PS Informa numero 4, 29 gennaio 2016

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Il Congresso: com’è andata

Affollato, entusiasmante, trasparente: se dovessimo scegliere solo tre aggettivi per descrivere il Congresso di sabato scorso, sarebbero questi.

Affollato perché la Sala Aragonite a Manno era piena di persone che volevano discutere, confrontarsi, decidere. In una parola: partecipare. Partecipare a un evento che, come sempre quando si elegge un nuovo timoniere, è un giro di boa nel quale si determina il futuro del Partito.

Entusiasmante perché il rito collettivo ha saputo far vibrare le corde profonde degli iscritti, dei simpatizzanti, dei semplici curiosi. Che, trovandosi in comunione di princìpi e di valori con centinaia di altre persone, hanno percepito come, anche in questo Cantone dominato da troppa chiusura e troppo egoismo, un’altra visione del mondo e un’altra sensibilità siano possibili.

E trasparente perché per la prima volta in Ticino esserci per assistere non era strettamente necessario: tutto il Congresso è stato trasmesso in streaming sul Web (e la registrazione è ancora disponibile) e la partecipazione in tempo reale era possibile attraverso Twitter. Ma trasparente anche perché davvero non c’è nulla da nascondere, nel nostro Partito: nemmeno i conti, che sono stati resi pubblici, descritti, spiegati. Chi altri può dire altrettanto?

Ma il Congresso del 23 gennaio resterà nella storia del PS anche per un altro motivo: le quattro candidature alla presidenza. Una circostanza insolita, che pure rivela un profondo bisogno di partecipare e di mettersi in gioco. E, sebbene uno dei candidati si sia ritirato all’ultimo momento, il confronto è stato vivace e apprezzato, poiché ha permesso agli iscritti al Partito di scegliere in una rosa di profili variegata, nella quale ciascuno poteva riconoscere consonanze, visioni e sensibilità condivise.

Il risultato finale, fin dal primo turno, è stato il nome di Igor Righini, architetto di Pollegio e già candidato al Consiglio nazionale.

Il resoconto del Congresso


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Igor Righini: insieme!

Insieme: così potremmo riassumere il nucleo del programma del neo presidente del Partito Socialista. Insieme per rilanciare un partito che Igor, durante la propria campagna, ha percepito stanco e lontano dalla base. Insieme per riorganizzarlo in modo efficiente con soluzioni condivise, per rafforzarlo in una società che del Partito Socialista ha sempre più bisogno. Insieme per operare con altri partiti e movimenti presenti sul territorio. Insieme per dare più spazio alle donne e ai giovani, prevedendo anche forme di condivisione del potere. Insieme con umiltà individuale, perché il Partito Socialista non ha bisogno di personalismi e di figure predominanti.

In questi giorni Igor Righini ha iniziato a concretizzare il proprio programma di lavoro e a comporre la Direzione che sottoporrà al Comitato cantonale del 24 febbraio.

Il programma di Igor Righini


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Gottardo: i sintomi e la malattia

Non c’è pace: archiviato il Congresso, nuove sfide ci attendono. Non c’è pace, ma questo è il succo della vita: non ci si ferma mai. E la prossima tappa è il voto del 28 febbraio. Voto che vede nell’urna cinque temi: quattro federali e uno cantonale. Cinque temi importanti: nessuno dovrebbe essere trascurato. Cinque temi fra i quali però uno spicca: il raddoppio del Gottardo.

Il secondo tunnel non è solo un buco sotto una montagna, ma molto di più. In un quadro istituzionale federale squilibrato verso Destra, il raddoppio sarebbe il segnale del successo di una visione della società e dell’ambiente nella quale non possiamo e non vogliamo riconoscerci. Certo: due milioni di camion sulle strade (è previsto il raddoppio da uno a due milioni), ancora più persone affette da malattie cardiopolmonari. Ma quelli, per quanto gravissimi, sono solo i sintomi. La malattia è invece una politica che antepone il profitto a ogni altra considerazione umana e ambientale. Per combattere la malattia e i sintomi, dobbiamo dare un segnale forte. In questo caso specifico, votando e facendo votare No, contro il raddoppio del Gottardo, il prossimo 28 febbraio.

Perché la sicurezza è una scusa ridicola. Perché il traffico pesante aumenterebbe. Perché butteremmo nel contempo i soldi per il secondo tubo e anche quelli già spesi per AlpTransit.

