacali appoggiano la riforma, ma c’è una forte minoranza contraria e alcuni sindacati romandi hanno già annunciato il referendum.

«La riforma è molto complessa, non la si può affrontare solo con gli slogan. La votazione ci sarà in ogni caso, perché l’aumento dell’IVA da destinare alle casse AVS richiede una modifica costituzionale. Il Parlamento ha voluto legare a questo aspetto tutta la riforma, proprio per dare alla gente la possibilità di esprimersi su un oggetto di tale importanza. Solo così la direzione da prendere potrà essere confermata. Con o senza il referendum, per me è importante coinvolgere il più possibile non solo la sinistra, ma tutta la popolazione. Le persone che mi contattano vogliono sapere che cosa cambierà concretamente per la loro pensione».

In particolare i contrari nella sinistra non digeriscono l’età di pensionamento a 65 anni per uomini e donne.

«Capisco che si tratta di un cambiamento che preoccupa. Del resto noi l’abbiamo combattuto in Parlamento. Ma la riforma contiene anche fattori positivi di cui si parla meno. Ad esempio verrà ridotta la parte di salario non soggetta ai contributi LPP. Inoltre per chi ha un reddito annuo fino a 39.000 franchi sarà possibile andare in pensione a 64 anni senza perderci grazie ai 70 franchi in più per le rendite AVS.

Bisogna tener presente che una riforma della previdenza vecchiaia è necessaria: la popolazione invecchia, l’AVS è sotto pressione e anche il secondo pilastro non riesce più a garantire rendite adeguate. Sarebbe peccato far saltare tutto per un aspetto negativo. È vero che la parità salariale è lungi dall’essere raggiunta e che il lavoro femminile di cura e assistenza non è abbastanza riconosciuto. Ma non è affossando questa riforma che riusciremo a migliorare in questi ambiti, nei quali dobbiamo mobilitarci con forza».

Invece la destra combatte soprattutto i 70 franchi in più per l’AVS: si tratta di un ampliamento del primo pilastro, quando uno degli obiettivi principali della riforma era il suo risanamento.

«L’aumento di 70 franchi è coperto interamente da un aumento dei prelievi salariali pari a 0,3 punti percentuali (metà a carico del dipendente e metà del datore di lavoro), quindi non ci saranno spese aggiuntive per il fondo AVS. Inoltre la riforma permette di finanziare le rendite AVS fino al 2030, grazie all’aumento dell’IVA di 0,6 punti percentuali (di fatto l’aumento sarà solo di 0,3 punti, il resto è il supplemento oggi destinato all’AI che dal 2018 passerà all’AVS). Mi sembra che si tratti di aumenti sopportabili sia per il dipendente che per le imprese. Nella versione difesa dalla destra, i contributi sui salari sarebbero stati ben più alti».

Non è irrealistico continuare a rifiutare un innalzamento dell’età di pensionamento, considerato quanto è aumentata la speranza di vita?

«È vero che la demografia cambia, ma per le persone che iniziano a lavorare molto giovani e che fanno attività pesanti, un pensionamento a 67 anni è anacronistico! La riforma prevede un pensionamento flessibile, tra 62 e 70 anni. La rendita verrebbe adeguata di conseguenza verso il basso o verso l’alto. Da segnalare che le riduzioni per chi anticipa il pensionamento sarebbero inferiori a quelle in vigore attualmente. Bisogna anche ricordare che chi è più anziano fa più fatica a trovare lavoro e c’è il rischio che la digitalizzazione accresca questo problema. Infine, tutti i sondaggi mostrano che un aumento dell’età di pensionamento a 67 anni verrebbe respinto in votazione».

La sinistra ripete spesso che la riforma favorisce chi lavora a tempo parziale, quindi le donne. Significa che conviene continuare a lavorare poco?

«Al contrario, da sempre ci battiamo per favorire l’accesso al lavoro anche per le donne, più in generale per permettere alle donne e agli uomini di meglio conciliare lavoro e esigenze familiari. I miglioramenti della riforma concernono soprattutto chi lavora a tempo parziale, ma anche per chi è occupato a tempo pieno ci saranno i 70 franchi in più. Inoltre ricordo che la sinistra accetta questa riforma anche perché la destra vorrebbe invece farla colare a picco nell’intento di ottenere il pensionamento a 67 anni».

Chi ha tra 45 e 65 anni sarà escluso dalla riduzione dell’aliquota per il secondo pilastro, ma riceverà comunque i 70 franchi in più al momento del pensionamento. Non li avranno invece i pensionati attuali.

«Il fatto che i 70 franchi vadano a tutti, rientra nella logica dell’AVS. È un pilastro ridistributivo, chi guadagna di più paga anche di più, ma la rendita ha un limite massimo. Ricordo inoltre che l’ultimo aumento delle rendite AVS c’è stato ben vent’anni fa. Noi avremmo voluto dare i 70 franchi anche ai pensionati attuali, ma la maggioranza ha voluto altrimenti. Siamo perlomeno riusciti a mantenere la possibilità per il Consiglio federale di adeguare le rendite AVS al costo della vita».

