«Lavoro, disparità donna-uomo, previdenza vecchiaia: non abbassiamo la guardia» newsSocialiste – n°10, 10 marzo 2017

Più controlli e una migliore vigilanza del mercato del lavoro

Il Gruppo PS in Gran Consiglio ha presentato un’interrogazione con cui chiede al Consiglio di Stato se intende attuare un potenziamento dell’ispettorato del lavoro – come previsto dal controprogetto contro il dumping salariale votato dai Ticinesi – ed entro quali scadenze. L’interrogazione chiede anche lumi riguardo alla professionalizzazione delle Commissioni paritetiche e al loro potenziamento.

Il caso dei ‘permessi facili’ che tocca l’Ufficio della migrazione e il Dipartimento delle Istituzioni così come il caso del mandato diretto alla ditta di sicurezza Argo 1 , che implica il Dipartimento della sanità e della socialità, evidenziano il problema delle ramificazioni che mettono in contatto l’Amministrazione cantonale con delle realtà del lavoro inquinate da pratiche irregolari, illegali o dal malaffare.

È urgente assumere 18 nuovi ispettori del lavoro, un coordinatore e 5 unità amministrative e attuare al più presto tutte le misure necessarie per garantire non solo la tutela del lavoro ma anche un’azione efficace contro la concorrenza sleale generata nell’illegalità, deleteria per il mondo del lavoro e per il tessuto economico del Cantone.

Marina Carobbio: «Non ci metteranno a tacere»

In un articolo pubblicato dalla Regione martedì, alla vigilia della Giornata internazionale della donna, Marina Carobbio evidenzia le ancora troppo grandi disparità che marcano le differenze tra donne e uomini in campo salariale; nella rappresentanza in politica, in seno alla direzione delle aziende e dei consigli d’amministrazione delle società quotate in borsa. Mercoledì 8 marzo le donne hanno marciato a livello internazionale, incrociando le braccia per rivendicare la parità salariale e per denunciare le disuguaglianze, il sessismo e le violenze di cui sono vittima.

Marina Carobbio mette in evidenza anche il dibattito in corso alle Camere federali, riguardo le discriminazioni che toccano le donne nell’ambito della previdenza vecchiaia. Molte donne hanno ancora salari bassi che si ripercuotono pesantemente al momento del pensionamento. Salari che non permettono nemmeno di generare un capitale destinato alla previdenza. L’abbassamento dei tassi di conversione LPP, che servono per calcolare le rendite, vanno dunque compensati e il PS sostiene il progetto che intende farlo attraverso un aumento di 840 franchi annui delle rendite AVS e l’aumento della rendita massima per le coppie a 2710 franchi.
La destra contesta questa soluzione poiché il suo piano consiste nell’accentuare i sistemi di previdenza privata, l’innalzamento dell’età pensionabile e la riduzione dei tassi di conversione. La soluzione più equa e giusta è quella sostenuta dal Partito Socialista: un piccolo passo nella direzione delle 500’000 donne che lavorano e che dipendono solo dall’AVS. Ne dovranno seguire altri, soprattutto nel campo della parità salariale e fino ad allora la rivendicazione andrà avanti.

Il PS veste pink da molto tempo!

Mercoledì 8 marzo, per il Giorno internazionale delle donne, la Svizzera ha vestito il colore pink, e questo è positivo. Il pink è il colore del movimento globale della lotta per i diritti femminili e umani, che si oppone alla destra e al nazionalismo reazionario in Svizzera, in Europa e negli Stati Uniti. Perché è proprio quella politica che sdogana il sessimo, il razzismo, le pratiche trans- e omofobe, il divario socioeconomico e la discriminazione delle persone anziane o diversamente abili.

La storia lo dimostra: il PS veste pink da molto tempo!

Il PS si è battuto con successo per:

  • Il voto alle donne (1971);
  • l’articolo costituzionale sulla parità (1981);
  • la nuova legge sul matrimonio (1985);
  • la legge sull’interruzione della gravidanza (2002);
  • la custodia di bambini complementare alla famiglia (2003);
  • l’assicurazione maternità (2004).

Il PS continua a battersi per:

  • Il congedo paternità;
  • la parità salariale;
  • le rendite sicure ed eque;
  • la promozione del lavoro a tempo parziale;
  • asili nido e programmi extra scolastici pagabili e di buona qualità;
  • maggior riconoscimento del lavoro di cura.

Donne e bambini in fuga: siamo coscienti degli abusi che subiscono?

