PS Informa numero 41, 25 novembre 2016

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Uscita dal nucleare? SÌ!

Il 27 novembre è domenica – dopodomani – e sarà un giorno decisivo per il futuro energetico della Svizzera. C’è chi ha già votato, c’è chi invece non l’ha ancora fatto ma ha tempo fino a domenica per votare SÌ all’uscita pianificata dal nucleare entro il 2029.

Ogni voto conta per questa votazione che se sarà accettata entrerà nella storia: permetterà di spegnere le vetuste centrali nucleari svizzere, evitando il rischio di una catastrofe nucleare sul nostro territorio. L’uscita dal nucleare è fattibile e sarà un incentivo per le energie rinnovabili, per il risparmio energetico, per le soluzioni di efficienza energetica. Con l’uscita dal nucleare verrà dato un impulso alla produzione di energia rinnovabile in Svizzera, ai settori dell’idroelettrico e del fotovoltaico. Un recente studio ha dimostrato che la rinuncia al nucleare creerà 5’000-6000 posti di lavoro.

L’energia nucleare non ha futuro: Alpiq ha cercato di sbarazzarsi della centrali di Gösgen e Leibstadt per 1 franco simbolico senza trovare un solo acquirente. Il reattore di Beznau I è fermo e ha 47 anni, la centrale di Leibstadt è allo stop. È la dimostrazione che non dipendiamo dall’energia nucleare e che l’uscita dal nucleare è fattibile.
Chi non ha ancora votato per l’uscita dal nucleare può farlo entro domenica, mentre chi ha già votato può ancora convincere amici, famigliari, conoscenti.

Votiamo SÌ entro domenica: non ce ne pentiremo!

 

Il PS Valle di Blenio dice Sì al Parc Adula

parc-adula-tischset-006-1000La sezione PS Valle di Blenio sostiene all’unanimità il progetto Parc Adula poiché ritiene che sia una grande e irripetibile opportunità per lo sviluppo sociale ed economico della valle.

Con il progetto Parc Adula sarà dato alla valle un nuovo valore senza che vi siano aggravi finanziari per i comuni, generando ricadute per l’economia bleniese e posti di lavoro. Il progetto partecipa al finanziamento di opere e interventi promossi da comuni e patriziati al fine di valorizzare il patrimonio territoriale, agricolo, forestale e storico-culturale della Valle di Blenio.

L’assemblea del PS Valle di Blenio sostiene Parc Adula con convinzione e invita gli elettori a fare altrettanto. Una spinta decisiva per invertire e rilanciare la spirale negativa che colpisce la Valle di Blenio potrà essere data solo facendo prova di fiducia e coraggio.

 

Povertà infantile, esclusione sociale

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«La povertà in età infantile può incidere negativamente sulla partecipazione e sulle possibilità di sviluppo dei bambini ed è considerata come un fattore di rischio di povertà ed esclusione sociale in età adulta»: lo afferma l’Ufficio federale di statistica che ha effettuato una ricerca sulla povertà e i giovani.
Questa disparità nasce da fattori che singolarmente possono apparire poco rilevanti come la possibilità di frequentare corsi ricreativi o sportivi a pagamento, la possibilità di avere una scrivania per lo studio separata dall’ambiente famigliare. È la somma di questi fattori che contribuisce fortemente a penalizzare lo sviluppo e le scelte future dei giovani.

E se i dati a livello svizzero sono preoccupanti, dobbiamo purtroppo constatare che la situazione in Ticino è nettamente peggiore. Il paragone dei tassi di povertà e di rischio povertà nazionali e cantonali 2014 conduce a un bilancio allarmante.

Nel 2014 il tasso di povertà a livello nazionale era del 6,5% rispetto al 15% del Ticino. Per quanto riguarda il rischio di povertà il tasso ticinese è più del doppio (28%) di quello nazionale (13,5%).
Questo dimostra che bisogna opporsi alle misure che riducono gli assegni famigliari e i sussidi per i premi casse malati. I tagli allo Stato sociale stanno progressivamente smantellando un sistema che permetteva alle famiglie di evitare il ricorso all’assistenza sociale. che offriva delle pari opportunità ai figli di tutte le famiglie e che cercava di garantire l’equilibrio sociale del Cantone.

L’articolo di Ivo Durisch

 

Nuova tecnologia nucleare: esplodono i problemi e i costi

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“La situazione del settore nucleare francese è molto preoccupante”. Lo ha affermato Pierre-Franck Chevet, il presidente dell’Autorità di sicurezza nucleare francese (ASN).
L’ASN ha obbligato allo stop 12 reattori nucleari francesi sottoponendoli a rigorosi controlli dopo che un importante difetto è stato riscontrato nel reattore della centrale EPR di Flamanville.

Quella di Flamanville, in Normandia, è una delle quattro centrali in costruzione secondo le ultime tecnologie, vantate soprattutto dagli ambienti che sostengono il nucleare. Il progetto iniziale prevedeva di ultimarla entro il 2012 per un costo di 3.3 miliardi di euro. Invece il cantiere cominciato nel 2007 è tutt’oggi in corso.
Una lunga serie di anomalie e di problemi ha rallentato i lavori e fatto lievitare i costi.
La centrale EPR di Flamanville non sarà terminata prima del 2018 e – ammesso che possa realmente funzionare – costerà almeno 9 miliardi di euro.

Le nuove tecnologie per le energie rinnovabili, invece, sono sicure, meno care e funzionano. In Svizzera 55’000 progetti nel rinnovabile sono pendenti a Berna: questo è il futuro, non il nucleare. Entro domenica diciamo SÌ all’uscita dal nucleare.

