Previdenza vecchiaia

anziano

Il Consiglio degli Stati ha votato la riforma pensionistica. Per la prima volta c’è un approccio globale che tiene conto del 1. e del 2. pilastro ed è stato deciso di aumentare le rendite AVS di 70 franchi mensili e fino a un massimo di 226 franchi per le coppie. Ma non è tutto oro ciò che luccica.

Anzitutto questa riforma deve ancora passare al Consiglio nazionale e ciò avverrà dopo le elezioni federali. Se la Destra sarà rafforzata, non solo non ci sarà un aumento, ma c’è chi vuole ridurre le prestazioni per la vecchiaia. Addirittura c’è chi vuole un aumento dell’età di pensionamento a 67 anni, come indicano le risposte a Smartvote di numerosi esponenti dei partiti di Destra. Anche diversi candidati ticinesi di PLR, PPD e UDC e anche della Lega vogliono che si lavori oltre i 65 anni. Come se ciò fosse facile per tutti, anche per chi ha lavori pesanti, faticosi e logoranti e mal pagati. Quando poi sempre più lavoratori oltre i 50 anni sono espulsi dal mondo del lavoro. La riforma passata alla prima camera prevede poi l’innalzamento dell’età di pensionamento delle donne a 65 anni: un altro aumento che non si giustifica fintanto che le donne continueranno a guadagnare meno degli uomini e a essere penalizzate nel mondo del lavoro.

Un compromesso che potrà salvare il nostro sistema di previdenza vecchiaia per molti decenni, ma, se la Destra avrà la maggioranza, dopo le elezioni fioccheranno i tagli!