PS Informa numero 37, 28 ottobre 2016

Raccolta firme: traguardo in vista

firme_invioL’impegno e lo sforzo di chi ha a cuore la salvaguardia del principio di solidarietà sul quale è fondato il nostro Paese e raccoglie le firme per il referendum «No allo smantellamento dello Stato sociale» vanno salutati. Grazie all’insieme delle persone che contribuiscono e partecipano, a chi firma e fa firmare, il traguardo della raccolta firme è sempre più vicino. È quindi importante che i formulari firmati rientrino alla Segreteria del PS, piazza del Governo 4, 6500 Bellinzona.  Al fine di vidimare le firme, i formulari vanno spediti entro il 31 ottobre, mentre per le firme già vidimate l’ultimo termine per l’invio è il 3 novembre.

Preoccupante aumento dei casi in assistenza

i-rischi-dellaiuto-sociale-prolungato-2L’aumento dei casi d’assistenza sociale è molto preoccupante. I dati pubblicati martedì dalla Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DSS) mostrano che le persone a beneficio dell’aiuto sociale sono 7’862. Sono 880 casi in più rispetto all’anno scorso per un aumento del 12.6%. I nuclei familiari beneficiari dell’assistenza sono 5’237, un aumento annuo dell’8.7%. Cresce anche il numero di persone sole in assistenza che rimangono le più fragili in seno alla popolazione.

La politica dei tagli alle prestazioni sociali, decisa e votata dalla maggioranza di governo Lega-PPD-PLR, colpisce il ceto medio-basso della popolazione, costringendo i più deboli a chiedere l’assistenza sociale. Il PS si oppone con decisione a questa politica di destra che, invece di salvaguardare l’equilibro della società, accentua la ghettizzazione di chi vive nella precarietà.

Il comunicato stampa

Due nuovi Comitati regionali per il PS

Lunedì 24 e rispettivamente martedì 25 ottobre sono stati eletti i due nuovi Comitati regionali del Partito Socialista: il Comitato del Locarnese e quello del Mendrisiotto.

I Comitati regionali sono una cinghia di trasmissione tra il territorio, i militanti, le sezioni e la direzione del Partito.

Oltre ad affrontare concretamente delle problematiche locali, lo sviluppo delle tematiche regionali e la ramificazione sul territorio, i Comitati regionali permetteranno di rafforzare i legami tra i vertici e la base del Partito: un aspetto fondamentale perché il PS possa affrontare in modo solido ed efficace le sfide che lo attendono.

Il Comitato regionale PS del Locarnese:

Copresidenti: Augusto Canonica (Maggia) e Daniele Cavalli (Losone)
Membri di Comitato: Wanda Monaco (Terre di Pedemonte); Daniela Manfredi (Gordola); Franco Dellea (Gambarogno); Alberto Inderbitzin (Locarno)

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Il Comitato regionale PS del Mendrisiotto:

Copresidenti: Antonia Boschetti (Chiasso) e Giancarlo Nava (Ligornetto)
Membri di Comitato: Amalia Frigerio (Mendrisio); Laura Panzeri Cometta (Novazzano); Marco D’Erchie (Riva S. Vitale); Giancarlo Gerosa (Balerna); Renato Rossini (Morbio Inferiore).

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Il comunicato stampa

Sanità ticinese: un circolo vizioso?

costi-della-salute-sempre-piu-alti-1I costi per le cliniche private sono aumentati e il Cantone versa loro122 milioni. Per compensare questi costi, non si possono tuttavia tagliare 11 milioni nella socialità, ovvero 6 in politica familiare e 5 nei sussidi cassa malati. Il paradosso è che la popolazione più fragile subisce pesantemente, a causa dell’incremento della spesa sanitaria, sia l’aumento dei premi che la riduzione dei sussidi cassa malati. Insomma una doppia beffa.

Ivo Durisch, Capogruppo PS in Gran Consiglio, pone l’accento sull’importante aumento delle persone che non riescono a far fronte ai premi di cassa malati. Ne sono prova i contributi versati dal Cantone, che sono raddoppiati dal 2014 al 2015 passando da 6 a 12 milioni n importo che nel preconsuntivo 2016 sale a ben 16,5 milioni: un aumento del 175% in soli tre anni.