 

Grande capitale e povertà

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Di nuovo, questa settimana, è stata pubblicata una notizia fondata su una media sui redditi che non ha nessun significato se non quello di trarre in confusione i lettori. Gli Svizzeri sarebbero i più ricchi del mondo, con più di 500’000 franchi in media per adulto. Ovviamente, nel calcolo sono stati presi in considerazione anche Jorge Lemann (una fortuna stimata di 20 miliardi di franchi), le famiglie Hoffmann e Oeri (22 miliardi), i Bertarelli (11 miliardi) e tutti gli altri multimilionari che vivono in Svizzera.

La vera realtà è un’altra, è dura, allarmante ed è stata messa in risalto durante la Conferenza nazionale contro la povertà, tenutasi martedì a Bienne. In Svizzera ci sono più di 500’000 poveri. Il sindaco socialista di Bienne Eric Fehr ha sottolineato come molte persone povere vivano la loro condizione nell’ombra e nel silenzio poiché si vergognano di chiedere aiuto all’assistenza sociale.

Una realtà che il Partito Socialista porta sistematicamente al centro del dibattito pubblico, che va affrontata con una migliore redistribuzione della ricchezza e che conferma come l’opposizione ai tagli delle prestazioni sociali sia necessaria per lottare contro l’aumento delle differenze che separano i ricchi dalle fasce più fragili della popolazione.

 

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Posto Occupato

L’azione “Posto Occupato”, volta a sensibilizzare a proposito della violenza domestica ricordando le sue vittime, è approdata in Gran Consiglio. Un “Posto Occupato” anche nella segreteria del PS e durante la seduta della Direzione del Partito.

In Svizzera l’anno scorso sono stati registrati ben 17’000 casi di violenza domestica con 40 interventi di polizia al giorno. Le vittime sono per la stragrande maggioranza donne, di tutte le estrazioni sociali. Il 13% delle vittime sono minorenni.

36 persone sono decedute a causa della violenza domestica tra cui 8 bambini in età prescolare. Il “Posto Occupato” ricorda simbolicamente tutte le vittime di violenza, escluse dalla vita pubblica.

 

Il PS in difesa del servizio pubblico

lufficio-postale-di-origlioIl Partito Socialista agisce, combatte e continuerà a lottare in difesa del servizio pubblico.
Per quanto riguarda la Posta, il PS disapprova i metodi della sua direzione e il fatto che abbia messo la popolazione, i cantoni e i comuni davanti al fatto compiuto decidendo di sopprimere 500 – 600 uffici postali e 1’200 posti di lavoro.
Questo modo di fare è tipico di aziende che badano solo al profitto, ma non devono essere i metodi di chi è chiamato a garantire un servizio universale a cui queste decisioni portano un pericoloso attacco.

Il servizio pubblico contribuisce a mantenere saldo il nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda le regioni periferiche: va dunque salvaguardato e i suoi posti di lavoro difesi. È intenzione del Partito Socialista perseverare nell’opposizione a decisioni che puntano cinicamente a smantellare le aziende di servizio pubblico al fine di privatizzare i settori più redditizi.

Il comunicato stampa

 

Il PS appoggia i consumatori, il PLR il grande capitale

FRAU, FRAUEN, EINKAUFSWAGEN, EINKAUFEN, LADEN, EINZELHANDEL, MIGROS, SUPERMARKT, LEBENSMITTEL, GESCHAEFT, LEBENSMITTELGESCHAEFT, EINKAUF, FILIALE, FILIALEN,

Dal 2011 al 2015 le organizzazioni svizzere dei consumatori hanno monitorato il voto dei Consiglieri al Nazionale in funzione degli oggetti a loro favorevoli come «il diritto a tariffe di roaming e SMS corrette», «la legge di protezione dei marchi, in particolare dell’etichetta Swissness» o «la protezione dei consumatori nell’ambito delle chiamate commerciali per telefono».

La classifica stilata dalle organizzazioni dei consumatori vede il PS al primo posto con il 93% dei voti favorevoli ai consumatori. Seguono i Verdi con l’88%. Il PPD ha votato la metà delle volte a favore e la metà contro. Il PLR ha votato contro i consumatori 7 volte su 10: questo significa che il PLR non difende gli interessi dei consumatori, ma che è schierato a favore delle grandi società e dei grandi interessi finanziari

Il PS appoggia, sostiene e vota a favore degli gli interessi dei consumatori, dei cittadini e della popolazione. Il PLR si schiera al contrario con le grandi società, favorisce il grande capitale e vota contro i consumatori. Invece di utilizzare le interrogazioni parlamentari come uno strumento intimidatorio, i deputati del PLR e della Lega farebbero meglio a guardare il proprio bilancio poiché si schierano sistematicamente in favore dei grandi interessi finanziari, contro gli interessi dei consumatori e dell’insieme dei cittadini.
Nulla impedisce loro di agire così, ma a questo punto varrebbe la pena decidere da che parte stare; da quella dei cittadini o dei grandi interessi finanziari

 

NO alla Riforma fiscale RIE III

einreichung2_0La maggioranza della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale ha votato dei tagli drastici al preventivo 2017-2020.

In questo contesto, in cui la Destra sta progressivamente smantellando le prestazioni sociali, appare assurdo che sia anche favorevole alla Riforma III fiscale delle imprese che ridurrà le finanze della Confederazione di 1.3 miliardi all’anno.

Solo una solida opposizione e un deciso NO il 12 febbraio 2017 può sbarrare la strada a questa decisione negativa per le finanze e per il futuro della Confederazione.

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