Consultazione generale sulla Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020: il calendario

1°aprile: decisione dell’Assemblea delle delegate e dei delegati
3 aprile: scadenza per i nuovi membri
A partire dal 7 aprile: invio del materiale di voto
21 aprile: Conferenza del Comitato direttore – scelta dell’ufficio di voto
29 aprile entro le 12:00: termine per il voto
30 aprile: spoglio e comunicazione dei risultati

Un giorno importante per la Nuova Bellinzona

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«Finalmente Grandi»: una frase che incita a compiere un passo in più, nella direzione di un’ulteriore crescita e di uno sviluppo supplementare. Una frase che è anche il motto con cui l’Unità di sinistra e i Verdi hanno percorso una campagna per le elezioni della Nuova Bellinzona il cui importante traguardo è domenica 2 aprile.

I candidati e l’insieme della lista, capitanata dal sindaco uscente socialista Mario Branda, incontreranno gli elettori e la popolazione sino all’ultimo istante. «Una città vicina ai suoi abitanti, sociale e verde» riassume in modo chiaro il progetto del PS di Bellinzona per la capitale del cantone che diventerà l’undicesima città svizzera.9029fc84-ef74-4776-9df1-a1c1e6b16784.png

Domenica, a spoglio terminato, sarà ora di bilanci. Nel frattempo ogni voto conta per quest’elezione che sin dall’inizio si è annunciata serrata e per cui sia il PS di Bellinzona sia l’insieme della lista e dei candidati si sono impegnati per raccogliere e ottenere consenso.

Al PS di Bellinzona, ai candidati, all’insieme della lista vanno i nostri auguri! 

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Elezioni anche a Riviera e Paradiso

Domenica 2 aprile, una giornata chiave anche a Riviera e Paradiso, dove i cittadini si recheranno alle urne. Oltre che per la Nuova Bellinzona, elezioni e aggregazione anche per il Comune di Riviera che nasce dall’aggregazione di Cresciano, Iragna, Lodrino e Osogna.

A Paradiso dev’essere ripetuto il voto dell’anno scorso a causa di irregolarità riscontrate allo spoglio delle schede.

Anche in questo caso ogni voto conta, sia a Riviera sia a Paradiso. Il contributo di ogni votante è importante sia per il PS sia per una buona partecipazione.

Ai candidati un grande ‘in bocca al lupo!’

Quale futuro per il Cardiocentro?

c42eb13a-ad30-4cbb-acd3-3873c985643fGiovedì, Ivo Durisch – Capogruppo PS al Gran Consiglio – e Milena Garobbio – deputata PS al Gran Consiglio – hanno inoltrato un’interrogazione a proposito della Fondazione Cardiocentro che, come i due firmatari, auspichiamo confluisca nell’Ente Ospedaliero Cantonale.

Opinione peraltro condivisa anche dal Consiglio di Stato come emerge dalla risposta a una esplicita domanda della commissione della Gestione e delle Finanze del Gran Consiglio nell’ambito del messaggio riguardante la concessione di una fideiussione alla costituenda Mizar SA.

Suscita preoccupazione il messaggio espresso mercoledì, tramite i media, da Giorgio Giudici, il presidente della Fondazione Cardiocentro, a proposito del futuro dell’istituto medico, ovvero l’auspicio di una collaborazione tra pubblico e privato per il futuro del Cardiocentro.

L’interrogazione chiede al Consiglio di Stato:

  1. come considera questa opzione, anche alla luce del voto popolare dello scorso mese di giugno che di fatto si è espresso contro questo tipo di collaborazioni?
  2. corrisponde al vero che si prospetta entro l’autunno la firma di una convenzione per una collaborazione tra pubblico e privato?
  3. è compatibile questa soluzione con gli accordi esistenti tra la Fondazione Cardiocentro e l’Ente Ospedaliero Cantonale?

 

Cure mediche e ospedaliere di prossimità: lanciata l’iniziativa

L’Associazione per gli ospedali di valle ha lanciato un’iniziativa popolare legislativa generica che chiede al Gran consiglio una riforma legislativa a favore della medicina di prossimità. La raccolta delle firme comincia domani.

La medicina di famiglia è un elemento fondamentale della sanità, per la salute della popolazione e contribuisce a limitarne i costi. Il ruolo della medicina di famiglia assume inoltre un ruolo sempre più importante, proporzionale all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della speranza di vita.

Il 18 maggio 2014 il popolo svizzero ha ribadito come questo settore della medicina sia fondamentale per la popolazione votando “Sì alla medicina di famiglia”, un articolo costituzionale che lo rinforza. Il nostro Cantone, tuttavia, è in ritardo sull’implementazione di questo articolo di legge e la necessità di attuare in questo senso si fa sentire soprattutto nelle valli dell’Alto Ticino, confrontate con una preoccupante scarsità di medici.

 

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Comitato cantonale, il 5 aprile a Biasca

La riunione del Comitato cantonale si terrà mercoledì, 5 aprile 2017 alle ore 20.00 a Biasca, scuola CPT (centro professionale SPAI via stradone Vecchio Sud 29)
con l’ordine del giorno che può essere consultato e scaricato seguendo l’apposito, seguente, link:

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