«Più controlli, più trasparenza e dignità per le donne» newsSocialiste – n°9, 3 marzo 2017

 

Caso Argo 1: più controlli e presenza dello Stato

I fatti e gli elementi che continuano a emergere riguardo al caso dell’agenzia di sicurezza Argo 1 – il cui impiegato 32enne è stato arrestato poiché ritenuto un presunto reclutatore di Isis – mostrano il quadro di una situazione molto preoccupante.
Il Gruppo PS in Gran Consiglio ha presentato un’interrogazione con la quale ha chiesto delle spiegazioni al Consiglio di Stato. Alla ditta Argo 1 è stato dato mandato diretto per quanto riguarda la sorveglianza in più centri di richiedenti d’asilo ed è importante oggi sapere per quali motivi è stato dato e in base a quali articoli della Legge sulle commesse pubbliche. La stampa, in particolare il sito tio.ch, ha affermato che l’ammontare del mandato fosse di 600’000 franchi. Una somma in contrasto con la legge che legge i mandati diretti e che richiede le spiegazioni del Consiglio di Stato.

L’intreccio di società che hanno condotto alla creazione di Argo 1, così come dei nominativi ad esse legate, suscitano degli interrogativi che devono trovare risposta. Nominativi coinvolti in precedenti inchieste che avrebbero dovuto generare più attenzione in seno alle autorità ticinesi di controllo.
La Argo 1, in più, è domiciliata a Cadenazzo, in una via che registra un eccessivo tasso di fallimenti di società. Un fatto che in passato ha già allertato le autorità tanto che nell’aprile del 2014 e a maggio del 2015 sono state condotte delle inchieste, effettuati dei controlli di polizia e sono state aperte delle procedure giudiziarie.

Intervistato dalla Regione per un articolo pubblicato oggi, Igor Righini ritiene che questo caso – sommato allo scandalo dei ‘permessi facili’ – debba condurre a più controlli e una maggiore presenza dello Stato: «lo Stato deve usare i suoi mezzi per vigilare affinché il malaffare o eventuali sacche d’illegalità vengano estirpate» ha affermato.

Iniziativa per la trasparenza nel finanziamento della politica: partecipiamo alla raccolta firme

La campagna di voto dello scorso 12 febbraio è stata molto intensa e grazie all’aiuto di tutti voi siamo riusciti a vincere il referendum contro la Riforma III dell’imposizione delle imprese. Abbiamo combattuto con una constante presenza sul territorio i milioni spesi dalle grandi imprese e dai grandi finanziatori. Si calcola che il campo del Sì abbia speso più di 4 milioni di franchi rispetto a poco più di 450.000 per il fronte di sinistra.

Durante il mese di marzo daremo vita ad una campagna lanciata dal PSS e già attiva da qualche mese (http://www.ps-ticino.ch/)  sul tema della trasparenza nei finanziamenti alla politica. Gli obiettivi saranno due, il primo è quello di raccogliere la nostra quota di 2800 firme per l’iniziativa nazionale lanciata dal nostro partito l’anno scorso, il secondo è quello di tematizzare una questione che è di fondamentale importanza per il Partito. Siamo infatti l’unico partito di Governo, a livello cantonale e nazionale, che non accetta finanziamenti di imprese, gruppi di interesse, assicurazioni e banche. Questa coraggiosa e coerente scelta è stata ribadita con forza durante l’ultimo congresso del PSS e sottolinea la totale indipendenza del Partito Socialista. In un’epoca nella quale i costi delle campagne elettorali sono sempre più elevati, siamo orgogliosi di questa nostra scelta e, dobbiamo rimarcare questa fondamentale differenza con gli altri partiti esigendo che ci sia finalmente più trasparenza nel finanziamento della politica.

Vogliamo quindi dare il nostro contributo come sezione cantonale del PS svizzero e vi chiediamo, come membri e simpatizzanti del PS, di aiutarci partecipando a questa breve campagna che si concluderà, nella sua prima fase, a fine marzo.

La partecipazione e il contributo di tutti noi è fondamentale. Come?

 

 

Battiamoci per la dignità delle donne

Mercoledì prossimo è l’8 marzo, la Giornata internazionale della donna.  Il tempo passa, ci vantiamo spesso di vivere in una società evoluta eppure le discriminazioni e le disparità di cui le donne sono vittima non sono ancora risolte. L’8 marzo di quest’anno sarà marcato da una marcia internazionale che oltrepasserà la ricorrenza celebrativa.

