PS Informa numero 14, 8 aprile 2016

loredanaschlegel

Ciao, Loredana

Sempre pacata, serena, sorridente, positiva, dolce. Ma di quella dolcezza non remissiva, anzi. Implacabile nella difesa dei suoi, dei nostri princìpi e valori nelle battaglie per la parità di genere e per la scuola pubblica.

Loredana non è più con noi nel corpo, ma non ci lascerà mai con il suo esempio e i risultati che non avremmo raggiunto se lei non fosse stata al nostro fianco. Non c’è modo migliore per ricordarla che continuare a battersi per una società più giusta, tollerante, aperta. Lei non vorrebbe niente di meno.


Vota! Ma attento a chi voti…

La Svizzera si vanta della propria democrazia e ne ha ben motivo: viviamo in un Paese nel quale spesso siamo chiamati a esprimere la nostra opinione. E, se anche talvolta alcuni partiti abusano un po’ di questo diritto, si deve riconoscere che comunque resta una conquista della cultura politica elvetica, che purtroppo tanti altri Paesi non hanno raggiunto. Ma non solo: in Svizzera siamo chiamati a decidere chi ci rappresenta a tutti i livelli. E, quanto più il livello è vicino alla vita quotidiana, tanto più la partecipazione politica è sentita. Ecco perché le elezioni comunali sono così importanti: le scelte di chi amministra un Comune hanno le ricadute più dirette e immediate sulle cittadine e sui cittadini. Per questa ragione è fondamentale votare e far votare alle elezioni comunali, che ormai sono alle porte.

Ma attenzione: votare va bene, però bisogna prestare attenzione a chi si vota. Infatti non tutti i candidati sono uguali. Spesso, proprio nelle realtà più piccole, i conflitti d’interesse e le commistioni insane fra la politica e l’economia si realizzano con più facilità. Per questo motivo è importante prestare molta attenzione nell’apporre la croce sulla lista e sui nomi. E privilegiare le persone che si sono messe a disposizione nelle liste progressiste. Perché, essendo mosse soprattutto da uno slancio ideale, posso garantire rigore, correttezza, trasparenza. Le persone che si presentano sulle liste progressiste, ciascuna con le proprie esperienze e sensibilità, si fanno interpreti dei valori della solidarietà verso i più deboli e dell’attenzione ai temi ambientali. Perciò è importante non disperdere il proprio voto e votare e far votare le liste e le persone dell’area progressista.


Un appello a sostegno del referendum e dell’iniziativa sugli ospedali

logoappelloreferendumÈ partita in questi giorni l’azione di sottoscrizione dell’appello pubblico No alla modifica della Legge sull’Ente ospedaliero cantonale Sì all’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali” che trovate qui di seguito.

La pianificazione ospedaliera e la modifica della legge sull’Ente ospedaliero cantonale suscitano la nostra opposizione per i seguenti motivi:

  • La privatizzazione: è prevista la trasformazione di ospedali pubblici in società anonime con la partecipazione 50/50 tra pubblico e privato, come nel caso dell‘ospedale la Carità di Locarno in fusione con la clinica Santa Chiara.
  • Il taglio nell’offerta ospedaliera a Faido e ad Acquarossa, tramite la chiusura dei pronto soccorso e smantellando il settore acuto.
  • Il rafforzamento della logica di mercato nella gestione di ciò che rimarrà dell’EOC assegnandogli un proprio capitale di dotazione, con indicazioni sulle attese di redditività.
  • L’abolizione dei volumi di pianificazione, incrementando in questo modo la concorrenza e permettendo dunque alla domanda e all’offerta di agire liberamente.
  • L’imposizione del dumping sanitario attraverso la fissazione di parametri di riferimento calcolati sulle prestazioni erogate con un costo più basso.

Ci opponiamo a una visione della sanità che non è più quella di un servizio pubblico, che non garantisce più a tutta la popolazione l’accesso a cure di qualità/di prossimità e che non si misura più ai bisogni dei pazienti, ma che predilige piuttosto le scelte aziendali, produttive e finanziarie.

Per queste ragioni invitiamo tutti i cittadini e tutte le cittadine del Cantone a:

  • votare No alla modifica della Legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale (LEOC)
  • votare Sì all’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali”

Chi volesse sostenerlo deve semplicemente comunicare cognome, nome e indirizzo a solidarieta@bluewin.ch.

La presentazione


eoc

Capirsi per guarire

Vai dal medico, gli spieghi come ti senti, lui ti risponde, ti prescrive una cura, tu la applichi e ti senti meglio, alla fine guarisci. Una malattia è sempre una brutta esperienza, ma almeno c’è comprensione. Anzi, Beatrice Strüby, caporeparto all’Inselspital, sostiene che “il 60% della terapia è comunicazione”. Ora immagina di non poter parlare col medico, perché lui non capisce la tua lingua. E immagina di non capire quel che lui ti dice. La malattia, da problema, diventa di colpo un dramma. Ebbene, proprio questa è la condizione di molti stranieri nel nostro Paese, che non possono accedere a cure efficaci a causa dell’ostacolo linguistico: non capiscono e/o non parlano le lingue nazionali e magari neppure l’inglese. Eppure, come tutti, si ammalano e si fanno male. Come tutti, hanno bisogno di assistenza medica. E non possiamo abbandonarli alla sofferenza nella solitudine. Né possiamo rischiare che, per incomprensioni, siano vittime di errori nelle cure o usino male i medicamenti.

