PS Informa, edizione straordinaria

Deriva a Destra: il Partito Socialista si opporrà con ogni mezzo democratico

Dopo l’annuncio del PSS di volersi opporre con ogni mezzo democratico alla deriva verso Destra a livello nazionale, noi rileviamo come il Ticino ancora una volta si riveli un laboratorio politico per la politica nazionale. Un laboratorio dove si sperimenta il peggio, però. E il Partito Socialista vuole essere l’argine di questa esondazione di Destra: il Partito svizzero sul piano nazionale, quello ticinese sul piano cantonale.

È di ieri l’annuncio del Partito Socialista Svizzero di una resistenza, con tutti i mezzi a disposizione della democrazia diretta, contro la deriva a Destra della politica nazionale. L’UDC ormai fa il bello e il cattivo tempo, mentre il PLR e il PPD o stanno a guardare o, peggio ancora, sono complici. La politica neoliberista non si fa mancare niente: dagli sgravi fiscali per i ricchi, le imprese e i proprietari immobiliari fino ai tagli dei servizi e dei sussidi per il ceto medio e per le persone più in difficoltà, dalle connivenze con le potenti lobby economiche fino allo smantellamento dello Stato sociale, dalle spese assurde per l’esercito fino alla diffusione di una xenofobia strisciante. Lo abbiamo visto nei mesi scorsi: hanno tentato di bloccare la moratoria degli studi medici, hanno bocciato perfino il congedo parentale minimo di due settimane, si sono rifiutati di introdurre l’obiettivo della parità salariale nel programma di Legislatura, vogliono ridurre l’aiuto allo sviluppo quando invece hanno sempre detto che per affrontare il problema migratorio si deve rafforzare l’aiuto sul posto. Così non si può andare avanti, perché la situazione può solo peggiorare: i prossimi bersagli saranno le rendite di vecchiaia, l’età dell’AVS e più in generale la socialità. Per esempio, il consigliere federale Maurer ha già dichiarato che ci vorrà un ulteriore pacchetto di risparmio che tocchi le spese vincolate: ciò vuol dire tagliare sulla socialità, appunto.

Ecco perché il PSS prevede da oggi fino al 2019 di applicare quella che ha definito una “opposizione costruttiva”, continuando a portare avanti delle proposte nelle istituzioni ma ricorrendo con maggior frequenza allo strumento del referendum. Primo passo: il referendum contro la Riforma III dell’imposizione delle imprese, che, con una ridotta imposizione dei dividendi, va ancora oltre quanto previsto dal Consiglio federale.

Per resistere a questa pressione da Destra, serve un Partito Socialista forte, deciso e capace di garantire un’azione continua nel tempo. Per questo il presidente Christian Levrat e i vice, fra i quali anche Marina Carobbio Guscetti, si ricandideranno al Congresso del prossimo dicembre, tranne Fabian Molina, che lascerà la presidenza della GISO.

Il Ticino è un buon indicatore del quadro generale. Anche qui una maggioranza di Destra governa animata dagli stessi princìpi e con gli stessi scopi: dare a chi ha già molto e togliere a chi ha già poco. Fatta eccezione per il Partito Socialista e gli altri partiti dell’area progressista, purtroppo quasi ovunque in minoranza, non esiste alcuna opposizione seria. Perciò anche il PS Ticino annuncia la propria intenzione di resistere, con tutti gli strumenti della democrazia diretta.

Il comunicato stampa del PSS
I discorsi alla conferenza stampa