PS Informa numero 43, 9 dicembre 2016

Referendum e RIII imposizione delle imprese: votiamo quattro NO

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NO alla riduzione delle prestazioni sociali
La politica dei tagli a spese della popolazione e a scapito di chi ne ha bisogno va fermata!
Rifiutiamo ulteriori tagli a prestazioni necessarie alle famiglie, ai loro figli, agli anziani e alle persone invalide. Queste prestazioni permettono loro una vita dignitosa!

NO a continui tagli a scapito dei più bisognosi!
Il forte aumento dei premi cassa malati e degli affitti sommato a salari sempre più deboli, a un precariato diffuso causa difficoltà a molte famiglie.
Il ceto medio è in affanno, il tasso di povertà del nostro Cantone è allarmante. Opponiamoci a chi vuole smantellare le conquiste della nostra politica sociale e famigliare.

NO a una minore qualità del sistema giudiziario
Diciamo NO alla riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi e proteggiamo la qualità del nostro sistema giudiziario, difendiamo la nostra sicurezza e delle valide decisioni di giustizia.

NO a regali fiscali ai danni della classe media
Oltre ai tagli nella formazione, nella sanità e nel sociale la Confederazione vuole portare avanti la Riforma fiscale delle imprese III (RIEIII) che ridurrà le entrate di 2,7 miliardi l’anno. Si tratta di una fregatura ai danni dei cittadini, a favore delle grandi aziende e dei loro azionisti.

Il Consiglio nazionale ha votato l’aumento della franchigia minima

votofranchigeInvece di portare avanti una politica nell’interesse delle famiglie e delle economie domestiche tartassate dai premi cassa malati, che fa il Consiglio nazionale? Decide di aumentare la franchigia minima. Risultato? Più costi diretti per gli assicurati, senza un effetto sui costi sanitari.

Negli ultimi 20 anni le franchigie sono raddoppiate. La partecipazione ai costi pure, ma i costi sanitari e i premi non sono diminuiti. Invece di agire concretamente per ridurre i prezzi dei farmaci, evitare gli interventi inutili e combattere la liberalizzazione del settore ospedaliero che fa la destra? Chiama alla cassa chi ha difficoltà economiche e malattie croniche.

Chi tra i Consiglieri ticinesi ha votato per l’aumento della franchigia minima? Merlini e Cassis (PLR), Romano e Regazzi (PPD), Pantani e Quadri (Lega), Chiesa (UDC).
La sola Ticinese che si è opposta è Marina Carobbio che con il PS ha votato contro questa pessima decisione.

Addio a Giovanni Orelli

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Il PS si è unito con commozione al cordoglio per la scomparsa di Giovanni Orelli, già granconsigliere socialista durante un quadriennio, i cui funerali si sono tenuti martedì.

Con questo triste evento è venuto a mancare un illustre uomo di cultura, un grande scrittore che con il suo pensiero, le sue opere e il suo impegno morale ha segnato la nostra memoria. Sentite condoglianze ai famigliari di Giovanni Orelli.
I delegati ticinesi del PS, al Congresso del PSS a Thun, gli hanno reso omaggio citando questo passo de “L’anno della valanga”:

«Giura: non scrivere mai patetiche elegie sul tuo paese che sarà deturpato. Giura: o un feroce silenzio (male) o la razionale opposizione politica: scegli, ma non l’elegia della memoria, che finisce col fare i comodi di chi comanda male, cioè mangia addosso al paese e fa in modo che il paese imputtanisca. Quanto poi a te in particolare lo sai bene: che devi vivere in un porto o presso la stazione, ovunque c’è la formicolante vita degli uomini che vivono.»

Idroelettrico ticinese in pericolo

diga_luzzoneBruno Storni, deputato PS in Gran Consiglio l’ha scritto qualche settimana fa, prima della votazione sull’uscita pianificata dal nucleare entro il 2029: la votazione sarebbe stata un’ottima occasione per generare uno slancio favorevole all’idroelettrico ticinese. E come lui, molte altre personalità del PS hanno ribadito quest’idea.

