PS Informa numero 16, 22 aprile 2016

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Assemblea dei delegati

È un risultato all’insegna del dialogo e del confronto costruttivo con l’Unione europea, senza iniziative unilaterali che porterebbero a una rottura insanabile, quello che emerge dall’Assemblea dei delegati del Partito Socialista Svizzero riunitasi a La Chaux-de-Fonds sabato scorso. Un confronto però che non può prescindere da una critica verso un’istituzione nella quale il deficit di socialdemocrazia è palese.

Dopo il discorso di apertura di Simonetta Sommaruga, che ha evocato la brillante vittoria contro l’iniziativa democentrista “Per l’attuazione” e ha invitato tutti e tutte a sostenere la riforma della Legge sull’asilo, l’Assemblea si è concentrata sui rapporti fra il nostro Paese e l’Unione europea. Al centro dell’attenzione, il documento “Roadmap Europa, la Svizzera ha bisogno di buoni e stabili rapporti con l’Unione europea”, al quale erano stati presentati ben 37 emendamenti. In particolare, quelli proposti dal PS Ticino sono stati accettati. Inoltre l’Assemblea ha approvato alcune modifiche al testo in senso meno elogiativo e più critico verso l’Unione europea. Il cosiddetto Spazio economico europeo 2.0, pure in discussione all’Assemblea, è stato rinviato al Congresso per un approfondimento. Infine, è stata respinta l’idea di un’eventuale clausola unilaterale per applicare l’articolo 121a della Costituzione, votato il 9 febbraio dell’anno scorso, mentre viene sostenuto un accordo quadro istituzionale con l’UE.

Da ultimo, il presidente del PSS Christian Levrat ha ribadito che il Partito continuerà a opporsi alle misure proposte dalla maggioranza borghese uscita dalle ultime elezioni federali: tagli alle risorse dello Stato, smantellamento dello Stato sociale, regali fiscali ai ricchi e alle aziende, clientelismo verso l’esercito e l’agricoltura. E, tanto per cominciare, verrà lanciato il referendum contro la Riforma dell’imposizione delle imprese III.


 

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Primo maggio? No, di più!

Il 1. Maggio comincia il 28 aprile. E no, non è un paradosso: davvero quest’anno si prevedono quattro giorni di eventi all’Espocentro di Bellinzona dal 28 aprile al 1. maggio 2016. Tutti all’insegna della solidarietà, dell’incontro, della condivisione: concerti, spettacoli teatrali, proiezioni di film, dibattiti, cabaret. Davvero per tutti i gusti e le inclinazioni, per dire No a una società sempre più chiusa su sé stessa, insicura, sfruttata, alienata. Il corteo partirà domenica alle 10 in viale Officine a Bellinzona.

Chiunque abbia una sensibilità progressista non può non cogliere quest’occasione: l’invitio a partecipare è quindi esteso a ogni persona.

Il programma completo


Risparmi: che non paghino sempre i soliti!

Siamo alla vigilia dell’annuncio della “manovra finanziaria di rientro” per il biennio 2017-19. E c’è il timore che, ancora una volta, sia una manovra “lacrime e sangue”. Ma lacrime e sangue per i soliti noti, come sempre: le cittadine e i cittadini, ai quali ancora una volta si andranno a negare servizi e prestazioni fondamentali. Siccome di questa macelleria sociale non vogliamo nemmeno sentir parlare, abbiamo messo le mani avanti e pubblicato un documento nel quale chiariamo bene che, per quanto ci riguarda, non accetteremo misure che, come quelle già applicate in passato, facciano pagare il conto alle fasce più deboli della popolazione. Ora, è chiaro che la Riforma dell’imposizione delle imprese III, in discussione a Berna, avrà delle conseguenze anche per le finanze cantonali e comunali. Ma anzitutto bisognerà vedere se passerà lo scoglio del referendum, che di sicuro verrà lanciato. E anche in questo caso non dovrà essere applicata nel nostro Cantone in modo da ridurre il gettito e comunque dovrà essere controbilanciata da opportune politiche sociali.

