PS Informa numero 12, 24 marzo 2016

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Comitato cantonale: com’è andata

Mercoledì sera a Lugano si è svolto il Comitato cantonale del Partito Socialista. In una sala affollata, si è discusso di Europa, di votazioni cantonali, di futuro del partito Socialista Svizzero.

Igor Righini ha preso la parola per una riflessione sul populismo, che sfrutta le recenti tragedie prodotte dal terrorismo per suscitare paure e chiusure.

Marina Carobbio Guscetti ha poi presentato il documento “Roadmap: la Svizzera ha bisogno di buoni e stabili rapporti con l’UE”, sviluppato dal PSS. L’animata discussione che è seguita è stata l’occasione per riflettere sui rapporti fra il nostro paese e l’Unione europea, sui problemi provocati dalla libera circolazione, sulle difficoltà nel conciliare l’articolo 121a con gli Accordi bilaterali. In particolare, sono emerse la necessità di rafforzare le misure interne di accompagnamento come condizione essenziale e l’idea di un nuovo Spazio economico europeo (SEE 2.0) nel quale la Svizzera possa integrarsi senza entrare a far parte dell’Unione. Alcuni emendamenti alla Roadmap, votati dal Comitato, verranno presentati all’Assemblea dei delegati del prossimo 16 aprile.

Su tutti e tre i tre temi cantonali in votazione (l’iniziativa popolare legislativa elaborata “Rafforziamo la scuola Media. Per il futuro dei nostri giovani”, il referendum contro la legge sull’EOC, l’iniziativa popolare generica “Giù le mani dagli Ospedali”) la Direzione del Partito proponeva di votare Sì. Proposta che il Comitato ha accettato.

Infine Carlo Lepori ha presentato il progetto PS Futuro, sviluppato per aumentare il numero degli iscritti e risanare le finanze del Partito nazionale.

Il comunicato stampa

Il resoconto e la documentazione del Comitato cantonale


Elezioni comunali

Il materiale di voto per le elezioni comunali è già arrivato in tutte le case. Le schede sono lì, con i loro elenchi di nomi. C’è solo da buttar giù le crocette. Ma… come fare?

Semplice: anzitutto votare le liste progressiste. Ricordiamo che il voto solo coi preferenziali vale meno. Il voto di lista invece esprime la preferenza per tutte le persone elencate. Poi, certo, qualche persona può essere più apprezzata. In questo caso il voto preferenziale ci sta tutto. Se è un voto a una donna, meglio ancora. Però attenzione! Non bisogna disperdere il voto, ma restare compatti. Ogni preferenziale fuori dalle liste alle quali aderisce il Partito Socialista è un voto sprecato, che poi si rifletterà sulla politica locale: la più sentita perché più prossima alle esigenze quotidiane delle persone.

Il Ticino corre il rischio di un’espansione dell’imbarbarimento civile, culturale, comunicativo, ormai ramificato in tutte le istituzioni. Il voto progressista è l’unico baluardo efficace. Perciò in tutti i Comuni bisogna votare e far votare per le liste alle quali aderiscono gli esponenti del PS.


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I docenti in piazza

È stata un successo la mobilitazione per la scuola svoltasi ieri. Tante le sedi coinvolte, con una grande adesione di docenti e studenti. Tutti insieme per ribadire che è ora di finirla con i tagli alla formazione e che la scuola non è una spesa ma un investimento nel futuro del Paese. Gli studenti di oggi sono i cittadini di domani, che dovranno essere da un lato pronti a sostenere le sfide di una società sempre più globalizzata e dall’altro maturi e critici per partecipare in modo costruttivo al dibattito pubblico. Purtroppo però non sembra essere questa la priorità di quei partiti e quei politici che a parole sostengono la formazione, ma poi, quando nei fatti si tratta di calare i princìpi nella realtà, votano tagli e riduzioni e si mettono sempre di traverso di fronte a ogni misura finalizzata a migliorare la qualità della scuola. Gli stessi che poi, guarda un po’, sono i primi a scaricare ogni responsabilità su Manuele Bertoli.

Il Partito Socialista, sia in Gran Consiglio sia in Consiglio di Stato, ha sempre difeso la scuola pubblica, proponendo investimenti e misure col fine di renderla migliore, moderna, efficace, formativa. Invano. E certo essere sempre in minoranza non aiuta affatto.

Il comunicato stampa


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Mandato? Quale mandato?

Questa settimana il Gran Consiglio ha votato a favore della creazione di una Commissione parlamentare di controllo del mandato pubblico dell’USI e della SUPSI. Ma c’è un problema: come ha rilevato Manuele Bertoli, quale sia questo mandato mica s’è capito. Che i due atenei debbano rispondere al Parlamento è ovvio ed è già previsto, ma che sia necessaria una Commissione è tutto da dimostrare. A meno che la Commissione non sia un inconfessabile strumento per limitare la libertà accademica. Perché come diceva Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca”. Per questo il Gruppo socialista in Gran Consiglio ha votato a maggioranza contro la creazione della Commissione. 


 

Per morire senza discriminazioni

C’è modo e modo di morire. E ciascuno dovrebbe essere libero di poter scegliere tempi e modi della propria dipartita, senza che altri, in base alle loro convinzioni religiose, stabiliscano che cosa è possibile e che cosa non è possibile fare. Per questo il Gruppo socialista ha votato a maggioranza a favore dell’iniziativa parlamentare generica di Michela Delcò Petralli, che semplicemente chiedeva di poter estendere anche alle strutture ospedaliere e alle case di cura il diritto al suicidio assistito. Perché questo diritto è legale nel nostro Paese. Perciò costringere chi non vive più in casa propria a dolorosi allontanamenti dal proprio ambiente abituale è solo discriminazione ingiustificata.