PS Informa numero 28, 26 agosto 2016

profughi

Il rispetto della dignità delle persone vale per tutti

“La società attuale è fatta anche di problemi che vanno risolti insieme. Per affrontarli possiamo contare su una carta comune. È la nostra Costituzione che contiene gli intendimenti e i fondamenti della Confederazione, validi per tutti noi: Svizzeri e stranieri, socialisti, leghisti, oppure simpatizzanti di altre forze politiche”: così inizia un vibrante comunicato firmato da Igor Righini, presidente del PS Ticino. Che, di fronte al dramma dei migranti e in modo particolare dei più giovane, ribadisce la sua fiducia nelle istituzioni, nella legge, nel lavoro delle guardie di confine, ma condanna pure “chi approfitta della propria carica istituzionale per manipolare i fatti di cronaca politica, strumentalizzandoli in favore delle proprie convinzioni”. Righini spiega le ragioni delle visite delle delegazioni socialiste a Como per formarsi un’opinione documentata e consapevole sulla situazione delle centinaia di migranti alle frontiere del nostro Paese e sul lavoro delle guardie di confine. Invoca i valori umanitari che contraddistinguono la Svizzera. Dissociandosi dalle intemperanze di alcuni agitatori (che peraltro potrebbero appartenere a qualsiasi partito), il presidente del PS Ticino invita in particolare il direttore del Dipartimento delle istituzioni a una dialettica politica e a un’informazione rispettose della verità dei fatti, della dignità delle persone e delle famiglie.

Il comunicato stampa


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AVSplus: una misura sostenibile

Perché aumentare l’AVS e non intervenire invece sul 2. pilastro? Semplice: perché l’AVS è molto più sicura e sociale, essendo gestita dallo Stato. Invece sul 2. pilastro intervengono le banche e le assicurazioni, che ci lucrano. Peggio ancora per il 3. pilastro. Entrambe le forme di assicurazione complementare sono più costose dell’AVS per le giovani famiglie. Questo spiega perché il 25 settembre voteremo Sì all’iniziativa AVSplus. Che è sostenibile per chiunque lavori: per esempio, su uno stipendio di 5’000 franchi al mese significa una detrazione di 20 franchi. Una piccola cifra, che poi si tradurrà in un aumento significativo al raggiungimento dell’età della pensione: 200 franchi in più per le persone sole e 350 per le coppie. Questo aumento è sostenibile: finché in Svizzera ci sarà chi lavora, l’assicurazione sarà finanziata. E l’AVS ne ha viste tante, fra recessioni economiche e crisi finanziarie. Eppure ha sempre sempre sempre pagato le proprie rendite, grazie a un sistema intelligente di finanziamento e all’aumento della produttività del lavoro. Tutte le previsioni catastrofiche finora si sono rivelate sbagliate: l’AVS è una conquista sociale del nostro Paese, da sostenere e anzi da rafforzare con un Sì all’iniziativa AVSplus il 26 settembre.

Molto importante! Il 10 settembre si terrà una manifestazione a Berna per difendere le pensioni e per promuovere il Sì ad AVSplus. È importante la presenza di tutti e di tutte. Per partecipare è possibile iscriversi alla segreteria del PS Ticino (email)

Per informazioni:


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Comitato cantonale il 27 agosto a Bellinzona

Il prossimo 25 settembre si voterà su cinque temi molto importanti. Il Comitato cantonale che precede una votazione è sempre l’occasione per confrontarsi e informarsi sulle ragioni e gli argomenti. Per questo la partecipazione è caldamente raccomandata. Il prossimo Comitato cantonale si terrà sabato 27 agosto a partire dalle 9 di mattina presso la Casa del Popolo a Bellinzona. Durante il Comitato cantonale sarà possibile consegnare i formulari della raccolta firme per il referendum RII3 “No all’eccessiva riduzione dell’imposta sugli utili per le imprese”.

La convocazione


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Economia verde

L’impronta ecologica svizzera è pari a 3 pianeti: se tutti nel mondo vivessero come noi, ci vorrebbero 3 Terre per sostenerci. Proprio pochi giorni fa, nell’Earth Overshoot Day, l’umanità ha superato il limite delle risorse rinnovabili del pianeta. Ma questo può cambiare: l’iniziativa “Per un economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)”, sulla quale voteremo Sì il prossimo 25 settembre, chiede infatti che entro il 2050 l’impronta ecologica del nostro Paese non superi una e una sola Terra.


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RII3: un insulto ai contribuenti del ceto medio, perciò firmiamo!

Se diventasse operativa la Riforma dell’imposizione fiscale delle imprese 3 (RII3), alcune aziende potrebbero pagare un’imposta sull’utile pari a un miserrimo 3%: un vero e proprio insulto ai normali contribuenti, che non possono godere di privilegi fiscali e devono adattarsi ad aliquote molto più alte. Se ritenete iniqua una misura come questa, dovete firmare e far firmare il formulario del referendum che chiede l’abrogazione della RII3 ed è sostenuto anche dal PSS e dalla GISO. Presto, però: mancano solo pochi giorni.

Il formulario


Contro lo Stato spione

Purtroppo in passato i Servizi segreti del nostro Paese hanno abusato del proprio potere: tutti ricordiamo lo scandalo delle schedature e dell’apparato di sorveglianza abusivo risalente agli anni ’80 e ’90. Ora la nuova Legge federale sulle attività informative (LAIn) vuole mettere nelle mani dei funzionari della sicurezza un nuovo potere: il diritto di frugare in tutte le nostre comunicazioni private, penetrando nei nostri computer in modo arbitrario e senza chiedere il permesso a un giudice, che in un Paese democratico dovrebbe garantire il rispetto dei diritti di ogni persona. Ora, è chiaro che l’emergenza del terrorismo potrebbe indurre molti a concedere questo potere agli apparati dello Stato: meno privacy in cambio di più sicurezza. Ma sarebbe un grande errore, perché queste misure estreme non si rivelano mai decisive: chi ha davvero qualcosa da nascondere, cioè i terroristi, trova comunque il modo per farlo, mentre le persone per bene finiscono inutilmente sotto il controllo di uno Stato occhiuto e spione. Sicché no, la privacy non si tocca: respingiamo la LAIn votando No il 25 settembre e chiediamo al Consiglio federale e al Parlamento di sviluppare una legge migliore, che protegga la nostra sicurezza senza violentare la democrazia.

Il sito web


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Insediamenti di magazzini e aziende: quali strumenti dare al Cantone?

“Si è accettato di tutto senza gettare uno sguardo più in là del proprio orticello per vedere le reali conseguenze economiche e sociali nel paese”. Ma che cosa si è accettato? È presto detto: l’insediamento nel nostro territorio di ditte di ogni genere. Ditte che ben poco hanno portato ai residenti e in compenso hanno peggiorato la qualità della vita e deteriorato il mercato del lavoro. Non solo: hanno compresso un modello di sviluppo più virtuoso e sostenibile. Per Ivo Durisch, capogruppo, e Carlo Lepori, deputato in Gran Consiglio, con un’iniziativa parlamentare in forma generica chiedono una modifica della legge edilizia che chiama in causa in modo più attivo il Cantone nel suo ruolo di garante della conformità di zona.

L’iniziativa