PS Informa numero 5, 5 febbraio 2016

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Si vota!

Proprio in questi giorni sta arrivando in tutte le case il materiale di voto per il 28 febbraio. Possiamo votare per corrispondenza, ma è bene non essere precipitosi, come sempre: i temi sono cinque (quattro federali e uno cantonale) e alcuni non sono affatto banali, per le loro implicazioni e conseguenze. È bene dunque ponderare attentamente i pro e i contro, documentarsi, riflettere. Nelle scorse settimane abbiamo cominciato a proporre alcuni argomenti e proseguiremo anche nelle prossime. In fondo a ogni edizione della newsletter trovi in poche righe tutte le indicazioni di voto. E in ogni caso, per un argomentario completo, sul sito del Partito Socialista è disponibile Infovotazioni.


Il futuro della RSI

Ci informa. Ci diverte. Ci fa sentire parte di una collettività più ampia, multilinguistica e multiculturale. Ci offre un migliaio di posti di lavoro. Ci vizia, anche, perché siamo in pochi di lingua italiana, ma lei ci garantisce una qualità da grande televisione di rilievo nazionale. Purtroppo la RSI ci delude, anche. Perché i licenziamenti, che potevano essere evitati per il modo in cui sono stati compiuti, hanno incrinato il patto di fiducia fra l’azienda e il territorio, la cittadinanza, i dipendenti. Un patto che ora dev’essere sanato riaprendo il tavolo del dialogo con tutte le forze sociali. Non farlo darebbe fiato a chi odia la RSI, negli anni ha fatto di tutto per danneggiarla e oggi gode delle sue difficoltà.

Il comunicato stampa


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Gottardo: per la vera sicurezza, un solo tunnel basta e avanza

Di sicuro ti hanno raccontato che il raddoppio del Gottardo è indispensabile per garantire la sicurezza. Beh, sappilo: è una frottola colossale.

“Ma io ho paura!”. Sì, certo: un incidente in galleria può essere devastante. Ma anzitutto facciamo due conti: in termini di quantità, il Gottardo è davvero pericoloso? Beh, di sicuro non più di molte altre strade. Per esempio, per numero di vittime per chilometri, la cantonale del Ceneri è più pericolosa del Gottardo. Non lo sapevi? Ora magari dirai che su una strada c’è spazio, mentre il tunnel è un budello chiuso fra due pareti strette. Già, ma prendi appunto la cantonale del Ceneri: in caso di incidente, da un lato hai il muro e dall’altro il vuoto. Come fai a sentirti sicuro? Non sono molte le auto che, specie in discesa, rispettano davvero il limite di 80. E non c’è alcuna separazione fisica fra una corsia e l’altra. Eppure nel Gottardo hai paura e sul Ceneri no. Forse dovresti rifletterci bene.

“Ma sul Ceneri non ci sono i camion!”. Esatto! Sul Ceneri non ci sono i camion e invece nel Gottardo ci sono. In quel budello sotto la montagna, i bestioni si sfiorano. Se sbandano, in un attimo fanno un macello. Solo l’idea di un frontale con un camion ti fa rabbrividire: saresti spacciato. Bravo: hai centrato il problema. Il vero problema per la sicurezza del Gottardo sono i camion. Ma davvero il raddoppio lo risolve? Niente affatto: lo aumenta! Raddoppiare il Gottardo ci costerebbe più di 3 miliardi in più (tenendo conto delle spese di manutenzione della doppia galleria), mentre ridurre il passaggio dei camion, caricandoli sui treni ci costerebbe solo l’allestimento dei terminali per le navette, che comporta costi e uso del territorio molto minori di quanto raccontano. Fra l’altro, l’alternativa perfetta è proprio lì accanto: AlpTransit, che ci è costata 21 miliardi e che può assorbire gran parte del traffico merci, togliendolo dalla strada, a tutto vantaggio della sicurezza e dell’ambiente. Col raddoppio, nessun trasportatore europeo sarebbe incentivato a passare dalla gomma alla rotaia e i camion aumenterebbero di numero. Nel Gottardo com’è ora dovrebbero passarne 600 mila all’anno, ma in realtà già adesso siamo ormai a 1 milione. Col raddoppio diventerebbero più di 2 milioni. Non solo: ti dicono che il Gottardo dev’essere risanato, ma non ti dicono che in realtà vogliono un rifacimento totale che prevede un aumento di 30 centimetri nell’altezza della soletta. Chiediti perché. È presto detto: per poterci far passare in futuro anche i camion da 60 tonnellate. Hai presente quant’è grosso e pericoloso un bestione da 60 mila chili, ossia come 60-70 auto, sulle strade? E questi sono quelli che vogliono farci raddoppiare il tunnel in nome… della sicurezza!