Con i centri della rete “Swiss Hospitals for Equity” l’Ufficio federale di sanità pubblica intende affrontare e risolvere queste difficoltà e offrire a tutti, anche ai migranti, l’assistenza sanitaria di alta qualità che già viene offerta a tutti gli altri residenti. Il Ticino ha già affrontato il problema fin dagli anni ’90, ma si può fare di più.

Per questo la mozione presentata da alcuni granconsiglieri socialisti e non solo chiede al Consiglio di Stato di creare un centro di competenza legato alle esigenze dei migranti in alemo uno degli ospedali dell’EOC.

La mozione


Un passo, ma non basta

Gli Assegni integrativi (AFI) e di prima infanzia (API), dopo il voto in Parlamento nel dicembre scorso, erano gravemente discriminanti, poiché venivano negati a chi risiede in Svizzera ma possiede solo un permesso B. Ora questa discriminazione è stata rimossa con il regolamento di applicazione, ma rimane una discriminazione temporale.

Infatti per poter ottenere gli assegni è richiesta un’attesa di 8 anni per le famiglie con permesso B, mentre per i cittadini elvetici provenienti da altri Cantoni gli anni sono solo 3. 8 anni senza un aiuto: per chi ha figli e uno stipendio modesto e perciò si trova in grave difficoltà sono un periodo lunghissimo. Un periodo di ristrettezze e rinunce ingiuste. Non solo: per chi ha esaurito l’indennità di disoccupazione rimane aperta la questione del reddito ipotetico e quindi attribuito d’ufficio.

Insomma, il Consiglio di Stato ha fatto un passo nella giusta direzione, ma non basta: il cammino è ancora lungo e, per arrivare a una vera giustizia sociale, dovrà farne altri. E noi gli staremo addosso, per assicurarci che non si fermi.

Il comunicato stampa


Accolto il bilancio di genere

Il bilancio di genere è uno strumento pensato per contribuire a ridurre le disuguaglianze fra i sessi. È uno strumento prezioso, ma ha dei costi. Per questo è una buona notizia che la Commissione della gestione del Gran Consiglio abbia accolto una mozione presentata da Pelin Kandemir Bordoli e cofirmatarie con la richiesta di uno stanziamento di 50 mila franchi per un progetto pilota.

Il comunicato stampa e il testo della mozione


panamapapers

La Svizzera è complice

I Panama Papers, una delle migliori inchieste giornalistiche degli ultimi anni, hanno visto la collaborazione di 300 giornalisti, che hanno diffuso 11 milioni di file segreti su più di 200 mila società offshore. E hanno scoperchiato la fogna della finanza criminale, dell’evasione fiscale, del riciclaggio di denaro sporco nei paradisi fiscali: migliaia di imprenditori, politici, dittatori, criminali, personaggi dello spettacolo hanno approfittato di un sofisticato sistema finanziario per occultare grandi capitali e negare così preziose risorse fiscali ai propri Paesi.

La Svizzera si è rivelata un crocevia di molte di queste losche manovre a causa di una legislazione ancora troppo debole. Una volta erano le grandi banche a intrallazzare, ma oggi non possono più perché le leggi sulla trasparenza glielo impediscono. Così questi traffici di denaro sono finiti nelle mani di avvocati, intermediari, gestori di capitali, che hanno le mani più libere. E prosperano. Ciò dimostra che le regole e i controlli devono essere estesi e rafforzati: cosa che il Partito Socialista chiede da sempre. E da sempre si scontra con la resistenza opposta dai partiti di Destra e di Centro destra: gli stessi secondo i quali il vero, unico, grande problema del Paese sarebbero i profughi. La verità, com’è ovvio per chiunque non sia rimbambito da un pregiudizio ideologico, è un’altra ed è semplice: i grandi capitali finanziari che scompaiono dal radar del fisco, in ogni Paese, dai più ricchi come la Svizzera fino ai più disastrati e dominati da feroci dittature, sottraggono risorse che potrebbero e dovrebbero essere investite nell’interesse delle popolazioni, per la socialità, la formazione, la ricerca, la sanità, i servizi pubblici, la sicurezza. Per non parlare dei capitali criminali, compresi quelli del narcotraffico e del terrorismo, contro i quali tutti si scagliano a parole ma poi, nei fatti, non agiscono con l’unico strumento davvero efficace: una rigorosa, spietata, globale abolizione del segreto bancario. Così ci troviamo ad assistere a questa fiera dell’ipocrisia.

Il nostro Paese, nella misura in cui non promuove e non applica leggi rigorose per la trasparenza delle manovre finanziarie, è complice di quest’andazzo. Il Partito Socialista si batterà ancora e ancora perché queste leggi vengano emanate e fatte rispettare. Ma siamo facili profeti quando prevediamo che, come sempre, la destra si metterà di traverso e farà l’impossibile per continuare a garantire l’impunità agli scrocconi. Magari sostenendo, come spesso fa, che “i problemi sono altri”. Quali altri? “I profughi”. Già già. Certo. Come no.

Il comunicato stampa del PSS


12 giugno: la Festa del Ceneri

I dettagli sono ancora da definire, ma la data ormai è fissata: la Festa del Ceneri si terrà il 12 giugno. E sarà, come sempre, l’occasione per trovarsi, incontrarsi, discutere.