Un’economia forte non viene favorita dai tagli fiscali, che sembrano essere l’unica ricetta conosciuta dai neoliberisti, ma da misure proattive e lungimiranti: l’insediamento di centri di eccellenza nella ricerca, l’accesso semplificato al credito e il miglioramento dell’accesso al mercato globalizzato per le imprese. Senza contare che, per far crescere l’economia, bisogna favorire i consumi, ma ovviamente non può consumare chi non ha soldi in tasca perché ha perso ogni aiuto sociale. Allora, se c’è un deficit strutturale nel nostro Cantone, non lo si risolverà facendo regali fiscali ma investendo nelle infrastrutture, nella formazione, nella conciliabilità fra lavoro e famiglia.

Il comunicato stampa

Il documento


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Confronti: è uscito il n. 86, aprile 2016

Argomento del dossier è il Reddito di base incondizionato (RBI). Molto cara alla Sinistra, questa misura di ridistribuzione della ricchezza non riscuote però un’adesione unanime. Accanto ad argomenti di principio trovano spazio perplessità sulla sua reale applicabilità. Perciò “Confronti” lo affronta dando spazio a voci favorevoli, critiche, contrarie. In ogni caso, sul RBI il PS Ticino ha deciso di dare indicazione di voto a favore del Sì.

La “Roadmap” del Partito Socialista Svizzero dedicata ai rapporti fra la Svizzera e l’Unione europea è oggetto dell’intervista a Marina Carobbio Guscetti: occasione anche per discutere del progetto europeista, con tutti i suoi limiti, il suo deficit di socialdemocrazia, le due disuguaglianze, ma pure le ragioni di principio che hanno consentito al Vecchio continente di godere del più lungo periodo di pace senza interruzioni di tutta la Storia.

Il numero di aprile ospita inoltre un toccante ricordo di Loredana Schlegel, un aggiornamento sui lavori della Stabio-Arcisate, la descrizione della delicata situazione alle Officine di Bellinzona, una riflessione sul congedo parentale.

L’editoriale


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Sapremo chi dovremo ringraziare

Così la maggioranza del Gran Consiglio ha deciso che anche i radar mobili dovranno essere segnalati. E tutto l’effetto deterrente svanirà: i pirati della strada rallenteranno vedendo la segnalazione e appena superato il controllo accelereranno di nuovo. “I radar non devono essere usati per fare cassetta”, ha sostenuto chi ha voluto questo scempio. Come se fosse quello lo scopo e non invece la deterrenza. Macché: il populismo che liscia il pelo agli incoscienti e ai prepotenti ha colpito ancora. La maggior parte delle vittime di incidenti stradali è provocata da eccessi di velocità e distrazioni, che appunto vengono sanzionati attraverso controlli efficaci. Ma, per essere efficaci, i controlli devono essere inattesi. Se sono segnalati, a che servono? A niente. In futuro, quando i morti e i feriti fra le lamiere aumenteranno, sapremo chi dovremo ringraziare.


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Pelin Kandemir Bordoli vicepresidente

Chi meglio di Pelin può assumere l’incarico di seconda vicepresidente del Gran Consiglio? Già capogruppo del Partito Socialista, membro e spesso presidente o vicepresidente di molte commissioni, la nostra granconsigliera, per la quale la questione della discriminazione di genere è sempre stata una priorità, è la persona più adatta per un incarico istituzionale che nel nostro Cantone finora ha visto troppo poche donne.

Il comunicato stampa


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No alle privatizzazioni nel settore sanitario

La sanità nel nostro Cantone è in pericolo: la nuova pianificazione ospedaliera e la modifica alla Legge sull’EOC rischiano di mettere la nostra salute nelle mani di chi punta anzitutto al profitto. Per questo, il voto del 5 giugno sarà fondamentale e bisognerà votare No alla modifica della Legge sull’Ente ospedaliero cantonale e Sì all’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali”.

