PS Informa numero 2, 15 gennaio 2016

 

ospedale

Difendiamo la medicina di prossimità

Dici “medicina” e subito pensi alle tecnologie più all’avanguardia. Che sono preziose e salvano migliaia di vite: una delle grandi conquiste della modernità. Però la gran parte degli acciacchi, quelli che colpiscono la maggioranza delle persone, non riguardano la medicina specialistica, bensì la medicina di base. La prima, certo, va centralizzata per ottimizzare le risorse e sviluppare le competenze. La seconda invece dev’essere capillare, per raggiungere davvero tutti, ovunque si trovino sul territorio. Ebbene, la pianificazione ospedaliera va a intaccare proprio questo diritto.

Con la nuova legge sulla pianificazione ospedaliera, la medicina di prossimità, i servizi alla popolazione e alcuni ospedali di valle verranno cancellati. In particolare Faido e Acquarossa, dove gli eccellenti reparti di geriatria rispondono alle esigenze della popolazione anziana. Di conseguenza non solo sparirà un prezioso servizio per la popolazione, ma si perderanno anche molti posti di lavoro.

Anche questa è la pianificazione ospedaliera che il Gran Consiglio ha approvato. A questo si aggiunge lo smantellamento del servizio pubblico attuale, che è di ottima qualità, per metterlo nelle mani di aziende private, che puntano solo al profitto. E sono ben noti gli errori medici clamorosi provocati da questo modo di fare.

Ma hai un modo per dire che la pianificazione ospedaliera non ti piace e non la vuoi: firmare per il referendum. Ogni firma conta, ogni firma è importante. Non esitare: di’ che non non sei d’accordo a questi politici che vogliono far lucrare i privati sulla tua pelle.

L’argomentario

Il formulario del referendum


Le frottole delle code e delle corsie

Avete mai sentito la radio annunciare l’allarme per alcuni chilometri di coda intorno a Zurigo o a Basilea? No? In compenso, quante volte avete sentito la stessa radio comunicare chilometri, molti chilometri, decine di chilometri al Gottardo? Così, tanto per dare un’immagine deformata della realtà. Perché, se un problema di traffico esiste, tutti i giorni e non solo in estate, allora sta nei dintorni dei grandi centri urbani, certo non ai portali del Gottardo. Che peraltro non devono sopportare lo stesso flusso della Mappo-Morettina, dove però – guarda un po’ – le code non si formano. Perché? Ovvio: perché lì non ci sono i camion. Allora la soluzione al problema delle code e dell’inquinamento è semplice: via i camion dalla strada. Che ci vuole? Basterà caricarli sui treni, che fra pochi mesi percorreranno AlpTransit.

Invece no. Invece ci raccontano che serve il raddoppio. Certo non per le code: questo non possono dirlo. Se lo dicessero, ammetterebbero che nel doppio tubo dovranno essere sfruttate tutte e quattro le corsie. E questa sarebbe una violazione della Costituzione. Non lo dicono… ma lo pensano. E gli Svizzeri lo sanno bene: nei giorni scorsi un sondaggio dell’Istituto Link ha mostrato che più di metà dei nostri concittadini è convinta che, alla fine, saranno aperte tutte le corsie. Perché è questo che i raddoppisti vogliono, al di là di tutte le figure pietose che ci stanno facendo fare con i salametti spediti a tutti i governi cantonali.

Questa è la realtà: ci stanno prendendo in giro. Non permettiamoglielo. E votiamo e facciamo votare No al raddoppio il 28 febbraio.

Il sito del No al raddoppio


Decine di milioni in più!

Ci avevano detto che eravamo degli irresponsabili e che avremmo procurato un danno enorme alle casse dello Stato, perché abbiamo fatto fallire l’amnistia cantonale. Oggi scopriamo che, grazie a noi, sono entrate decine di milioni in più del preconsuntivo con l’amnistia. Non solo: nel rispetto della parità di trattamento fra i contribuenti. Chi erano gli irresponsabili, allora?

Il comunicato stampa


 

SES: il mercato delle poltrone

Poi dice “la competenza”. Certo, come no. E fuori i politici dai Consigli di Amminstrazione. Dice. Quando però si tratta di fare, si gettano come lupi sulla preda. Nello specifico, la Società Elettrica Sopracenerina, ormai territorio di caccia solo dei liberali e dei pipidini, alla faccia della competenza. Un bel magna magna, non c’è che dire. Non solo: i Comuni grandi contano di più, sebbene i Comuni piccoli siano tanti e nel complesso popolati da molti cittadini/utenti.