Se la volontà̀ è quella di arrestare veramente questo circolo vizioso della sanità ticinese, lo strumento principe che il governo può̀ utilizzare per ridurre i costi è la pianificazione ospedaliera. Ma in questo senso s’è fatto ben poco.

L’articolo di Ivo Durisch 

Disparità salariale fra donne e uomini

equal-pay-day-7-3-13-promis-bundeshausLa parità dei diritti fra donne e uomini è iscritta nella Costituzione svizzera dal 1981. Da 20 anni la legge include anche il diritto a percepire un salario uguale per un lavoro di uguale valore. Eppure le donne continuano a guadagnare un salario inferiore del 19.6%. Il PS continua a battersi perché il principio “a lavoro uguale salario uguale” venga rispecchiato concretamente nella realtà.

Anche il Consiglio Federale ha riconosciuto che la disuguaglianza salariale tra donne e uomini va combattuta. Mercoledì ha dunque fatto un passo in avanti proponendo dei controlli sui salari in seno alle aziende con più di 50 impiegate e impiegati. La revisione della legge presentata non costituisce una grande rivoluzione, ma ha almeno il merito di proporre un miglioramento. Manca ancora l’introduzione di sanzioni severe, ma la direzione presa è quella giusta.

Il comunicato del PSS

Salari e amministrazione pubblica

I salari in seno all’amministrazione pubblica sono una questione a cui il PS sta consacrando una particolare attenzione. I punti centrali su cui il Gruppo Socialista in Gran Consiglio ha lavorato presentando degli emendamenti e su cui continua a lavorare sono:

• la trasparenza dei criteri sui quali è stata elaborata la nuova scala degli stipendi;

• la creazione di una commissione paritetica di valutazione dei salari;

• i salari minimi, in particolare relativi alla prima classe e ai primi quattro scatti dell’evoluzione salariale.

Il PS ritiene che dei salari inferiori ai 3’500 franchi al mese non possano essere accettati in  seno all’amministrazione pubblica. Un punto supplementare che preoccupa il Partito Socialista è la riduzione dei salari del personale infermieristico.

Il Gruppo PS in Gran Consiglio sta analizzando la nuova legge stipendi al fine di estrapolare gli aspetti positivi e mettere in luce quelli negativi. In questo senso, il lavoro attuale del PS consiste nello studio di eventuali accordi in Parlamento sulla questione. Nel caso in cui non verranno trovati, il Gruppo PS si riserva la possibilità di presentare un rapporto di minoranza.

Nel frattempo è stata lanciata la petizione del personale dell’amministrazione pubblica contro la nuova legge sui salari.

La petizione

 

Tagli agli uffici postaliil-centralissimo-ufficio-postale-di-mendrisio-borgo-destinato-alla-chiusura

 La Posta ha annunciato mercoledì la chiusura di 600 uffici postali di qui al 2020, una decisione che in più tocca 1’200 persone che ci lavorano per cui il futuro è molto incerto. Questa decisione segue una politica di chiusura sistematica degli uffici postali che intacca e indebolisce il servizio pubblico creando di fatto un disservizio. Se questa decisione verrà mantenuta gli uffici postali, che nel 2001 erano 3’500, nel 2020 non saranno che 800. Syndicom contesta la decisione della Posta e i critieri sui quali è stata presa. Il sindacato afferma che «le cifre diffuse dalla Posta sul calo dei volumi delle lettere e dei pacchi sono falsificate » e che «quello che la Posta ha presentato non è affatto una strategia innovativa bensì un’esternalizzazione di servizi a subfornitori con condizioni di lavoro e salari notevolmente peggiori. »

Il comunicato stampa di Syndicom

  

Un incidente nucleare?

Cosa accadrebbe alla Svizzera nel caso di un incidente nucleare di notevole portata?

centraliLe nostre centrali si trovano in una zona densamente popolata: in caso d’incidente bisognerebbe evacuare un milione di persone, tante quante la popolazione del Canton Berna.
Una superficie uguale a quella del Canton Grigioni diverrebbe zona contaminata per decenni. Le conseguenze sarebbero dunque devastanti. I danni stimati dal Dipartimento per l’energia ammontano a 4’300 miliardi di franchi. L’intera Svizzera dovrebbe lavorare gratuitamente per 10 anni per compensare questi costi.

Sì all’uscita pianificata dal nucleare: gli argomenti