Sul sito del Partito Socialista stiamo raccogliendo la documentazione affinché chiunque possa informarsi e rendersi conto del pericolo. Inoltre saranno organizzati incontri e dibattiti, di cui daremo conto tempestivamente. Il primo è un dibattito previsto per il 3 maggio ad Ascona.

La documentazione e gli eventi


anziano

Quali saranno le conseguenze positive di AVSplus sulle finanze comunali e cantonali?

Lo chiede Raoul Ghisletta, in un’interrogazione al Governo per capire quali saranno gli scenari in caso di accettazione dell’iniziativa AVSplus in occasione del voto del prossimo settembre.

L’interrogazione


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Com’è la comunicazione dell’EOC?

Il 5 giugno si vota su importanti temi legati alla sanità. Ma come avviene la comunicazione all’interno dell’EOC? C’è qualche serio dubbio sulla trasparenza e l’equilibrio. Gina La Mantia, Milena Garobbio e Metteo pronzini interrrogano il Governo.

L’interrogazione


Indicazioni di voto

La prossima occasione di voto è prevista per il 5 giugno. Sono ben 9 i temi sui quali saremo chiamati a esprimerci. Temi sui quali il Partito Socialista, dopo un dibattito molto approfondito e spesso vivace, ha formulato le indicazioni di voto seguenti:

  • per la modifica della legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale, No,
  • per l’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali”, Sì,
  • per la modifica della legge sui trasporti pubblici, Sì,
  • per l’iniziativa popolare “Rafforziamo la Scuola Media – Per il futuro dei nostri giovani”, Sì,
  • per l’iniziativa popolare “A favore del servizio pubblico”, No,
  • per l’iniziativa popolare “Per un equo finanziamento dei trasporti”, No,
  • per la modifica della legge sull’asilo, Sì,
  • per la procreazione con assistenza medica, Libertà di voto
  • per il reddito di base incondizionato, Sì

Nei prossimi giorni verrà stampato e distribuito Infovotazioni, con l’argomentario completo.


12 giugno: la Festa del Ceneri

I dettagli sono ancora da definire, ma la data ormai è fissata: la Festa del Ceneri si terrà il 12 giugno. E sarà, come sempre, l’occasione per trovarsi, incontrarsi, discutere.


Frontiere – Apprendere a vivere oltre paure e pregiudizi

La frontiera istituisce un limite che circoscrive uno spazio, identifica una o più collettività, differenzia tra un dentro e un fuori. La frontiera è sempre al contempo un’occasione di riconoscimento e di misconoscimento: integra, differenzia, esclude. La porosità o meno di una frontiera dipende dal livello della percezione di un rischio. Maggiore è il rischio rappresentato da ciò che sta al di fuori di un certo confine, minore è la disponibilità di allentarne le maglie. Maggiore è la percezione dell’opportunità di approfittare di ciò che risiede altrove, minore è il desiderio di impermeabilità. Come dire che la trasformazione o meno di una frontiera in una soglia dipende sempre dalle circostanze. Quando la pressione sulle frontiere aumenta, o assume addirittura dimensioni preoccupanti, come succede oggi, le identità al loro interno si espongono a quello che è il più grande rischio che possano correre: chiudersi in sé stesse, percepirsi come assolute, irrelate, autosufficienti. La paura e il pregiudizio prendono allora il sopravvento: noi non siamo loro, loro non sono identificabili con ciò di cui noi abbiamo diritto. Che cosa significa educare alla frontiera? Quale senso dare alle frontiere nell’epoca dello spazio in cui il centro è ovunque e la circonferenza da nessuna parte?

A Monte Carasso, presso il Convento delle Agostiniane, dal 28 aprile al 17 novembre si terrà un ciclo di incontri dedicato a queste riflessioni.

Il programma completo