PS Informa numero 10, 11 marzo 2016

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Strade più sicure

Poiché il problema della sicurezza nel Gottardo è determinato soprattutto dai camion e considerato che il suddetto problema si manifesta pure su altri tratti stradali e nello specifico in altre gallerie alpine, il granconsigliere socialista Bruno Storni ha presentato un’iniziativa cantonale alle Camere federali. Lo scopo dell’iniziativa consiste nella richiesta, da espletare nel tempo più breve possibile dopo l’apertura della galleria di base, che rappresenterà una valida alternativa al trasporto delle merci su strada, di consentire il transito nei tunnel alpini sul nostro territorio nazionale esclusivamente ai camion muniti dei moderni sistemi di sicurezza previsti dall’Ordinanza concernente le Esigenze Tecniche per i veicoli Stradali (OETV) in vigore dal 2015. In effetti, dall’anno scorso sia nel nostro Paese sia nell’Unione europea tutti i mezzi pesanti, per essere immatricolati, devono dimostrare di possedere le più moderne tecnologie atte alla sicurezza del veicolo, e nella fattispecie il sistema antibloccaggio, il dispositivo avanzato di frenata di emergenza, il sistema di controllo della stabilità, l’avviso di deviazione della corsia, il controllo della pressione degli pneumatici. Tutti dispositivi grazie ai quali un congruo numero di incidenti, non soltanto nelle gallerie, potrebbe facilmente essere evitato. Ne consegue che in questo modo, se la proposta di Storni fosse accolta e applicata come noi ci auguriamo, l’80% degli autotrasportatori internazionali sarebbe costretto o a ridurre il pericolo potenziale rappresentato sulle strade (non solo nei tunnel) utilizzando veicoli pesanti più sicuri oppure ad assumersi l’incombenza di trasferire il carico trasportato sui vagoni ferroviari, così eliminando del tutto ogni rischio. La proposta di Storni è perfettamente applicabile, come peraltro dimostrano le scelte compiute da taluni Stati dell’Unione europea, anche confinanti con la Svizzera. Infatti, per esempio, la Francia e l’Italia impediscono l’accesso al tunnel del Monte Bianco ai camion Euro 0 ed Euro 1 e dal canto suo l’Austria non lascia transitare nel Brennero i camion Euro 4 e inferiori.

La presentazione dell’iniziativa


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È uscito “Confronti” di marzo

Viene distribuito questa settimana il numero di “Confronti” di marzo.

Tema centrale del numero sono le elezioni comunali: il Comitato editoriale ha selezionato 10 Comuni, rappresentativi della variegata realtà istituzionale del Ticino, e per ciascuno di essi ha chiesto a chi ha presentato localmente le liste del Partito Socialista o di area progressista di presentare, attraverso articoli e interviste, i problemi e i progetti locali. Da Maggia fino a Chiasso, emerge la realtà politica probabilmente più vicina alle necessità e alle speranze della popolazione.

Con tre autorevoli pareri è poi presente una riflessione a più voci sulla crisi della RSI: un patrimonio culturale e sociale per la Svizzera italiana che deve essere protetto e difeso ma del quale non si possono nascondere i problemi e anche le responsabilità.

Segue la seconda e ultima puntata dell’articolo sul Preventivo dello Stato, che affronta la problematica del freno al disavanzo.

Una lunga intervista a Pietro Martinelli affronta la spinosa questione della crisi della Sinistra: quali le ragioni e quali, soprattutto, le prospettive per una soluzione?

Da ultimo, torna a parlare di sport Libano Zanolari, già firma di prestigio del nostro mensile.

L’editoriale


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Officine: c’è ancora bisogno di sostegno

Bei tempi, quelli delle promesse. Bei tempi, pieni di speranza. Che cosa è rimasto? Poco, c’è da temere. Perché le FFS non stanno rispettando gli accordi sottoscritti con le autorità cantonali e comunali, con il personale e con i sindacati sulle Officine di Bellinzona e sul Centro di competenze. Non è gossip: il Consiglio di Stato lo conferma. Al punto che si fa concreto il pericolo non solo di chiusura delle Officine, ma anche di fallimento del progetto di Centro di competenze. E questo nonostante il grosso finanziamento cantonale. Perciò bisogna riattivarsi. Ecco allora che il 26 febbraio l’assemblea dei lavoratori delle Officine ha lanciato una petizione per avere il sostegno popolare, affinché le FFS rispettino i patti. La petizione può essere scaricata dal sito del Partito Socialista. Non solo: sarebbe cosa buona e giusta dare solidarietà alle Officine anche per mezzo delle autorità comunali (Municipio o Consiglio comunale). Specie ora, in piena campagna per le elezioni comunali. Il Comitato è a disposizione di chiunque voglia ricevere ulteriori informazioni, per un eventuale incontro.

La petizione


 

Misure interne, anzitutto

Il Consiglio di Stato ticinese ha fatto i compiti: ha presentato delle proposte per l’applicazione dell’articolo 121 della Costituzione, ossia della norma sui contingenti all’immigrazione, proposte che siano compatibili con gli Accordi bilaterali e non danneggino le nostre relazioni con l’Unione europea. E va bene. Ma attenzione: il problema va affrontato alla radice. Ossia operando sul fronte interno, per esempio con misure efficaci contro il dumping salariale. Misure che siano applicabili in modo flessibile, in funzione delle peculiarità regionali. Ma il Consiglio federale lo ha già detto: non ci sarà alcun potenziamento delle misure di accompagnamento. E a nulla servono le richieste del PSS. Per esempio, Marina Carobbio Guscetti ha chiesto che l’introduzione dei salari minimi sia facilitata e che ci siano controlli più stringenti sul mercato del lavoro, specie in Ticino, dove la pressione è più intensa. Ma niente: il Governo non ci sente. Ora la proposta è davanti al Parlamento, che dovrà affrontare l’annoso dilemma dell’economia.


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Festa per la giustizia sociale e contro la xenofobia

Se questo Cantone ha un problema, è la chiusura. Quella mentale e culturale. “È diverso? È nuovo? È strano? Allora niente: non mi piace, non mi interessa nemmeno, se possibile lo sbatto fuori”. Lo vediamo purtroppo in ogni votazione in cui è necessario dimostrare la propria apertura e la maggioranza, spesso anche ampia, finisce per distinguersi per la chiusura a prescindere, votando “di pancia” dopo aver ascoltato gli slogan di chi inventa i capri espiatori.

Per contrastare questa deriva culturale c’è solo un modo: l’incontro. E per incontrarsi bisogna creare delle occasioni. Come la Festa per la giustizia sociale e contro la xenofobia organizzata dalla Sezione luganese del Partito Socialista: sabato 12 marzo a Pregassona, al capannone delle feste, sarà l’occasione per partecipare e assistere a dibattiti e trovare musica, bancarelle, buvette e cibi multietnici.

Le informazioni sulla festa