PS Informa numero 40, 4 dicembre 2015

Né di Destra né di Sinistra

noalraddoppio1

Sembra di sentire Giorgio Gaber adattato alla realtà ticinese: il Sì al raddoppio è di Destra, il No è di Sinistra. Ecco allora i media sottolineare le anomalie ideologiche dei raddoppisti di Sinistra e degli oppositori di Destra. Come se davvero l’ideologia c’entrasse qualcosa. Invece non c’entra niente. Nella questione del Gottardo c’entra solo il banale, semplice buon senso. E quello ci dice che no, il raddoppio non s’ha da fare.
Gli argomenti contrari sono inoppugnabili. No, il Ticino non rimarrà isolato, perché ci sarà AlpTransit. No, quei lavori di risanamento non sono così necessari, e anzi lasciano sospettare che li si faccia per consentire il passaggio dei camion europei da 60 tonnellate. No, non diminuiranno le code. Anzi, se le code diminuiranno sarà pure peggio, perché il traffico sarà più fluido, quindi più intenso, quindi più inquinante, specie nel Sottoceneri. No, la sicurezza del tunnel non è prioritaria rispetto a quella di molte altre strade, assai più pericolose. E, soprattutto, quel raddoppio da 3 miliardi sarebbe una pugnalata nella schiena di AlpTransit, l’unica vera alternativa ecologica al trasporto su gomma.
Ecco perché il 28 febbraio si deve votare No.
Il comunicato stampa

I cantieri del raddoppio: un disastro ambientale annunciato

tunnelgottardo1

Intanto cade anche un’altra obiezione dei favorevoli al raddoppio: quella secondo la quale le stazioni di trasbordo sui treni navetta sarebbero molto invasive per l’ambiente. Il cantiere del raddoppio invece…
Beh, il cantiere invece farebbe pure peggio: per le installazioni e le discariche servirebbero 220 mila metri quadri in Ticino e 150 mila nel Canton Uri. Sono dati dell’Ustra, mica cifre che ci siamo inventati noi. Del tutto inventate sono invece le cifre che aveva anticipato il Consiglio federale: circa 30 mila metri quadri per entrambi i cantieri. Non solo: questi cantieri sarebbero uno scempio per il territorio molto più prolungato nel tempo delle stazioni del trasbordo.
Così l’Ustra cambia le carte in tavola un’altra volta, dopo che pochi giorni fa aveva ammesso che il tunnel attuale potrebbe rimanere operativo in sicurezza per 10 anni in più, cioè fino al 2035.
Insomma, tutti gli argomenti a favore cadono a pezzi. A differenza della soletta del tunnel, che invece resiste benissimo, resisterà 10 anni in più e soprattutto non ha alcun bisogno di essere rialzata per far passare i camion da 60 tonnellate. A questo punto, nessun dubbio: No al raddoppio il 28 febbraio.

No, Gobbi non è “sociale” e non ci rappresenta
Circola una strana diceria in Svizzera tedesca, secondo la quale Norman Gobbi sarebbe il più “sociale” dei tre candidati democentristi al Consiglio federale. Beh, basta conoscere la realtà del Ticino per ridere di una simile stupidaggine: in tutto quel che fa o non fa, in tutto quel che dice o non dice, Norman Gobbi è tutto fuorché sensibile ai temi della socialità. Non ha mai speso una sola parola contro il dumping salariale o a favore degli alloggi a pigione moderata. In compenso invoca la costruzione di muri alle frontiere, fa espellere bambini e ragazzini stranieri, sfrutta la burocrazia per revocare dei legittimi permessi di soggiorno. Questo è il vero Norman Gobbi, non l’idea edulcorata e falsa che se ne fanno alcuni oltre Gottardo.
Come ticinesi, noi possiamo dire solo una cosa: non basta essere ticinesi per rappresentarci. E difatti Norman Gobbi non ci rappresenta.

Un Sì contro la fame

poverta3

Sono 800 milioni le persone che nel mondo soffrono la fame. Dovremmo aiutarle, giusto? Invece alcuni sulla loro fame lucrano in modo indecente: sono i fondi speculativi che, anche sulla piazza finanziaria svizzera, traggono profitto dalle derrate alimentari. Risultato: nei Paesi più poveri il cibo è troppo caro per la gente comune che, deve tirare la cinghia. Vogliamo essere complici di questo?
Il 28 febbraio non si voterà solo contro il raddoppio del Gottardo, ma anche a favore di un’iniziativa della GISO: “Contro la speculazione sulle derrate alimentari”. Sono molte le organizzazioni umanitarie e le associazioni contadine che la sostengono. Ed è scontato il nostro Sì. Intanto, per ribadire il nostro appoggio, ciascuno di noi può compiere un piccolo gesto pubblico: ordinare ed esporre dalle finestre e dai balconi la bandiera di adesione. A partire da gennaio, quando la campagna di voto entrerà nel vivo, quelle bandiere spingeranno molte persone almeno a riflettere sulle responsabilità anche del nostro Paese. E, noi speriamo, anche a porre rimedio votando Sì all’iniziativa.
Ordina la bandiera

Alla faccia della democrazia diretta
Ecco qua: più di 3’000 firme raccolte a Lugano per dire No allo spreco di oltre 100 milioni per il PAL2 sono, secondo il Consiglio di Stato, da buttare. Non valgono nulla. Chi se ne importa del desiderio popolare di esprimersi. Infatti il Governo ha accolto il ricorso di Paolo Sanvido e della Lega. Già, proprio loro: quelli che con la democrazia diretta si sciacquano la bocca un giorno sì e l’altro pure e che adesso non vogliono far votare il popolo. Superfluo dire che il PS luganese farà ricorso al Tribunale amministrativo cantonale.