Mercoledì sarà una giornata di vera lotta per la dignità delle donne. Dignità che significa lavoro, parità salariali e di trattamento; dignità per le donne contro le discriminazioni, la violenza e il sessismo che le colpiscono. Disparità e discriminazioni che riguardano anche la rappresentanza delle donne in più ambiti della società, in particolare l’economia e la politica.

La disparità salariale in Svizzera è del 22%. La proporzione di donne in seno alla direzione nelle società quotate in borsa non giunge al 20% né il 30% nei consigli d’amministrazione delle altre aziende: delle quote che rappresentano un obiettivo da raggiungere secondo il Consiglio Federale. Si tratta di rispettare la parità donna-uomo iscritta nella Costituzione.
Disparità che però si esprimono secondo proporzioni differenti e molto preoccupanti, colpendo in modo nettamente maggiore le donne in materia di violenze subite, di sessismo e di tasso di precarizzazione.

Oltre  mobilitazione dell’8 marzo per la dignità della donna, l’invito a partecipare anche a due eventi seguenti: “Donne sulle frontiere” e “Il tempo delle donne”  (vedi volantini).

Previdenza 2020: aumentiamo le rendite AVS di 70 franchi al mese

Durante la settimana il dibattito e le discussioni alle Camere federali sono stati marcati da Previdenza 2020, il progetto per la previdenza della vecchiaia. In Parlamento si sono affrontati due campi, due idee e due modi d’intendere la previdenza sociale opposte tra loro. Da un lato la proposta del Consiglio degli Stati sostenuta dal PS e dal PPD. Questa proposta intende compensare la riduzione del tasso di conversione LPP, utilizzato per calcolare le rendite, con un aumento di 70 franchi mensili delle rendite AVS. Si tratta della proposta equa e sociale poiché i contributi all’AVS sono proporzionali al reddito. In questo modo le rendite AVS potranno essere aumentate attraverso un contributo collettivo proporzionale ai redditi dei contribuenti al fine di migliorare le rendite per tutti. Si tratterebbe del primo miglioramento delle rendite AVS da 20 anni e un aumento sostanziale da 40 anni a questa parte.
Al Nazionale UDC e PLR si sono opposti a questa proposta, preferendo la soluzione dell’aumento del capitale del 2° pilastro, ovvero un modo d’intendere la previdenza sociale fortemente centrata sull’individualismo. L’opposizione della Destra alla proposta del Consiglio degli Stati ha adottato argomenti strumentali. 70 franchi al mese sono un importo che non va sottovalutato alla luce, soprattutto delle rendite minime e delle persone che non dispongono di un sostanziale capitale privato destinato alla previdenza per la vecchiaia.

La maggioranza al Nazionale ha inoltre rilanciato l’idea di aumentare l’età pensionabile nel caso di ristrettezze dell’AVS: un progetto che gli Stati hanno già nettamente bocciato. Con il modello sostenuto dal PS si garantisce il livello delle rendite attuali, si salvaguardano le finanze dell’AVS fino al 2030 e si elimina la proposta della destra di aumentare l’età di pensionamento a 67 anni.
Ieri la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati ha ribadito la sua posizione: la riduzione del tasso di conversione va compensata con un aumento delle rendite AVS di 70 franchi. Martedì 7 marzo gli Stati tratteranno di nuovo la riforma Previdenza 2020, poi il lunedì successivo il dossier tornerà al Consiglio Nazionale. Il PS non abbasserà la guardia in questo importante dossier e non intende per nulla cedere alla pressione della destra in Parlamento.

 

Ueli Maurer sospenda il suo piano d’austerità

Sebbene il netto NO espresso dal popolo contro la Riforma III delle imprese non abbia pesato sulle casse della Confederazione, il Consigliere federale Ueli Maurer continua a voler portare avanti i suoi piani d’austerità, i tagli alle risorse e la riduzione dei budget. Sono stati pianificati dei nuovi tagli nell’ambito dell’auto allo sviluppo e della formazione del personale. In programma anche la riduzione delle prestazioni complementari e dell’assicurazione invalidità a partire dal 2019. Questo sebbene sia stato deciso di tagliare nei sussidi per i premi cassa malati. Tagli pianificati mentre, settimana scorsa, sono stati resi pubblici i i conti per il 2016 che presentano uno scarto favorevole di 1250 milioni rispetto a quanto pianificato!

Il PS esige che il Consigliere federale Ueli Maurer sospenda questo deleterio piano di smantellamento e presenti quanto prima un messaggio riguardo alla compensazione finanziaria della nuova versione della Riforma III.

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