Iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”

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Intervento di Carlo Lepori alla conferenza stampa del 20 maggio 2015 sull’iniziativa «Salviamo il lavoro in Ticino!» che chiede l’introduzione di un nuovo diritto sociale nella costituzione ticinese: «Ogni persona ha diritto ad un salario minimo che gli assicuri un tenore di vita dignitoso. Se un salario minimo non è garantito da un contratto collettivo di lavoro (d’obbligatorietà generale o con salario minimo obbligatorio), esso è stabilito dal Consiglio di Stato e corrisponde a una percentuale del salario mediano nazionale per mansione e settore economico interessati.»  (art. 13 cpv. 3).

Il mercato del lavoro in Ticino è in una grave crisi per la pressione sui salari e la sostituzione di impiegati residenti.  Le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone non sono sufficienti! Il Ticino ha già introdotto 14 Contratti normali di lavoro (con salari minimi per categoria attorno a 3000 franchi). Il controllo delle condizioni contrattuali non è però sufficiente. Con l’iniziativa «Basta con il dumping salariale in Ticino» chiediamo più ispettori.

L’applicazione di questa norma costituzionale dovrà però limitarsi a definire un salario minimo nell’ambito sociale (il diritto del lavoro è di competenza federale) e quindi relativamente basso. Si calcola che potrebbe aggirarsi tra i 3300 e i 3600 franchi. Si tratta però di un primo passo decisivo e di un segnale importante alla Confederazione e all’economia ticinese.