“Donne e bambini in fuga: siamo coscienti degli abusi che subiscono?” è il titolo dell’interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato, con Gina La Mantia – la deputata del PS – prima firmataria.

“Amnesty International denuncia da tempo la violenza esercitata da parte di trasportatori, trafficanti e gruppi armati nei centri di detenzione in Libia e altrove (nonostante gli accordi con le nazioni unite): pestaggi, violenze sessuali, stupri di gruppo, torture, sfruttamento e schiavitù” afferma l’atto parlamentare.

Nel testo viene citato il nuovo rapporto dell’UNHCR, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, sui rischi di violenza sessuale e di genere alla quale le donne rifugiate che attraversano l’Europa sono sottoposte. Un rapporto con cui vengono proposte delle misure di protezione per le migranti.

L’interrogazione inoltrata da Gina La Mantia chiede al Consiglio di Stato se le raccomandazioni dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite siano state adottate e in che modo, e se esistano dei protocolli e delle modalità di intervento, d’aiuto e di sostegno per le donne e bambini che richiedono asilo nel nostro paese. Infine è stato chiesto se siano previsti strumenti e servizi specifici per i migranti particolarmente vulnerabili o traumatizzati (minorenni non accompagnati, donne vittime di violenza).

 

Trasparenza nel finanziamento della politica: continua la raccolta firme

Durante questo mese di marzo diamo vita ad una campagna lanciata dal PSS e già attiva da qualche mese sul tema della trasparenza nel finanziamento della politica. Il nostro primo obiettivo è la raccolta della nostra quota di 2’800 firme per l’iniziativa nazionale lanciata dal Partito. Secondo traguardo è quello di tematizzare una questione che è di fondamentale importanza per il Partito.Siamo infatti l’unico partito di Governo, a livello cantonale e nazionale, che non accetta finanziamenti da imprese, gruppi di interesse, assicurazioni e banche. Questa coraggiosa e coerente scelta è stata ribadita con forza durante l’ultimo congresso del PSS ed evidenzia la totale indipendenza del Partito Socialista.

In un’epoca in cui i costi delle campagne elettorali sono sempre più elevati, siamo orgogliosi di questa nostra scelta e, dobbiamo rimarcare questa fondamentale differenza con gli altri partiti esigendo che ci sia finalmente più trasparenza nel finanziamento della politica. Vogliamo quindi dare il nostro contributo come sezione cantonale del PS svizzero e vi chiediamo – membri e simpatizzanti del PS – di aiutarci partecipando a questa breve campagna che si concluderà, in questa prima fase, a fine marzo.

La partecipazione e il contributo di tutti noi è fondamentale. Come?
Potete innanzitutto stampare il formulario, firmarlo e farlo firmare ad amici e parenti ed inviarlo alla sede cantonale del Partito Socialista (Piazza Governo 4, 6500 Bellinzona).

Vi preghiamo anche di partecipare agli eventi di presenza sul territorio, annunciandovi attraverso i seguenti doodle o contattando i vari coordinatori locali:

Locarnese: http://doodle.com/poll/b3scsdtbu8zdezch

Bellinzonese: http://doodle.com/poll/mgvq4sscwypmqh5b

Luganese: http://doodle.com/poll/hvfmck8vzytfhxug

Mendrisiotto: http://doodle.com/poll/guvgcbfm2zbku79i

 

Previdenza 2020: il progetto del Consiglio degli Stati è già un compromesso

Il Partito Socialista respinge il recente tentativo di PLR e UDC di trasformare la riforma della previdenza della vecchiaia 2020 in un progetto di destra. La proposta del Consiglio degli Stati è di per sé un compromesso.
La riduzione del tasso di conversione, con cui vengono calcolate le rendite, e l’aumento dell’età pensionabile sono possibili se e solo se le rendite AVS verranno aumentate di 840 franchi all’anno. Il PS non farà nessun’altra concessione e questo, se risulterà necessario, con l’appoggio del popolo.

 

Il Gruppo PS sostiene il pluralismo dei media e rifiuta «No Billag»

L’ideologia del profitto massimo, la riduzione della quantità dei giornalisti in seno alle redazioni e la chiusura di titoli in Svizzera mettono in pericolo il pluralismo dei media in Svizzera.
Ecco perché il Gruppo Socialista in Parlamento richiede che gli aiuti indiretti alla stampa mutino, diventando delle sovvenzioni dirette, garantendo così l’autonomia e l’indipendenza dell’insieme dei media. Rifiuto, espresso dal Gruppo PS, per l’iniziativa “No Billag”, il cui scopo è lo smantellamento della SSR.

 

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