Assemblea dei delegati del PSS

Dall’Assemblea dei delegati del Partito Socialista Svizzero di domenica scorsa è arrivato un segnale unanime di richiesta di giustizia: da 34 anni la Costituzione, che impone la parità salariale, viene disattesa. Fino alle cifre di oggi: quasi 8 miliardi di franchi sottratti alle donne a causa della differenza di compenso con gli uomini. Il mercato si è rivelato completamente inadatto a mettere in pratica il principio per cui “a lavoro uguale corrisponde un salario uguale”. Ecco perché l’Assemblea ha approvato all’unanimità le 13 proposte del PSS presentate la settimana scorsa.

Ma si è parlato anche di lavoratori e lavoratrici ultracinquantenni, molto sofferenti a causa della crisi e quindi meritevoli di una difesa particolare. I delegati hanno votato una risoluzione che chiede più protezione contro il licenziamento, il diritto alla formazione continua e la creazione di una rendita-ponte.

Altro tema caldo: le migrazioni. Molto attuale e sentito dopo la tragedia che ha provocato la morte di centinaia di persone nel Mediterraneo. Ma quell’evento è solo il caso più eclatante di uno stillicidio continuo di affondamenti minori che provoca molte migliaia di morti ogni anno. La Svizzera deve mantenere il proprio atteggiamento di apertura, considerato che “la Svizzera, come membro del patto di Schengen-Dublino, ha una responsabilità anche per quello che succede lontano dalle proprie frontiere”, ha spiegato Christian Levrat. E ha aggiunto: “Gli obiettivi europei devono prevedere il salvataggio del maggior numero possibile di vite, non una chiusura ulteriore delle frontiere”.

Per le votazioni federali, l’Assemblea ha deciso di raccomandare un triplo Sì all’iniziativa sulle successioni, a quella sulle borse di studio, alla nuova legge sulla radiotelevisione, e dopo un’approfondita discussione di lasciare libertà di voto sulla diagnosi pre-impianto.