Il comunicato stampa


Il Congresso

Sabato 23 gennaio si terrà a Manno, presso la Sala Aragonite, il Congresso ordinario del Partito Socialista. Tutte le informazioni, l’Ordine del giorno e la documentazione sono disponibili sul sito del PS. Durante il Congresso saranno votate eventuali modifiche del Programma e dello Statuto. Ma, soprattutto, verrà eletto il nuovo presidente del Partito. Sarà un momento fondamentale per il futuro del PS, perché la nuova presidenza darà la linea che il Partito seguirà nelle sue scelte politiche, nella sua azione dentro e fuori dalle istituzioni, nella sua comunicazione con la base e la cittadinanza. Si candidano Claudio Corti, Carlo Lepori, Igor Righini, Bruno Storni.

Non solo: ogni partecipante al Congresso potrà compiere un piccolo ma importante gesto di solidarietà. Sotto la sala del Congresso, a Manno, si trova il magazzino nel quale un gruppo di volontari raccoglie, smista e inscatola vestiti, coperte e scarpe per i profughi. Perciò cogli l’opportunità e porta una coperta o un sacco a pelo in dono. Per informazioni: lara@mediatree.com

Come arrivare alla Sala Aragonite: posteggi limitati, condividi l’auto o usa i mezzi pubblici!

Da Sud – Arrivi Tilo a Lamone-Cadempino: 12:31 / 13:01

Da Nord – Arrivi Tilo a Lamone-Cadempino: 12:27 / 12:57

Partenza del bus dalla Stazione: 13:05

Arrivo a Manno-Boschetti (Sala Aragonite): 13:09

A piedi da Lamone-Cadempino alla Sala Aragonite: 20 minuti

La documentazione del Congresso

(a breve verrà pubblicato anche il Rapporto di attività del PS)


 

Decarbonizziamo!

La comunità scientifica degli esperti del clima è concorde: non solo siamo di fronte a un mutamento climatico, ma responsabili sono le attività umane, in particolare l’impiego di combustibili fossili. Il WWF sta raccogliendo le firme per una petizione che chiede al Governo cantonale di dare il buon esempio. In particolare, di rendere noti i dati sull’impatto climatico degli investimenti pubblici e di attuare un piano per ridurre le partecipazioni dello Stato negli investimenti che danneggiano il clima. Mancano pochi giorni al termine per la raccolta delle firme.

La petizione


 

Non si specula sulla fame!

La finanza non guarda in faccia nessuno: specula sulle materie prime, sui prodotti tecnologici, sui medicinali. E anche sul cibo. Ossia su un bene indispensabile per qualsiasi essere umano. Un bene senza il quale non si può nemmeno sopravvivere. Un bene il cui prezzo però oscilla, al di fuori del controllo sia dei produttori sia dei consumatori, solo perché gli squali delle Borse ci lucrano alla grande, fregandosene del destino di milioni di esseri umani. Secondo la Banca mondiale, solo nel 2011 sono ben 44 milioni le persone che sono finite nell’indigenza a causa dell’aumento artificiale dei prezzi dei beni alimentari. Non solo: questa speculazione nuoce alla stabilità finanziaria e sul lungo termine danneggia la crescita economica. Insomma, non solo è immorale, ma è pure dannosa.

Ebbene, il 30% di questa speculazione avviene nel mercato finanziario elvetico. Con lo slogan “Game Over”, decine di organizzazioni politiche, agricole, umanitarie, religiose si sono unite per sostenere l’iniziativa contro la speculazione alimentare in Svizzera. E il prossimo 13 febbraio si svolgerà anche in Ticino una manifestazione per sostenere il Sì all’iniziativa in occasione del voto del 28 febbraio.

Votiamo e facciamo votare Sì all’iniziativa contro la speculazione alimentare.

La documentazione della conferenza stampa


28 febbraio: le indicazioni di voto

  • Raddoppio del tunnel del Gottardo: No
  • Iniziativa “Per il matrimonio e la famiglia”: No
  • Iniziativa “Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”: No
  • Iniziativa “Contro la speculazione sulle derrate alimentari”: Sì
  • Legge sull’apertura dei negozi: No

Non solo pianificazione

Mentre prosegue l’azione contro la pianificazione ospedaliera, ricordiamo l’altra importante raccolte firme nella quale siamo coinvolti: l’iniziativa sull’alloggio, che si oppone alla speculazione edilizia e a un mercato immobiliare che favorisce i ricchi proprietari. Firmarla e farla firmare è un gesto di solidarietà e di civiltà.

In compenso, con quasi 70 mila firme, è riuscito il referendum con la nuova Legge sulla attività informative (LAIn). Questo significa che andremo a votare e che potremo dire un bel No a uno Stato impiccione che vuole consentire ai propri funzionari, senza alcun mandato da in giudice ma solo sulla base dell’arbitrio, di mettere il naso nella nostra privacy. Grazie al referendum sarà il popolo a decidere sulle nuove competenze sui servizi segreti.

Il formulario dell’iniziativa

Il sito dell’iniziativa