Il sito del No al raddoppio


Regolare l’apertura di studi medici? Ancora, grazie

Per la serie: “La coerenza, questa sconosciuta”. Il 18 dicembre scorso è stata silurata la possibilità di regolazione di nuovi studi medici sotto la pressione delle lobby delle casse malati. Questa settimana a Berna c’è stata una parziale marcia indietro della commissione competente e in Gran Consiglio il Gruppo socialista ha sostenuto l’iniziativa cantonale che chiede di prolungarla di tre anni come mezzo di pressione sul Parlamento federale. Perché quella decisione scellerata, presa sotto la pressione della lobby delle casse malati, finirebbe per essere pagata, tanto per cambiare, ancora dagli assicurati ticinesi, che vedrebbero crescere i premi per compensare quei 30 milioni di costi provocati dall’apertura dei nuovi studi di medicina.


Più lavoro in cambio di…? Niente!

“Senza una chiara base contrattuale generale nei rapporti di lavoro in questo settore, chiedere più disponibilità a chi lavora senza ridurre la precarietà è difficilmente pretendibile. Sono anni che nel settore della vendita si sarebbe dovuto raggiungere un accordo, da un lato concedendo un buon contratto collettivo, dall’altro ottenendo orari di apertura diversi. Purtroppo non ci si è mai arrivati”: queste le parole del consigliere di Stato Manuele Bertoli sull’apertura prolungata dei negozi. E il succo sta tutto lì: la nuova legge amplia l’orario di lavoro ma non offre nulla in termini di garanzia sul lavoro, sempre meno pagato, sempre più precario. A trarne un vantaggio sarà, tanto per cambiare la grande distribuzione, che per un fattore di scala può gestire in maniera più efficiente la propria forza lavoro. Soffriranno invece i piccoli commerci, che già sono in difficoltà per la concorrenza delle grandi catene, e i loro dipendenti, che non sono protetti da alcun contratto collettivo e perciò dovranno accettare ogni sorta di ricatto, rimettendoci il proprio tempo libero e la serenità della vita familiare. E l’argomento della spesa in Italia è ridicolo: se in molti vanno a far compere fuori dai confini è solo perché il cambio è favorevole e i prodotti costano molto meno. Non sarà né mezz’ora né mezza giornata a convincere la gente a comprare in Ticino.

La realtà è semplice: questa legge è solo un altro passo verso la società 24/7, nella quale prima che cittadini siamo consumatori. Oggi i negozi, domani gli uffici, dopodomani tutti i servizi. Per questo dobbiamo fermarli ora, adesso, subito. Con un No secco il 28 febbraio.


Una casa alla portata di tutti, non solo dei ricchi

Fra le preoccupazioni principali di molti c’è la casa. Anzi, no. Ché di case ce ne sono pure troppe, a guardare la schifezza che il Ticino è diventato a causa della speculazione edilizia. Case di lusso, però: ville, attici e super-attici per stranieri danarosi (i soli stranieri che piacciono anche agli xenofobi di Destra). Perciò la vera preoccupazione non è la casa, ma semmai la pigione, per troppe persone e famiglie ormai una voce quasi insopportabile nel bilancio mensile. Ecco perché bisogna firmare e far firmare l’iniziativa sull’alloggio, che chiede cose semplici e facili da implementare: la promozione, da parte della Confederazione e dei Cantoni, della costruzione di alloggi a pigione moderata e sovvenzioni energetiche ma non alle ristrutturazioni di lusso.

Il formulario

Il sito dell’iniziativa


13’000 firme contro lo smantellamento degli ospedali pubblici: grazie!

Il Partito Socialista ringrazia i propri militanti e attivisti che, nonostante la stagione fredda e le feste di Natale e fine anno, hanno contribuito in modo significativo al grande successo della raccolta delle firme del referendum contro la modifica della LEOC: un chiaro segnale di appoggio a una sanità pubblica, di qualità e accessibile a tutti.

La consegna delle firme avverrà mercoledì 3 febbraio alle ore 16.15 presso la Cancelleria dello Stato a Bellinzona. Il Partito Socialista invita tutti e tutte a partecipare a questa consegna per ribadire la volontà di continuare l’attiva campagna di mobilitazione che dovrà portarci alla votazione.


28 febbraio: le indicazioni di voto

  • Raddoppio del tunnel del Gottardo: No
  • Iniziativa “Per il matrimonio e la famiglia”: No
  • Iniziativa “Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”: No
  • Iniziativa “Contro la speculazione sulle derrate alimentari”: Sì
  • Legge sull’apertura dei negozi: No

Tutto l’argomentario è disponibile su Infovotazioni.