Bene, la conclusione è semplice: non si raddoppia. Ricordatene, ora che devi mettere la tua croce sulla scheda di voto. Sul raddoppio, solo il No è la risposta razionale.

Il sito del No al raddoppio


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No anche all’attuazione dell’espulsione degli stranieri

È sempre il solito discorso: quando non sanno con chi prendersela, se la prendono con gli stranieri. Che ormai sono diventati anche loro una “arma di distrazione di massa”, per distogliere l’attenzione dai veri problemi del Paese. Non paghi del risultato già ottenuto con l’iniziativa anni fa, adesso i caporioni della Destra arrivano con una pensata nuova di pacca sulla quale farci votare. Stavolta per applicare quell’iniziativa. Ma è un’altra bugia, perché la legge di applicazione della prima iniziativa è già pronta per diventare operativa, dopo un lungo lavoro parlamentare necessario per rispettare i diritti umani. Ebbene, l’iniziativa nuova riesce a essere perfino peggio della precedente. Infatti toglie ogni margine di manovra ai giudici, sopra i quali pone la volontà popolare sempre e comunque, qualunque assurdità la maggioranza possa decidere. Così facendo viola la separazione dei poteri. Non solo: viola anche i diritti umani fondamentali, scritti nella Convenzione europea e anche nella nostra Costituzione e peculiari della tradizione umanitaria elvetica. Ma, soprattutto, in nome di una “sicurezza percepita” ben lontana dalla sicurezza reale, pretende di cacciare dalla Svizzera i responsabili anche di reati minori e anche quando costoro non hanno più alcun legame con il Paese di origine. Ma attenzione: sui grandi reati finanziari e sulle frodi fiscali nel Paese d’origine… niente, non una parola. Perché il denaro non ha odore e perché gli stranieri sono buoni e bravi anche quando sono criminali, se sono ricchi. Paradossale, vero? I sedicenti custodi delle tradizioni elvetiche sono i primi che delle tradizioni se ne fregano.

Per questo bisogna votare No il 28 febbraio all’iniziativa “Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”: perché è disumana e sbagliata e tradisce le nostre tradizioni umanitarie migliori.


 

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È uscito “Confronti” di febbraio

Il numero si apre con un editoriale del nuovo presidente del Partito Socialista, Igor Righini, eletto in occasione del Congresso del 23 gennaio.

Seguono poi alcuni articoli e interviste di riflessione sulla politica comunale e sul compito della Sinistra, con contributi di municipali ed ex municipali socialisti, e sul ruolo del PS nella partecipazione democratica, non solo all’interno del Partito ma in tutta la collettività.

Per quanto riguarda l’attualità politica cantonale, un’intervista all’avvocata Federica Rossa Gisimundo fa il punto sulle conseguenze della nuova Legge sulle commesse pubbliche e un articolo di Saverio Lurati precisa l’importanza dell’azione del PS nell’adozione di misure efficaci per il risparmio energetico.

Una lettera di Daniele Besomi commenta l’articolo sul Preventivo dello Stato pubblicato su “Confronti” di gennaio. Nel proprio contributo sulla politica federale, Marina Carobbio Guscetti sottolinea la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla politica nell’ambito della sanità. Conclude il numero una riflessione di Carlo Lepori sul discorso di Christoph Blocher, secondo il quale la Svizzera si starebbe trasformando in una dittatura.

Il numero di febbraio di “Confronti” ospita pure gli inserti PS.ch e Infovotazioni.

L’editoriale


28 febbraio: le indicazioni di voto

  • Raddoppio del tunnel del Gottardo: No
  • Iniziativa “Per il matrimonio e la famiglia”: No
  • Iniziativa “Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”: No
  • Iniziativa “Contro la speculazione sulle derrate alimentari”: Sì
  • Legge sull’apertura dei negozi: No

Tutto l’argomentario è disponibile su Infovotazioni.