La pianificazione zoppica
La Commissione speciale per la pianificazione ospedaliera insiste: i costi delle le cure post acute dovrebbero essere coperti dal Cantone e dalle casse malati. Il Governo invece vuole scaricarle sui pazienti, ben sapendo che le casse malati non ci sentiranno.
Per noi il problema sta a monte, nel fallimento del sistema della concorrenza fra il pubblico e il privato. E, come ha spiegato Milena Garobbio, prima firmataria del rapporto di minoranza, “dare ancora più spazio al privato è impensabile”. E quindi? Quindi c’è ancora una possibilità. Drastica: il referendum. E noi siamo pronti.

Comitato cantonale
Il Comitato cantonale del PS Ticino è convocato per il 10 dicembre 2015 alle 20:00 presso l’Infocentro di Pollegio.
Ordine del giorno:
19.45 Lista presenza e consegna carta di voto
20.00 Apertura del Comitato cantonale
20.05 Approvazione del verbale del CC del 04.11.2015
20.15 Commento sull’elezione del Consiglio federale e sul risultato del ballottaggio al Consiglio degli Stati
20.45 Novità sulla procedura d’elezione del nuovo presidente
21.00 Informazioni per il Congresso
21.15 Adozione delle indicazioni di voto per le consultazioni cantonali e federali:
– Modifica del 26 settembre 2014 della legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina (LTS) (Risanamento della galleria autostradale del San Gottardo) (FF 2014 6325).
– Iniziativa popolare del 5 novembre 2012 «Per il matrimonio e la famiglia – No agli svantaggi per le coppie sposate» (FF 2015 3935);
– Iniziativa popolare del 28 dicembre 2012 «Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa per l’attuazione)» (FF 20152247);
– Iniziativa popolare del 24 marzo 2014 «Contro la speculazione sulle derrate alimentari» (FF 2015 5841);
– Referendum alla legge sull’apertura dei negozi
21.30 Nuova Legge sulle attività informative (LAIn) della Confederazione, dibattito e presa di posizione sul referendum
22.00 Elezioni comunali
22.15 Rapporto del Gruppo comunicazione
22.30 Eventuali
22.40 Chiusura del Comitato cantonale e panettonata
La consegna della carta di voto avverrà al momento della firma della lista di presenza, prima dell’inizio dei lavori.

Candidature alla presidenza
Il 23 gennaio si terrà il Congresso del Partito Socialista durante il quale verrà eletto il nuovo presidente. Le candidature possono essere sottoposte alla Direzione del Partito dalle Sezioni, da gruppi di sostegno o anche da singole persone. Il termine ultimo per la presentazione è il 10 dicembre entro mezzogiorno.

Che cos’è la casa?

iniziativaalloggio

Per molti la casa di proprietà è la realizzazione di un sogno e insieme un piccolo investimento, in attesa di un futuro forse non roseo. Per altri è un’utopia irrealizzabile. Per altri ancora, ricchi e potenti, la casa è solo una speculazione e un posto nel quale stare solo pochi giorni all’anno per godersi il sole del Ticino. Ormai la regione di Lugano è stata colonizzata da questi edifici: brutti, lussuosi, inavvicinabili per le persone comuni. Che sono costrette a trasferirsi in periferia, mentre il panorama si trasforma in una colata di cemento e il centro cittadino si svuota ogni sera, quando negozi e uffici chiudono.
Sono ormai più di 50 mila le firme raccolte dall’iniziativa sull’alloggio. Ma non bastano ancora, perciò bisogna continuare a firmare e a far firmare. Perché non vogliamo che Chiasso, Mendrisio, Bellinzona e Locarno facciano la stessa fine di Lugano.
Il formulario
Il sito dell’iniziativa

No allo Stato ficcanaso

comunicazionedigitale

Le mani corrono veloci sulla tastiera: confidenze, pensieri, sogni. Nulla di compromettente o di illegale: solo le vite di milioni di persone. Che non hanno nulla da nascondere ma che tengono comunque alla propria privacy. Ma non sanno che presto in quelle email, ma anche fra gli SMS e ogni altra comunicazione digitale, potranno ficcare il naso gli spioni dei servizi di sicurezza.
Dirai: “È già così”. Vero, ma ora gli inquirenti hanno bisogno del mandato della magistratura. Invece con la nuova Legge sul servizio informazioni (LAIn), approvata da entrambe le Camere federali, qualsiasi funzionario della sicurezza, sulla base di un semplice sospetto, senza l’autorizzazione di alcuno, potrà leggere la tua corrispondenza. La giustificazione è la solita: nuove minacce alla sicurezza. Beh, non basta: se per la sicurezza dobbiamo rinunciare alla nostra libertà, allora crolla tutta l’impalcatura della nostra civiltà. E non siamo migliori di chi ci minaccia. Ci sono altri mezzi, assai più efficaci.
Non lasciamoci sopraffare dalla paura, difendiamo tutti i nostri valori e la nostra civiltà e firmiamo il referendum “No allo Stato ficcanaso” lanciato dalla GISO.
Il formulario
Il sito del referendum