L’annuncio dei posti di lavoro in pericolo nell’idroelettrico a pochi giorni dall’esito dell’iniziativa sul nucleare è molto preoccupante.
La strategia energetica 2050 va rispettata. Occorre ancora più tenacia.
Da noi contattato, Bruno Storni  ha ribadito la sua analisi. “Bisognava appoggiare l’idroelettrico prima e doveva farlo anche il Consigliere di Stato Christian Vitta, anche perché è il Presidente della Conferenza dei Cantoni alpini”. “I cantoni come Zurigo e Berna, che detengono del capitale in seno alle società che gestiscono le centrali nucleari – afferma Bruno Storni – hanno difeso i loro interessi. Non lo hanno fatto le autorità ticinesi”.

Le cause delle difficoltà per l’idroelettrico? La concorrenza sui prezzi provocato dalle centrali a carbone, del nucleare sovvenzionato e del progresso tecnologico delle energie rinnovabili.
Soprattutto la liberalizzazione del mercato dell’energia.  Il prezzo attuale dell’energia è indegno del nostro settore idroelettrico. Il margine legato ai tagli del personale nel settore pure: il 5% su 4-5cts/kWh.
Ora tocca fare di tutto perché la strategia 2050 avanzi senza intoppi né compromessi. L’UDC sta già raccogliendo le firme contro, il PS s’impegna invece perché la strategia venga rispettata.

Congresso a Thun: il PS è pronto per affrontare il futuro

fotocongressoIl Congresso del PSS, tenutosi a Thun lo scorso fine settimana, ha riscontrato un importante successo. Più di 500 i delegati provenienti da tutta la Svizzera.
Il presidente del Partito Christian Levrat è stato rieletto e questo sarà per lui il terzo mandato. Rielezione anche per le vicepresidenti Marina Carobbio, Géraldine Savary, Barbara Gysi e per il vicepresidente Beat Jans. Non si è ripresentato Fabian Molina: Tatiana Funiciello, l’attuale presidente della Gioventù socialista –  Giso –  è stata eletta vicepresidente.

Il Consigliere federale Alain Berset ha aperto il Congresso sabato mattina con un discorso che ha trattato i temi dell’uguaglianza, anche in termini salariali, della lotta contro la povertà e di previdenza vecchiaia.  Christian Levrat ha denunciato la deriva populista, ribadito la necessità del PS nell’attuale paesaggio politico e quale barriera contro l’avanzata dei nazionalismi e delle politiche reazionarie.

L’atteso dibattito sulla democratizzazione dell’economia ha avuto luogo: sono state espresse più opinioni, nel rispetto di ciascuna. Il documento riguardo a una più importante partecipazione dei lavoratori nelle decisioni dell’economia, democratizzando di fatto le sfere della stessa, è stato adottato con 375 voti contro 59.

Il Congresso ha deciso di confermare la posizione storica del PS, fondata su trasparenza e indipendenza, a proposito delle donazioni delle aziende: il Partito non le accetterà. Per quanto riguarda la relazione della Svizzera con l’UE è stato adottato il documento programmatico “Roadmap Europa”, il quale auspica un’intensificazione delle relazioni con Bruxelles. L’adesione all’UE non è stata ritenuta oggi prioritaria: il Congresso ha preferito scegliere per ora una via che tenda a un rapporto “multilaterale” con l’UE.

Infine le indicazioni di voto per gli oggetti del 12 febbraio 2017: NO alla Riforma dell’imposizione alle imprese III, SÌ alla naturalizzazione facilitata per la terza generazione, NO a FORTA.

