PS Informa numero 24, 23 giugno 2016

granconsiglio

Perché No al Consuntivo

Il Gruppo socialista in Gran Consiglio ha votato No al Consuntivo.

La pressione sui redditi è cresciuta fino a diventare insostenibile, il tessuto economico è fragile e spesso dominato dalla speculazione, aumentano la disoccupazione, la sotto-occupazione, la precarietà e l’indebitamento delle persone. Ma il Governo non propone nulla per recuperare il gap salariale del 20% che separa il nostro Cantone dal resto della Svizzera, continua a favorire i redditi alti e medio-alti nelle deduzioni fiscali, taglia anche i sussidi indispensabili e non vuole nemmeno sentir parlare di un aumento ragionevole del moltiplicatore cantonale. Insomma, non c’è traccia di una reale politica ridistributiva della ricchezza che possa davvero riassestare le finanze dello Stato e quelle delle economie domestiche più fragili.

Questo Consuntivo è il frutto di una gestione miope delle finanze dello Stato e non può trovare la nostra approvazione.


La posizione del Gruppo in Parlamento sulle iniziative in votazione molto probabilmente a settembre

Due sono le iniziative sulle quali si voterà in settembre: “Basta con il dumping salariale” e “Prima i nostri”.

Per quanto riguarda la prima, il Gruppo socialista ha votato a favore del controprogetto, che con uno stanziamento di 10 milioni nei prossimi 4 anni offre allo Stato nuove risorse per combattere il fenomeno del dumping e rappresenta comunque un passo avanti rispetto alla situazione attuale. Sul sostegno all’iniziativa si esprimerà il Comitato cantonale del PS, ed è verosimile che si decida di sostenere sia il controprogetto sia l’iniziativa.

L’iniziativa “Prima i nostri” invece è stata considerata assolutamente inaccettabile e improponibile, oltre che inapplicabile perché in contrasto con il diritto superiore. Un po’ diverso il caso del controprogetto, che pure è difficilmente applicabile perché contrasta con il principio della libera circolazione, ma quanto meno non applica i toni discriminatori e populisti dell’iniziativa e introduce nella costituzione dei principi a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e contro il dumping salariale. “Comunque resta il fatto che alimentare nel cittadino la paura verso lo straniero produce una società chiusa su sé stessa”, ha spiegato il capogruppo Ivo Durisch nel proprio discorso. Per i motivi sopra esposti il Gruppo ha lasciato ai propri deputati la libertà di voto.

L’intervento di Ivo Durisch in Gran Consiglio


luratilepori

In Gran Consiglio Saverio Lurati viene sostituito da Carlo Lepori

Saverio Lurati lo aveva annunciato al momento della propria candidatura alle Cantonali: in caso di elezione, avrebbe portato a termine alcuni importanti dossier in sospeso e poi avrebbe passato la mano. E così ha fatto: dopo un anno dall’inizio del quarto mandato, si è dimesso. Saverio, già presidente del Partito Socialista, è stato uno dei politici più attivi nell’area progressista e in Gran Consiglio. Grande è la nostra riconoscenza nei suoi riguardi e siamo certi che sarà sempre nostro compagno nelle sfide che ancora ci attendono.

Poiché Raffaella Martinelli Peter, prima subentrante, ha rinunciato, a Saverio subentra Carlo Lepori. Alla sua terza Legislatura, Carlo saprà senza dubbio investire tutta l’energia e le competenze di cui ha già dato prova in passato e per questo siamo ben felici di riaccoglierlo nel Gruppo parlamentare socialista.

Il comunicato stampa


Un giorno triste per l’Europa e per la Svizzera

L’uscita del Regno unito dall’Unione europea mette in pericolo la stabilità, la sicurezza e il benessere dell’intero continente e quindi anche della Svizzera. Nel quadro delle relazioni fra la Svizzera e l’Europa, la Brexit comporta un rapido allontanamento della conclusione dei negoziati. Perciò la Svizzera deve agire rapidamente e correggere la Costituzione, per salvare gli Accordi bilaterali.

Il comunicato stampa del PSS


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Assemblea dei delegati a Coira

Sabato si terrà a Coira l’Assemblea dei delegati del Partito Socialista Svizzero. All’Ordine del giorno il tema più importante: la Riforma dell’imposizione delle imprese III, contro la quale il PSS intende lanciare il referendum. La Riforma si prospetta estremamente dannosa per il Paese, poiché, nella forma voluta dalla maggioranza di Destra, prevede enormi perdite per le risorse dello Stato causate da regali fiscali alle imprese e ai loro azionisti. Una decisione così grave non può essere presa senza interpellare il popolo.

All’Assemblea dei delegati i rappresentanti ticinesi presenteranno due risoluzioni: sul dramma delle migrazioni e sul futuro delle Officine di Bellinzona. Entrambe sono disponibili sul sito del Partito.

