«Dopo 20 anni l’AVS è rinforzata» newsSocialiste – n°11, 17 marzo 2017

Dopo 20 anni l’AVS è rinforzata

 

Giovedì il Consiglio nazionale ha accettato la proposta di riforma della previdenza per la vecchiaia 2020  – con 101 voti a favore, 91 contrari e 4 astensioni. Una decisione confermata oggi con il voto finale.

La direzione e il gruppo parlamentare del PS hanno proceduto a una prima discussione sulla riforma previdenza vecchiaia 2020. Sul tema si esprimerà anche l’assemblea dei delegati del PSS che avrà luogo ad Arbedo-Castione il 1 aprile.
A livello cantonale consulteremo il Comitato cantonale e la base del partito nelle prossime settimane per informare e discutere su un tema così importante come il futuro della nostra previdenza vecchiaia, sul quale si voterà il 24 settembre 2017 dal momento che ci sarà un voto obbligatorio.
La decisione di ieri delle Camere federali ha permesso di bloccare i tentativi di PLR e UDC di aumentare l’età di pensionamento per tutti a 67 anni e di smantellare l’AVS. Destra che ancora ieri ha reso evidenti i suoi piani di smantellamento, quando ha annunciato che nel caso di un No avrebbe portato avanti tre proposte volte ad aumentare l’età di pensionamento a 67 anni e a legare il tasso di conversione a delle formule matematiche.

L’aumento delle rendite AVS di 840 franchi all’anno per le persone singole e fino a 2’712 franchi per le coppie – finanziato con un aumento dei contributi salariali – permette di contrastare la riduzione delle rendite a seguito delle difficoltà in cui si trovano le casse pensioni.

Con la riforma sono previsti dei miglioramenti per chi lavora a tempo parziale, soprattutto delle donne. Se le donne che hanno una rendita fino a 1700 franchi andranno in pensione a 64 anni, la riduzione della rendita sarà compensata con l’aumento di 70 franchi. E’ stata evitata anche una riduzione delle rendite attuali grazie al mantenimento dell’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei costi della vita.

 

Caso ‘Argo 1’: le risposte di Paolo Beltraminelli non sono soddisfacenti

Sans titre (53)Col suo intervento in Gran Consiglio, lunedì scorso, Paolo Beltraminelli avrebbe dovuto rispondere all’insieme dei quesiti riguardo al caso ‘Argo 1’, ma così non è stato. Il PS non è soddisfatto dalle spiegazioni formulate nel corso dell’intervento fiume, durato più di un’ora, con cui Paolo Beltraminelli non ha dato risposte esplicite e concrete né riguardo all’autorizzazione rilasciata né ai mandati concessi all’agenzia di sicurezza ‘Argo 1’, così come sulle procedure di controllo eseguite al fine di verificarli.

Il PS ha evidenziato in particolare come l’urgenza e la provvisorietà non siano argomenti sufficienti per spiegare le ragione per cui è stato affidato il mandato diretto, reiterato nel tempo, all’agenzia ‘Argo 1’. Benché l’urgenza logistica dell’accoglienza dei richiedenti d’asilo possa essere compresa, non lo è il fatto che l’emergenza possa motivare anche il reiterato mandato affidato a questa agenzia senza che sia stato pubblicato un concorso pubblico.

Paolo Beltraminelli ha inoltre affermato in Aula che il mandato affidato all’agenzia ‘Argo 1’ non si è limitato alla sola sicurezza ma implicava anche un lavoro di accompagnamento dei richiedenti d’asilo per cui, però, questa agenzia non è stata abilitata e per cui i suoi dipendenti non hanno seguito la debita formazione.
Il PS ha chiesto di affidare il caso ‘Argo 1’ alla «sottocommissione permessi» per l’adempimento dell’alta vigilanza. La Commissione della gestione ha deciso martedì di agire in questo senso.

«Sarebbe opportuna anche un’inchiesta amministrativa»

Ivo Durisch, Capogruppo PS in Gran Consiglio, ha formulato la proposta secondo cui, sul caso ‘Argo 1’, debba essere fatta anche un’inchiesta amministrativa. «È proprio alla luce di alcune dichiarazioni di Beltraminelli che sarebbe opportuna»  ha affermato in un’intervista pubblicata dalla Regione mercoledì. «La sua eventuale apertura compete tuttavia al Consiglio di Stato». Un’inchiesta amministrativa «perché vi è stata verosimilmente una violazione della legge sulle commesse pubbliche: l’urgenza del mandato era infatti, ritengo, discutibile; l’urgenza era semmai di tipo logistico (dove alloggiare i richiedenti l’asilo?). Quest’inchiesta si giustificherebbe «anche per tutelare quei funzionari che, ha affermato Beltraminelli, hanno dato il via libera ai pagamenti senza una decisione governativa e senza un contratto in essere, dopo quello di prova. Sarebbe allora importante sentirli, per conoscere la loro versione dei fatti al riguardo» ha specificato Ivo Durisch.