I documenti del Congresso di Thun

Pubblicità, tabacco e giovani: un’occasione andata in fumo

fumo-sigaretta-535x300Dopo il Consiglio degli Stati, che l’ha rifiutato a giugno, ieri anche il Consiglio nazionale ha votato contro il progetto di legge proposto dal Consiglio Federale volto a ridurre la pubblicità di sigarette (101 No, 75 Sì), soprattutto per proteggere i giovani.

Un’occasione andata in fumo, anche perché PS e Verdi – col sostegno dei verdi liberali e del PBD – hanno proposto di discutere almeno del progetto, pur modificandone -eventualmente- dei tratti.
La maggioranza PPD, PLR e UDC non ne ha voluto sapere e ha votato contro: il progetto di legge torna dunque sul tavolo del Consiglio Federale. Così si perderanno almeno altri due anni. Il Consiglio Federale ha sottoscritto una Convenzione dell’Organizzazione Mondiale della sanità al riguardo e la nuova legge sarà dunque indispensabile per ratificare l’impegno preso.

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‘Prima i nostri’: tanto fumo, niente arrosto

La montagna avrebbe potuto partorire almeno un topolino, ‘Prima i nostri’ invece non sta partorendo nemmeno quello.
Che fosse inattuabile, il PS lo ha affermato, ribadito e ha pure proposto che iniziativisti, firmatari, sostenitori e soprattutto i rappresentanti dei partiti che hanno sostenuto quest’iniziativa rendano pubbliche le loro proposte.

Ad oggi, concretamente, non c’è l’ombra di un minimo risultato. Anzi, ancora meno. Alle prime vaghe e inutili prese di posizione degli iniziativisti riguardo l’applicazione di ‘Prima i nostri’ nel settore pubblico, in cui non c’è nulla da applicare perché quanto proposto viene già fatto, la commissione presieduta da Gabriele Pinoja ha partorito un’iniziativa con cui chiede che ‘Banca Stato’ applichi ‘Prima i nostri’. ‘Banca Stato’ che contrariamente a Gabriele Pinoja non impiega personale non residente.

Tanto fumo, ma non una proposta concreta. E anche questo fumo non è né salutare né gratuito. Risultato? Nullo. D’altronde il contrario avrebbe sorpreso più di quanto potrebbe fare un topolino che partorisce una montagna.

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RUAG ha aperto una filiale negli Emirati Arabi!

Un’inchiesta pubblicata da “Le Matin Dimanche” e dalla “SontagsZeitung” ha rivelato che il fabbricante d’armi RUAG, il cui capitale è interamente detenuto dalla Confederazione, ha aperto una filiale negli Emirati Arabi Uniti.
L’apertura di ‘Ruag Simulation Company LLC’ ad Abu Dhabi è avvenuta benché gli Emirati Arabi siano agli avamposti della guerra nello Yemen.
Gli Emirati Arabi hanno già fatto passare in Giordania migliaia di granate svizzere, di cui una parte, nel 2012, è stata utilizzata nella guerra in Siria.

Rivela l’inchiesta che pochi mesi prima di IDEX, una delle più grandi fiere mondiali dell’armamento che si tiene ad Abu Dhabi, RUAG ha acquistato un inserto pubblicitario di mezza pagina nel catalogo della fiera. Una pubblicità in cui RUAG afferma: “Ci impegniamo per i nostri stimati clienti del Medio Oriente. È un onore essere qui”. Grazie alla filiale di Abu Dhabi, RUAG afferma senza mezzi termini che “intende sviluppare la sua presenza in Medio Oriente” e “rafforzare il servizio alla sua clientela”.

Ricordiamo il voto della mozione “Arresto immediato delle esportazioni di materiale bellico verso i Paesi arabi” – tra cui gli Emirati Arabi Uniti – dei Consiglieri nazionali ticinesi.
Marina Carobbio: Sì
Contrari: Ignazio Cassis, Roberta Pantani, Lorenzo Quadri, Fabio Regazzi e Marco Romano.

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