La risoluzione sulle migrazioni

La risoluzione sulle Officine di Bellinzona


pioggia

Piove sempre sul bagnato: i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri

La notizia, comunicata questa settimana da Travail.Suisse, dell’aumento dello scarto fra le remunerazioni più alte e quelle più basse nelle imprese svizzere dimostra che i ricchi diventano sempre più ricchi, mentre i poveri restano al palo o addirittura diventano sempre più poveri. Tutto ciò nonostante i principi diffusi dai Partiti di Destra basati su un imprendere libero e senza controlli, dove la ricchezza dovrebbe corrispondere sempre al merito, al talento, ai risultati. Infatti i bonus e i salari stratosferici vengono elargiti anche ai manager di aziende dai risultati negativi, aziende costrette a licenziare o a precarizzare i propri dipendenti mentre i dirigenti ricevono decine di milioni di franchi. Perfino i manager di BSI, travolta dallo scandalo, hanno goduto di compensi milionari.

Tutto questo non sarebbe stato possibile se fosse stata accettata l’iniziativa 1:12, che noi abbiamo sostenuto. Ma non solo: anche dopo il rifiuto dell’iniziativa alle urne, non siamo rimasti con le mani in mano. A Berna abbiamo recentemente depositato una mozione, con la quale il consigliere nazionale Corrado Pardini chiede che non superi 500 mila franchi il salario massimo in tutte le imprese di cui la Confederazione è proprietaria o azionista di maggioranza. Infatti non ha senso che un dirigente guadagni più di un consigliere federale, sulle cui spalle pesa la responsabilità politica di quelle società. Inoltre Marina Carobbio Guscetti con un postulato a nome del Gruppo socialista vuole limitare le retribuzioni dei dirigenti delle casse malati: salari principeschi finanziati da chi paga i premi.

Noi vogliamo combattere la povertà e non siamo ostili alla ricchezza. Riteniamo inaccettabile una ricchezza immeritata e oltre ogni limite. Una ricchezza che oltretutto, con la Riforma dell’imposizione delle imprese III così com’è stata voluta dalla maggioranza di Destra alle Camere federali, potrà solo crescere ancora e ancora. Per questo sosteniamo e appoggiamo il referendum lanciato dal Partito Socialista Svizzero contro la Riforma: un’azione che nelle prossime settimane vedrà impegnato il PS anche in Ticino attraverso manifestazioni, bancarelle, volantinaggi. L’azione di ciascuno sarà importante e ogni firma preziosa: appena disponibile pubblicheremo il formulario nel nostro sito.


Quanti pazienti ticinesi vengono curati fuori Cantone?

Quanti pazienti vanno a curarsi fuori dal Ticino? E per quali malattie? E ancora: con quali conseguenze per la sanità ticinese? Un articolo pubblicato da “il Caffè” induce Milena Garobbio, Gina La Mantia e Ivo Durisch a interrogare il Governo su una modalità di cura diffusa nella sanità privata.

L’interrogazione


Legge sulle imprese artigianali: facciamo chiarezza in fretta!

La Legge sulle imprese artigianali (LIA) è entrata in vigore, il regolamento di applicazione è stato adottato e la LIA non è stata contestata davanti al Tribunale federale. Però sono già emerse delle proteste e la situazione è confusa. Sembra perfino esserci la possibilità che gli oneri previsti dalla LIA finiscano per dover essere rispettate dai soli artigiani ticinesi: un’ipotesi che si configurerebbe come un vero e proprio boomerang per le nostre imprese. Non solo: l’onere burocratico per l’iscrizione appare piuttosto elevato e che l’organizzazione dell’albo starebbe pensando a degli esami per verificare l’esperienza degli artigiani privi dei titoli necessari ma attivi da tempo in Ticino.

Con un’interrogazione, Gina La Mantia e Henrik Bang chiedono chiarimenti al Consiglio di Stato

L’interrogazione


AVSplus: comincia la campagna

AVSplus sarà il più importante fra i temi federali in votazione in settembre. Perciò dobbiamo mobilitarci in una campagna di voto che, possiamo prevedere, sarà resa difficile dalle vacanze estive.

Il Partito Socialista parteciperà alla campagna insieme ai sindacati e svilupperà anche una campagna propria. Sono previste bancarelle e volantinaggi. Chiunque voglia rendersi disponibile può prendere contatto con la segreteria scrivendo un email al segretario politico Carmelo Diaz del Morál.

Il sito dell’iniziativa


A Chandolin per il campus del PSS

Dal 4 al 7 agosto si terrà a Chandolin (VS) il campus estivo del PS svizzero, al quale prenderanno parte più di 120 membri del Partito. Fra i molti appuntamenti, un confronto sulle basi ideologiche e concettuali della socialdemocrazia con il professor Jakob Tanner, un colloquio con il professore di finanza Marc Chesney sulle alternative alla politica economica neoliberale e una discussione con l’esperta Judith Bucher circa l’accordo sugli scambi di servizi (TiSA). Inoltre si svolgeranno workshop ed esercitazioni sulla politica e sulla gestione delle campagne.

I workshop si terranno in tedesco e/o francese. In base al numero di partecipanti dal Ticino ci potrebbe essere anche un workshop italiano.

Il programma

Il form per l’iscrizione