Ufficio migrazione e Servizio richiedenti d’asilo: si faccia piena luce

Raoul Ghisletta e Ivo Durisch  hanno presentato una mozione con cui chiedono al Consiglio di Stato di fare chiarezza, attraverso due audit esterni, sui casi che coinvolgono l’Ufficio della migrazione e il settore dell’asilo.
In particolare, per quanto concerne l’Ufficio della migrazione, la mozione solleva la questione relativa agli 11 collaboratori ausiliari su un totale di 72 unità a tempo pieno. Con la mozione è richiesta un’analisi che esamini gli aspetti relativi alla gestione personale del servizio, anche per degli aspetti legati a eventuali molestie sessuali e mobbing.

Per quanto riguarda il Servizio richiedenti d’asilo, oltre a chiarire il caso ‘Argo 1’ bisogna fare luce sull’organizzazione del settore asilo presso il DSS. La gestione nel campo dell’asilo andrebbe gestita da un ufficio specifico, invece di essere trattate dall’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, in modo da consentire di chiarire responsabilità e focus amministrativo. La mozione chiede inoltre che il Parlamento disponga delle informazioni dettagliate relative ai mandati attribuiti in questo settore.

 

Sì degli Stati alla banda larga grazie al PS

Il Consiglio degli Stati ha approvato mercoledì un’iniziativa cantonale ticinese, presentata dal Partito Socialista, che chiede alla Confederazione di garantire un’offerta capillare di servizi di banda ultra larga su tutto il territorio. Il testo è stato approvato con 27 voti contro 13; toccherà ora al Nazionale esprimersi.

Occorre evidenziare che all’origine di questa decisione ci sia stata l’iniziativa presentata da Bruno Storni, volta a trovare una soluzione molto meno onerosa e più avveniristica alle pressioni esercitate – in particolare del PLR – per portare la fibra ottica anche nei luoghi più remoti del territorio, in particolare nelle valli del Cantone. Se l’obiettivo è il telelavoro, infatti, la rete internet in Svizzera è già molto performante.

La via della fibra ottica ovunque è costosissima così come lo sono stati gli studi e i progetti in questo senso. Benché l’iniziativa cantonale sia stata presentata a Berna da Christian Vitta, il cui partito ha spinto per la fibra ottica e non per la banda larga, va sottolineato come la decisione del Consiglio degli Stati abbia dato ragione alla lungimiranza di Bruno Storni e alla proposta del PS.

 

NO ai camion già alle 4 del mattino

Il PS saluta la decisione del Consiglio degli Stati, contrario ad allentare la circolazione notturna dei camion e che ha respinto la mozione di Fabio Ragazzi. La mozione chiedeva di anticipare di un’ora, dalle 5 alle 4, l’orario in cui i mezzi pesanti avrebbero avuto l’autorizzazione di circolare.
Approvare la mozione sarebbe stata una pessima decisione in termine di rumore notturno, di qualità dell’aria, in particolare sull’asse del Gottardo. Una decisione che avrebbe fatto aumentare anche il rischio di irregolarità per quanto riguarda la durata del lavoro e di riposo dei conducenti professionisti di mezzi pesanti, due parametri essenziali per ciò che concerne gli incidenti che coinvolgono i camion.

 

Il personale della Confederazione paga gli errori della politica d’austerità

L’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT) ha annunciato che sopprimerà 57 posti di lavoro a tempo pieno, per cui licenzierà 60 persone. Questa decisione è la conseguenza della politica d’austerità portata avanti dalla destra e dal Dipartimento di Ueli Maurer. Queste sono le conseguenze della politica di smantellamento promossa e sostenuta dai partiti di destra, la quale mette in difficoltà dei servizi fondamentali dello Stato.

È del tutto inaccettabile che le impiegate e gli impiegati della Confederazione debbano pagare le conseguenze di una politica finanziaria disordinata e confusa, promossa dal Consigliere federale Ueli Maurer. Il risultato sono dei licenziamenti per ragioni economiche, ingiustificati, e l’ennesima esternalizzazione di servizi che competono e che devono restare nell’ambito dello Stato.

Vittoria del PS a Soletta

Le elezioni di domenica scorsa hanno registrato la vittoria del PS nel canton Soletta. L’incremento di 2,49% è stato tradotto con 4 seggi guadagnati in Gran Consiglio. Complimenti al Partito Socialista solettese.

 

 

 

 

 

Più trasparenza nel finanziamento della politica


Durante questo mesi di marzo è in atto la campagna di raccolta firme in Ticino per l’iniziativa per più trasparenza nel finanziamento della politica. Firmiamo e facciamo firmare il relativo formulario.

  • iniziativa per la trasparenza (formulario online)

Vi preghiamo anche di partecipare agli eventi di presenza sul territorio, annunciandovi attraverso i seguenti doodle o contattando i vari coordinatori locali:

Locarnese: http://doodle.com/poll/b3scsdtbu8zdezch

Bellinzonese: http://doodle.com/poll/mgvq4sscwypmqh5b

Luganese: http://doodle.com/poll/hvfmck8vzytfhxug

Mendrisiotto: http://doodle.com/poll/guvgcbfm2zbku79i

 

L’adesione alla manifestazione, un appello lanciato dal Mps e sottoscritto da più di cento persone di più estrazioni politiche – in particolare a sinistra – è volontaria e personale.

 

 

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