Elezioni federali

Fra pochi giorni arriverà nelle nostre case il materiale di voto per le elezioni federali del 18 ottobre. Dopodiché ci sarà un mese per riflettere. Un mese… ma c’è ben poco da riflettere. Basta guardarsi in giro per accorgersi di un fatto ovvio: non c’è alternativa.

Tutti gli altri partiti, pur cercando di differenziarsi a forza di proclami roboanti, di fatto sono la fotocopia uno dell’altro: la stessa difesa del privilegio e dell’interesse di pochi, la stessa indifferenza verso i reali problemi delle persone. Guardate le loro posizioni sul lavoro, l’alloggio, l’ambiente, i diritti, i rapporti con il resto del mondo: o non hanno nulla da dire, oppure quel che dicono sarebbe meglio non doverlo ascoltare. Le stesse ricette inefficaci o perfino dannose o addirittura impossibili da realizzare. Oppure il nulla.

Di fatto, l’unica possibilità per avere una Svizzera pulita, solidale, moderna è il voto al Partito Socialista. Un voto tanto più importante per il Ticino, proprio perché il PS è l’unico partito che per il nostro Cantone propone misure mirate, funzionali alle esigenze del nostro mercato del lavoro in sofferenza a causa della concorrenza della manodopera transfrontaliera. Una concorrenza che in sé non sarebbe dannosa, se fosse giocata sul merito e non sulla corsa al ribasso dei salari, come invece accade a causa delle misure di accompagnamento troppo deboli. E qual è l’unico partito che chiede un rafforzamento delle misure di accompagnamento? Il Partito Socialista.

Non solo: di rappresentanti ticinesi progressisti a Berna ce n’è una sola. Una su 10: Marina Carobbio. Davvero c’è ancora da riflettere su chi votare il 18 ottobre?