Ottimismo o pessimismo?

In questa campagna elettorale abbiamo constatato una polarizzazione delle posizioni. Uno dei poli siamo noi, l’altro polo sono gli altri.

Da un lato ci sono gli altri, tutti gli altri, coalizzati per farci fuori: sbatterci fuori dal Governo e ridimensionarci in Parlamento. Qualcuno lo ha detto esplicitamente, come Sergio Morisoli, mentre altri lo hanno solo lasciato intendere. Ma quello è il progetto. Che peraltro, anche a livello federale, si concretizza in una specie di “Santa Alleanza” raccolta sotto le bandiere del “meno Stato”.

Dall’altro lato ci siamo noi, da soli: gli unici a rappresentare un’alternativa reale nella difesa del servizio pubblico, del ruolo sociale dello Stato, della solidarietà verso le fasce più deboli della collettività, dell’attenzione per il ceto medio. In questa legislatura ci siamo battuti in battaglie di principio e di equità: dall’amnistia fiscale fino alla scuola pubblica, dai sussidi di cassa malati fino alla 1:12 per mettere un limite all’indecenza dei compensi stratosferici, dalla cassa malati pubblica fino alla difesa del territorio, dalle manifestazioni per il lavoro fino a quelle per i bambini ecuadoriani. Quasi sempre soli. Quasi sempre isolati nel difendere i valori della Sinistra e del progressismo.

Ora, alla vigilia del voto, possiamo essere ottimisti o dobbiamo essere pessimisti?

Se consideriamo il nostro isolamento e l’ostilità dichiarata di tutti gli altri, c’è da temere. Per questo ogni voto è prezioso e più che mai, anche in queste ultime ore, dobbiamo mobilitarci per votare e far votare scheda secca per il PS.

Se però guardiamo al trend generale, qualche motivo di ottimismo c’è. A livello nazionale, il Partito Socialista è in crescita quasi ovunque. A Lucerna ha ottenuto il risultato migliore della propria storia. A Zurigo è cresciuto ancora, sfiora il 20% e la sua vicepresidente Jacqueline Fehr è entrata in Consiglio di Stato. Fare in modo che il voto ticinese sia coerente con questa tendenza nazionale dipende solo da ciascuno di noi. Se osserviamo il grafico della composizione del Gran Consiglio, vediamo che negli ultimi 20 anni, fatta eccezione per il 2011, il Partito Socialista è rimasto stabile o cresciuto. Riprendiamo questa tendenza, non facciamo sfigurare il Ticino progressista e votiamo compatti per il PS.

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